10 cose che (forse) non sai sul passaporto

Perché il nostro passaporto è bordeaux? Davvero non si può sorridere nella foto? Qual è il passaporto più "potente" del mondo? 10 curiosità sul libretto che non conosce confini.

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I passaporti europei sono color borgogna, mentre quelli americani sono blu|shutterstock

Ogni anno a gennaio, puntualissima, viene pubblicata la classifica dei passaporti più "potenti" del mondo, cioè quelli che permettono di visitare il maggior numero dei Paesi senza la necessità di richiedere il visto. È il cosiddetto Passport Index, che nel 2019 vede vincitore, ancora un volta, il passaporto degli Emirati Arabi, che consente di viaggiare senza visto in 167 Paesi. Segue quello della Germania con 166 paesi e al terzo posto un gruppo di Paesi che comprende anche l’Italia, con 165. Il passaporto meno potente del mondo è quello rilasciato dall'Afghanistan che dà accesso senza visto a soli 25 Paesi. Ma ci sono tante altre curiosità sul prezioso libretto che ci permette di valicare confini più o meno senza problemi. Per esempio: perché quello italiano è proprio di colore bordeaux?

 

Colore del vino. Più che bordeaux, la nuance esatta del nostro passaporto e di tutti quelli dei Paesi della Comunità europea (esclusa la Croazia) è burgundy, cioè borgogna, una tonalità di rosso con sfumature di porpora che prende il nome dal vino di Borgogna, una regione della Francia. Secondo Hrant Boghossian, vice presidente di Arton Group, che pubblica il Passport Index, "alcuni argomentano che il rosso bordeaux sia dovuto a un passato comunista dell'Europa". Ma davvero il passaporto europeo vira al rosso per questioni politiche? In realtà il colore fu scelto nel 1981, in seguito a una riunione degli stati membri della Comunità Europea, alla quale non parteciparono i Paesi del blocco sovietico, dove vigeva il comunismo.

 

La scelta del color borgogna, fa pensare piuttosto che il design sia stato curato in Francia. Chissà se, poi, nella scelta, abbia davvero avuto più importanza il contesto politico (quell’anno alle elezioni politiche in Francia vinsero le sinistre) o, semmai, la circostanza che dovendo scegliere un colore unico per i passaporti di tutti i Paesi europei, si andò quasi... per esclusione: si vollero evitare il blu, usato dai passaporti americani, e il verde, caratteristico dei passaporti dei Paesi islamici per l’importanza che quel colore ha nella loro religione.

Passaporti ORIGINALI. Oltre ai passaporti ufficiali, rilasciati da stati sovrani e riconosciuti dalla comunità internazionale ne esistono anche di originali, come il passaporto giallo della lega irochese, composta da una confederazione di sei popoli indiani d'America (Mohawk, Oneida, Seneca, Onondaga, Cayuga e Tuscarora) che conta circa 125.000 membri che vivono principalmente nell'Ontario meridionale, nel Quebec e nello Stato settentrionale di New York. Qualche anno fa ha fatto notizia il rifiuto del Gran Bretagna di accettarlo come documento di ingresso nel Paese.

 

Poi c’è il passaporto nero di Sealand: è stato creato per il Principato di Sealand, una piattaforma in disuso della Seconda Guerra Mondiale situata in acque internazionali a sei miglia al largo delle coste orientali della Gran Bretagna. Il capo della micronazione non riconosciuta è l'ex soldato Roy Bates, che lo ha dichiarato uno stato indipendente nel 1966. Sealand fa soldi ospitando server internet e vendendo titoli aristocratici e (appunto!) passaporti: ad oggi ne sono stati rilasciati 150 mila. Altri passaporti con una storia simile sono il quello di New Utopia (un microstato-atollo nel mar dei Caraibi che reclama l'indipendenza) e quello della Repubblica di Abkhazia (uno stato parzialmente riconosciuto controllato da un governo separatista sulla costa orientale del Mar Nero).

 

Il primo Della storia. Il primo riferimento a un documento di viaggio si trova nella Bibbia (libro di Neemia) dove si narra di un ufficiale persiano che, nei suoi viaggi in Giudea, portava con sé una lettera scritta dal re Artaserse I di Persia che chiedeva “ai governatori al di là del fiume" di garantirgli un passaggio sicuro. Un messaggio simile (che chiede il permesso di passare liberamente e di ricevere assistenza in caso di bisogno) è scritto nella maggior parte dei passaporti ancora oggi, tranne che in quelli di Svizzera, Finlandia e Austria.

 

Il passaporto come forma di identificazione fu introdotto dal re inglese Enrico V nel XV secolo, che concesse passaporti ai suoi sudditi per consentire loro di dimostrare la propria identità quando viaggiavano fuori dal Paese. I passaporti del Regno Unito continuano a essere rilasciati in nome di Sua Maestà la Regina. Che però un passaporto non ce l’ha: dovendoli concedere lei, non avrebbe senso darne uno a se stessa. O no?

 

Con sorpresa. I passaporti norvegesi contengono una caratteristica sorprendente: se illuminati da luce ultravioletta, tra le pagine appare l’aurora boreale. Anche il passaporto canadese sotto la luce ultravioletta rivela immagini nascoste. I passaporti finlandesi emessi dal 2012 in avanti, invece, hanno una caratteristica per cui le immagini di un'alce, impresse nella parte inferiore delle pagine, si animano quando si sfoglia il passaporto. Un effetto simile è presente anche sul passaporto sloveno.

 

I segreti dei passaporti. Oggi i passaporti devono rispondere a standard di sicurezza a prova di falsario. Per questo sono prodotti da aziende specializzate, che assicurano che tutti i passaporti rispettino gli standard stabiliti dalla International Civil Aviation Organization (ICAO, l'autorità internazionale per l'aviazione civile), circa la sicurezza e le misure anticontraffazione. I passaporti devono essere realizzati con carta speciale rilegata e possono includere ologrammi, caratteri speciali e un chip elettronico: quest'ultimo è incorporato sul retro della copertina e contiene una serie di dati relativi al possessore, da quelli biometrici (impronte digitali di entrambe le mani e foto del viso) a quelli anagrafici (nome, cognome, data di nascita ecc). Il passaporto (in teoria) più difficile da falsificare a oggi è quello nicaraguense che conta ben 89 funzioni di sicurezza, tra cui codici a barre bidimensionali, ologrammi e speciali filigrane.

 

E la foto? Anche la foto deve rispondere a criteri precisi: sono sempre le "famose" norme ICAO a stabilire che non bisogna sorridere, mantenendo bensì un’espressione neutra, in modo da agevolare i sistemi di riconoscimento del volto negli aeroporti. Ma non è sempre stato così: fino al 2004 si poteva anche sorridere e addirittura agli inizi del secolo scorso era ammessa anche una foto di famiglia. Famoso il caso della foto del passaporto di Sir Arthur Conan Doyle del 1915, dove l’autore di Sherlok Holmes appare con moglie e figli - tutti seduti su un calesse. Andando ancora a ritroso, si scopre che foto e descrizione fisica sono diventati una componente obbligatoria dei passaporti britannici all'inizio della Prima guerra mondiale dopo che Carl Hans Lody - una spia tedesca - entrò nel Paese usando un passaporto americano falso. 
 

 

17 Febbraio 2019 | Eugenio Spagnuolo