12 cose che (forse) non sai su "guerra & droga"

Il rapporto tra conflitti e sostanze stupefacenti in 12 pillole storiche, dai Vichinghi ai giorni nostri.

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Guerre e droghe vanno da sempre a braccetto: gli stupefacenti alterano lo stato dei soldati, costituiscono merce di scambio e pretesto di ostilità. Ecco alcune curiosità storiche su questa relazione.

I guerrieri vichinghi usavano funghi allucinogeni. I Berserker, un corpo scelto di soldati vichinghi che avevano fatto giuramento ad Odino, il dio della guerra, combattevano in uno stato mentale di furia e trance che li rendeva insensibili al dolore, capaci di sforzi sovrumani, cruenti con i nemici e resistenti alle peggiori condizioni ambientali. Per alcuni studiosi l'ira dei Berserker - simile a uno stato alterato della coscienza - era dovuta all'assunzione di funghi allucinogeni come l'Amanita muscaria. La cautela però è d'obbligo, perché le poche notizie storiche si mescolano ai racconti delle leggende scandinave. Vedi anche: 15 cose che forse non sai sui Vichinghi.

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Le forze zulu bevevano tè a base di cannabis. Durante la guerra anglo-zulu, combattuta in Africa meridionale dal Regno Unito e dai guerrieri zulu nel 1879, in uno dei più sanguinosi conflitti della storia coloniale, le popolazioni africane osservavano un rituale pre-battaglia in cui guadagnavano forze e scacciavano la paura grazie a una serie di sostanze naturali. Alcune erbe medicinali (chiamate intelezi) servivano a vomitare e purificare l'organismo. Seguivano una birra e la dagga, una varietà sudafricana della cannabis che veniva fumata o usata come infuso nel tè. Poiché questa aveva effetti sedativi, veniva associata a una sostanza psicoattiva e stimolante, l'olkiloriti, estratto dalla corteccia dell'Acacia nilotica. Anche i guerrieri Maasai ricorrevano a questo secondo "ingrediente" per eliminare fatica e paura.

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Le guerre dell'oppio portarono Hong Kong alla Gran Bretagna. Sul finire del 1700 la Compagnia britannica delle Indie orientali aprì una tratta illegale dell'oppio coltivato nell'India britannica con la Cina, dove la sostanza, malgrado il consumo fosse vietato, ritornò di moda soprattutto tra le classi abbienti. Le autorità cinesi inasprirono i divieti e i controlli sulle navi britanniche, e le tensioni che ne derivarono portarono alla Prima (1839-1842) e alla Seconda Guerra dell'Oppio (186-1860). La Cina uscì sconfitta da entrambe e fu costretta a tollerare il commercio dell'oppio, ad aprire nuovi porti per gli stranieri, a consentire l'ingresso di missionari e mercanti sulla terraferma e a cedere l'isola di Hong Kong all'impero inglese (1842).

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Il "cioccolato per i carri armati" tedeschi. Di metanfetamine fecero invece largo uso i soldati di Hitler durante il secondo conflitto mondiale. Il Pervitin, uno psicostimolante usato regolarmente anche dal generale Rommel e da Hitler, permetteva di combattere anche per 4 giorni di fila senza dormire. La pillola dopante era stata sviluppata nel 1937 dal medico Fritz Hauschild, rimasto colpito dagli straordinari effetti delle benzedrine sugli atleti americani che avevano partecipato alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale veniva distribuita ai soldati dai medici militari. Tra l'aprile e il luglio 1940, più di 35 milioni di dosi di Pervitin da 3 milligrammi furono confezionate per le forze di terra e aeree tedesche. Le tavolette di Pervitin erano talmente comuni da essere soprannominate Panzerschokolade, "cioccolato per carri armati".

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Le amfetamine erano anche nelle razioni delle truppe alleate. Servivano a sopportare la fatica, a mantenere uno stato costante di allerta e a non sentirsi "da meno" rispetto al nemico che a sua volta le impiegava. Il Benzedrine, nome commerciale di un mix di amfetamine, fu distribuito in dosi massicce ai piloti alleati durante la II Guerra Mondiale, sotto forma di inalatore. Gli inglesi ne acquistarono 72 milioni di confezioni; gli statunitensi 250 milioni. Il suo utilizzo portò a pericolose forme di dipendenza che continuarono a guerra finita, e a effetti collaterali come episodi aggressivi, irritabilità e incapacità di incanalare la concentrazione. Di metanfetamine si servì, nella Seconda Guerra Mondiale, anche l'esercito giapponese, che pagò caro tra i suoi uomini il conto della dipendenza.

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Hitler era il paziente A: il soggetto ideale per ogni tipo di intruglio. Mentre il suo esercito assumeva stimolanti per non dormire mai, Hitler ingurgitava le rivoltanti preparazioni fornite dal suo medico personale, Theodor Gilbert Morell, il quarto da destra in questa foto di gruppo di gerarchi nazisti. Poteva trattarsi di frullati di interiora di maiale, estrogeni e barbiturici (come accadde nel 1941, quando nel suo bunker, nella Prussia orientale, il Führer era in preda a dissenteria e crampi intestinali) o, come avvenne in seguito, di Eukodal, un derivato dell'oppio più potente dell'eroina. Hitler faceva anche uso massiccio di Pervitin (100-150 pasticche a settimana), più 8-10 iniezioni di Eukodal, e dal 1944, dopo il fallito attentato subito da Claus Schenk von Stauffenberg nell'Operazione Valkiria, iniziò anche a sniffare cocaina.

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Lo speedball, o powerball, è una combinazione letale. Questi termini si riferiscono a un mix di morfina o eroina con cocaina o crack (o comunque un eccitante: si trova anche in combinazione con amfetamina o metanfetamina). L'effetto depressivo di eroina e morfina mitiga quello stimolante della cocaina, riducendone gli effetti sgradevoli come ansia o palpitazioni. Queste combinazioni sono particolarmente pericolose e dagli effetti imprevedibili. Si dice che lo speedball si sia diffuso tra i militari statunitensi durante la guerra di Corea, negli anni '50: le truppe mischiavano le amfetamine che avevano in dotazione con l'eroina locale. In realtà un mix di sostante eccitanti e depressive era usato già in epoca tardo vittoriana, nella seconda metà dell'800, da nuotatori e altri sportivi, per migliorare le performance.

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Il 10-15% dei soldati americani in Vietnam aveva problemi di dipendenza. L'abuso di eroina, marijuana e altre droghe durante la Guerra del Vietnam (1955-1975) e in seguito, costrinse il presidente Nixon a finanziare il primo grande programma per il trattamento delle tossicodipendenze. Nella foto, un soldato statunitense in un centro di primo soccorso per le tossicodipendenze.

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I soldati servirono da cavie in alcuni esperimenti classificati. Durante la Guerra Fredda, gli USA diffusero i timori che l'Unione Sovietica stesse sperimentando LSD in forma spray per poter paralizzare, a distanza, anche il più esperto tra i soldati. La paranoia servì da pretesto per giustificare una serie di esperimenti noti come Edgeware Experiments: dal 1955 al 1972, si sperimentarono su centinaia di soldati volontari LSD, marijuana sintetica, psilocibina, mescalina e una dozzina di altre droghe. Questa storia fu diffusa nelle memorie dello psichiatra colonnello James Ketchum, tra le menti principali del programma, pubblicate nel 2006. Vedi anche: Altri segreti militari da poco declassificati.

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Durante la guerra in Afghanistan, l'oppio divenne merce di scambio. Negli anni '80, i soldati sovietici impegnati nella guerra nel paese dei campi di papavero, presero a cedere armi ai mujaheddin, i combattenti locali, in cambio dell'eroina che questi trafficavano. Nel corso degli anni, il problema della dipendenza tra soldati russi e dello smercio di armi di contrabbando ai mujaheddin divenne sempre più serio (si dice che il 20% dei soldati russi tornati dall'Afghanistan negli anni '80 avesse problemi di dipendenza da oppiacei). La "bomba" eroina fu sfruttata anche dai talebani contro i soldati USA, negli anni '90.

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Le droghe da guerra sono usate per formare i bambini-soldato e aumentare la loro dipendenza dagli sfruttatori. Spesso mischiate al cibo, abbassano le inibizioni, hanno un effetto calmante e tolgono la paura. Si calcola siano più di 250 mila in 25 paesi del mondo, i bambini sfruttati per combattere. Nella foto, una campagna pubblicitaria di Amnesty International che sfrutta uno scuolabus per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo problema. Vedi anche: Altre efficaci campagne di pubblicità progresso.

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La droga dell'ISIS. Il Captagon, soprannominato la "droga della Jihad", è un cloridrato di fenetillina, un composto di amfetamina e altre sostanze stimolanti da decenni diffuso nei Paesi del Golfo, e ora sfruttato per provocare perdita di giudizio e resistenza alla fatica tra i terroristi dell'ISIS. Spesso questa sostanza si trova nel corpo di chi compie attentati al momento della strage (per approfondire).

Guerre e droghe vanno da sempre a braccetto: gli stupefacenti alterano lo stato dei soldati, costituiscono merce di scambio e pretesto di ostilità. Ecco alcune curiosità storiche su questa relazione.

I guerrieri vichinghi usavano funghi allucinogeni. I Berserker, un corpo scelto di soldati vichinghi che avevano fatto giuramento ad Odino, il dio della guerra, combattevano in uno stato mentale di furia e trance che li rendeva insensibili al dolore, capaci di sforzi sovrumani, cruenti con i nemici e resistenti alle peggiori condizioni ambientali. Per alcuni studiosi l'ira dei Berserker - simile a uno stato alterato della coscienza - era dovuta all'assunzione di funghi allucinogeni come l'Amanita muscaria. La cautela però è d'obbligo, perché le poche notizie storiche si mescolano ai racconti delle leggende scandinave. Vedi anche: 15 cose che forse non sai sui Vichinghi.