10 cose che (forse) non sai su monogamia e tradimenti

Cosa dicono la scienza e i sondaggi sulla monogamia e la nostra attitudine a tradire il partner? Leggi anche gli approfondimenti: Perché cambiamo partner e Perché restiamo uniti e contenti

La monogamia è possibile o, in quella che il sociologo Zygmunt Baumann ha definito l’epoca dell’amore liquido, è solo un’utopia? Sono anni che la scienza e la statistica provano a rispondere a questa domanda… e, anche se ognuno di noi fa storia a sé, le risposte arrivate finora potrebbero non piacerci. Qui ne abbiamo raccolte 10. Sicuri di volerle conoscere?

Le specie monogame. Ne "Il mito della monogamia" David P. Barash e Judith Eve Lipton spiegano che l'instabilità dei rapporti umani è una costante in natura. La nostra non è l’unica specie caratterizzata da legami di coppia instabili. «Esistono poche specie strettamente monogame», scrive Barash. «Il chirogaleo dalla coda grossa. Il ratto gigante malgascio. Ma bisogna andarseli a cercare con il lanternino».
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Tradimento emotivo o… sessuale? Gli psicologi della Chapman University (Usa) nel 2014 hanno intervistato circa 64.000 americani, fornendo un primo censimento su larga scala delle differenze di genere e di orientamento sessuale in risposta al tradimento sessuale e a quello emotivo. Risultato: gli uomini eterosessuali hanno più probabilità rispetto alle donne etero di essere "sconvolti" dall'infedeltà sessuale (54% vs 35%) e meno probabilità di essere colpiti dall'infedeltà emotiva (46% degli uomini contro il 65% delle donne). In altre parole: l'uomo preferisce che la sua partner "fantastichi" su un eventuale tradimento piuttosto che abbia rapporti intimi. Per la donne, invece, è il contrario: non perdonerebbero il tradimento mentale.

Colpa dei social network? L'ascesa dei social media ha portato un aumento dell’infedeltà? Sì, secondo gli studi di Russell Clayton, ricercatore dell’università del Missouri (Usa), pubblicati sulla rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking. L’utilizzo attivo di siti come Twitter Facebook, secondo Clayton, «porterebbe a una maggiore quantità di conflitti tra i partner, che a sua volta porterebbe a infedeltà, rottura, e… divorzio».

Traditori coerenti. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships, chi tradisce il partner, in seguito usa dei “trucchetti” cognitivi per minimizzare il fattaccio. In pratica chi tradisce ritiene l'infedeltà sbagliata, e prova dei sensi di colpa. Ma la distanza tra pensiero e azione viene presto colmata dal meccanismo di difesa della mente noto come dissonanza cognitiva, che lo spinge a minimizzare la cosa con se stesso (“è stato un caso”, “così fan tutti”, ecc). Risultato? Non si avvertono conseguenze negative... e il fedifrago potrebbe ricascarci.

Il giorno dei traditori. Secondo il sito di dating AshleyMadison, frequentato soprattutto da persone in cerca di scappatelle, il mercoledì è il giorno in cui si consumano più tradimenti. Per scoprirlo è bastato chiedere a 172.000 utenti quale fosse il momento preferito per gli incontri clandestini. Circa 1 su 5 hanno risposto di preferire il mercoledì, tra le 5 e le 7 di sera.

Tutta colpa del lavoro? Sempre secondo il sito Ashley Madison la maggior parte (68%) dei fedifraghi, cercherebbe occasioni durante il lavoro. Sorprendentemente, lo farebbero per una media di 1,17 ore al giorno. Una ricerca della società di recruiting Robert Half Executive Search lo confermerebbe: nascono rapporti di coppia, più o meno ufficiali, tra i dipendenti nel 61% delle aziende italiane. La città dove succede più spesso è Milano, seguita da Roma, Bologna e Torino. Ma l'Italia è solo seconda. Il paese europeo dove l’amore scoppia più facilmente sul luogo di lavoro è la Germania.

Dimensioni. Uno studio realizzato in Kenya e pubblicato sulla rivista PlosOne, asserisce che gli uomini con peni più grandi hanno maggiori probabilità di essere traditi dalle loro mogli. Ogni centimetro in più aumenterebbe la probabilità di essere tradito di quasi il 150%. Tra i motivi il dolore e il disagio causato durante il sesso che impedirebbe alle donne di provare piacere.

Che ruolo ha la dopamina? La dopamina viene rilasciato nel nostro cervello in seguito ad attività piacevoli tra cui sport, mangiare, e… un orgasmo. Ne esistono due diversi tipi e i nostri corpi producono uno o l'altro. Nel 2010, uno studio su 181 volontari ha scoperto che il 50% di quelli con la variante lunga dell’allele del gene recettore della dopamina D4 aveva tradito il proprio partner, rispetto ad appena il 22% di coloro che avevano l'allele corto. I volontari che presentavano l’allele lungo erano anche quelli che avevano maggiori probabilità di assumersi dei rischi e suscettibili di comportamenti di dipendenza, come il fumo e l'alcolismo.

Il ruolo della vasopressina. Anche se la funzione principale della vasopressina è mantenere costante la parte liquida del sangue (plasma), quest’ormone avrebbe anche un ruolo nella formazione di legami stabili di coppia. Secondo uno studio condotto in Svezia su oltre 2mila persone, gli uomini soggetti a carenza di vasopressina resterebbero più spesso single, avrebbero maggiore probabilità di avere relazioni extraconiugali, problemi matrimoniali e di divorziare. Ma il nesso di casualità tra queste correlazioni non è ancora chiaro.

Che c'entrano i geni? Che i geni giochino un ruolo fondamentale nella nostra propensione alla monogamia, lo dice anche uno studio condotto nel 2014 da un gruppo di ricercatori australiani dell'università del Queensland, diretti da Brendan Zietsch, secondo cui il 63% dei comportamenti fedifraghi negli uomini e il 40% nelle donne potrebbero essere legati a un'interferenza genetica. Il Dna, insomma, ci mette lo zampino e spinge alcuni di noi al tradimento. In particolare, l'équipe ha identificato nelle donne un singolo gene le cui variazioni potrebbero renderle più predisposte all'infedeltà di coppia.

La monogamia è possibile o, in quella che il sociologo Zygmunt Baumann ha definito l’epoca dell’amore liquido, è solo un’utopia? Sono anni che la scienza e la statistica provano a rispondere a questa domanda… e, anche se ognuno di noi fa storia a sé, le risposte arrivate finora potrebbero non piacerci. Qui ne abbiamo raccolte 10. Sicuri di volerle conoscere?