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Propaganda 2.0: manifesti, gadget e guerrilla elettorale

Le vecchie campagne elettorali affidate a comizi e volantini sono ormai passate di moda. Il nuovo linguaggio della politica attinge a piene mani dal mondo della pubblicità per accattivarsi la simpatia degli elettori con una buona dose di ironia e doppi sensi. Com'è cambiato il modo di fare propaganda negli ultimi tempi? Una carrellata dei manifesti, dei gadget e degli arredi urbani elettorali più pazzi adocchiati in giro per il mondo.

Vera Lengsfeld (a destra) candidata dell'Unione Cristiano Democratica alle elezioni federali tedesche nel settembre 2009, posa accanto a una foto della sua leader di partito Angela Merkel scattata all'Opera di Oslo. Lo slogan: "Abbiamo di più da offrire".

Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini

La sagoma del primo ministro britannico David Cameron esposta a Londra prima delle elezioni del maggio 2010 accanto a un cappio a simboleggiare l'"hung parliament" (parlamento impiccato): una situazione in cui nessun partito politico al potere ha l'effettiva maggioranza necessaria a governare.

"Mi dispiace. Avremmo potuto fermare i cambiamenti climatici ma non l'abbiamo fatto" recita la frase accanto al volto invecchiato di Barack Obama all'aeroporto di Copenhagen. La campagna in occasione del summit mondiale sul clima COP 15 2010 è stata firmata da Greenpeace e risponde allo slogan: "Act now, change the future".

Uno dei manifesti "taroccati" che ha fatto il giro del web in occasione delle elezioni politiche del 2008.

Obama e l'intento di rendere gli Stati Uniti degni del loro nome. La campagna del creativo statunitense Greg Beauchamp.

Creative Director/Copywriter: Greg Beauchamp
Copywriter: David Baldwin
Via:
Coloribus.com

Quello che pensano i Democratici della politica di McCain. Le finte cacche di cane con tanto di bandierine indicanti i vari punti del programma politico repubblicano sono state disposte direttamente sul marciapiedi. Un esempio particolarmente riuscito di guerrilla marketing elettorale.

Designer: Greg Beauchamp
Via:
Coloribus.com

L'adesivo con il logo di Obama diventa il verde di un semaforo su un cartello stradale. Lo slogan è breve ma incisivo: GObama.

Via: Coloribus.com

Il tasto "press for change" sui distributori automatici significa "premi per il resto". Ma se sul bottone si appiccica l'adesivo con il logo di Obama il messaggio si trasforma in "Obama, press for change" (premi per un cambiamento). Gli elettori sono stati invitati a scaricare da Internet il simbolo, stamparlo su carta adesiva e attaccarlo su ogni macchinetta delle merendine in circolazione.

Via: liesdamnedliesstatistics.com

Esprimi pure la tua preferenza per il rappresentante al Congresso. Il tuo voto andrà a finire nel cestino, sembra recitare questo cartello affisso agli arredi urbani di Washington.

Via: trendhunter.com

Il coraggio è... capire la diversità. Questo manifesto elettorale è stato ideato per una campagna della Lega Verde Finlandese (un partito ambientalista).

Via: adsoftheworld.com

Niente di meglio che qualche centinaio di salsicce marchiate con il logo del partito per festeggiare un successo elettorale. Queste leccornie sono dedicate all'Unione Cristiano Democratica tedesca (il partito di Angela Merkel).

Si abbinerebbe perfettamente con il "gadget" precedente questa salsa piccante in onore del Presidente Obama. Ma il merchandizing elettorale può produrre articoli ancora più bizzarri... (continua!)

Foto © lincolnblues

Forse qualcuno si era perso la tutina per cani con la scritta "Bark for Obama" (abbaia per Obama!).

Foto © phoenixfeather

Sempre dalle presidenziali americane 2008 questa serie di spille che elencano i momenti più neri delle amministrazioni precedenti. Non vi è piaciuto come è stata affrontata l'emergenza dell'uragano Katrina? Votate democratico!

Via: adsoftheworld.com

Durante la campagna elettorale di Barack Obama alcuni famosi stilisti hanno firmato magliette in suo sostegno. Nella foto, invece, una T-shirt "nostrana".

La politica economica di Gordon Brown e del suo tesoriere sta calpestando ogni timido germoglio di ripresa economica. Per trasmettere questo messaggio i membri del Partito Conservatore britannico, attualmente al governo, sono ricorsi a due enormi scarponi sistemati su un'aiula fresca di semina.

Critici o celebrativi, ironici e dissacranti, spesso vere e proprie "tele" a cielo aperto, graffiti e murales sono un altro immancabile e sempreverde strumento di propaganda politica. Questo raffigurante Obama e McCain nel periodo della campagna elettorale del 2008 è stato fotografato a Spokane (Washington).
Graffiti e murales, le foto più belle

Foto: © Cain and Todd Benson

Murales di propaganda a Lima, Perù. Durante le campagne elettorali questo paese si colora: le promesse dei politici vengono dipinte a mano sui muri di palazzi accanto alle principali arterie di scorrimento, affittati per l'occasione.

Andare all'anagrafe a farselo cambiare o sfruttare un cognome tristemente famoso? Il deputato del Pdl Fabrizio D'Addario ha optato per la seconda ipotesi durante la sua campagna elettorale per le elezioni in Puglia nel 2010.

Il mezzo è quello antico del manifesto elettorale. Ma è lo slogan che sorprende: in versi poetici, adattati al contesto contemporaneo.

Le vecchie campagne elettorali affidate a comizi e volantini sono ormai passate di moda. Il nuovo linguaggio della politica attinge a piene mani dal mondo della pubblicità per accattivarsi la simpatia degli elettori con una buona dose di ironia e doppi sensi. Com'è cambiato il modo di fare propaganda negli ultimi tempi? Una carrellata dei manifesti, dei gadget e degli arredi urbani elettorali più pazzi adocchiati in giro per il mondo.

Vera Lengsfeld (a destra) candidata dell'Unione Cristiano Democratica alle elezioni federali tedesche nel settembre 2009, posa accanto a una foto della sua leader di partito Angela Merkel scattata all'Opera di Oslo. Lo slogan: "Abbiamo di più da offrire".

Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini
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