10 cose che (forse) non sai su Braccio di Ferro

Buon compleanno, Braccio di Ferro! Da quando è nato, il 7 gennaio 1929, Popeye ha fatto vendere molti spinaci, e inventato persino alcuni neologismi che usiamo ancora oggi.

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Popeye o Braccio di ferro ha 85 anni mangia spinaci per acquistare forza: la convinzione nasce però da un falso mito che attribuisce a questa verdura un contenuto alto di ferro. |

Il 17 gennaio 1929 nella striscia a fumetti Thimble Theatre di da E. C. Segar fa il suo esordio Braccio di Ferro (Popeye) destinato a diventare uno dei personaggi  popolari di tutti i tempi, protagonista anche di cartoni animati, film e videogiochi. Avrà il merito di rendere popolare l'abitudine di mangiare spinaci, ricchi di nutrienti preziosi anche se, come abbiamo già raccontato, non hanno più ferro degli altri ortaggi: la leggenda nacque incredibilmente nel 1890 quando alcuni nutrizionisti americani resero noto il contenuto di ferro delle verdure. Per un banale errore di stampa - una virgola al posto sbagliato - si attribuì un contenuto di ferro 10 volte superiore al reale.  L'errore fu scoperto dopo decenni, ma nel frattempo Braccio di Ferro e i suoi spinaci avevano conquistato il mondo! E a proposito di curiosità, ne ce ne sono almeno 10 da conoscere su Braccio di Ferro e la sua allegra combriccola.

1. Attore non protagonista
La prima apparizione di Popeye fu nella striscia Thimble Theatre, della quale erano protagonisti Olivia e il suo allora fidanzato, Harold Hamgravy. Fu il pubblico a decretare che il marinaio forzuto dovesse avere più spazio. E finì che Olivia prese a interessarsi a lui...

2. Ha un merito storico
I cartoni animati di Braccio di Ferro erano così popolari durante la Grande Depressione, da far salire le vendite di spinaci in America del 33%, fino a farli diventare il terzo alimento più popolare, amato dai bambini dopo il gelato e tacchino.

3. L'inventore della parola Jeep
Una teoria popolare sull'origine del nome "Jeep" per le auto fuoristrada, è che i soldati americani lo abbiano preso da "Eugene la Jeep," il cucciolo di Popeye che ha debuttato nel fumetto nel 1936 (le Jeep sono del 1941). La creatura poteva viaggiare un po' ovunque, proprio come i celebri veicoli militari. Sarà così?

4. ...E di un sinonimo di stupido
Anche il termine Goon, che in inglese significa goffo, stupido, ecc pare che derivi da Alice the goon, altro personaggio apparso nelle strisce di Popeye.

5. monumentI NELLA CiTTà del "papà"...
A Chester, nell'Illinois (Usa), città natale di E. C. Segar, sono state costruite (e altre lo saranno in futuro), statue raffiguranti Popeye e suoi amici. La città ha deciso che ne verrà costruita una all'anno e verranno dislocate ciascuna in un posto diverso, a beneficio dei turisti.

6. ...e in quelle degli spinaci
Popeye ha contribuito con le sue strisce a far vendere più spinaci, meritando statue in suo onore in molte città americane negli stati dediti all'agricoltura e alla produzione di spinaci. Tra le altre Crystal City, in Texas, e Springdale e Alma, nell'Arkansas.

7. Ha battuto il copyright
Nel 2009, al compimento dei suoi primi 80 anni, Popeye è diventato copyleft, liberandosi dai diritti d'autore, per tutti i Paesi, tranne gli Stati Uniti, dove rimane sotto copyright fino al 2025.

8. Gli spinaci? Li ha scoperti dopo...
Popeye non è sempre stato un mangiatore di spinaci. Nelle prime storie del fumetto Thimble Theatre, il marinaio ricavava i suoi poteri speciali strofinando la testa di una gallina magica di nome Bernice.

9. Il vero Popeye
Se E. C. Segar per la creazione di Popeye si è ispirato a qualcuno, questi è il pugile Frank "Rocky" Fiegel, nativo della sua città e noto per essere un attaccabrighe. Nel 1996 sulla sua tomba è stata posta una lapide di Popeye, commissionata da The International Popeye Fan Club.

10. Braccio di ferro in guerra
Vista la popolarità delle sue strisce al fronte, durante gli anni della seconda guerra mondiale, Popeye che prima vestiva di nero, ha cambiato look, indossando la divisa bianca dei navy. E non se n'è separato più, anche a guerra finita.

 

15 gennaio 2020 | Eugenio Spagnuolo