I vincitori del World Press Photo Multimedia Contest 2013

Il World Press Photo è il più prestigioso premio internazionale di foto giornalismo. Anche quest'anno ha aperto le sue porte al multimedia, con la terza edizione del World Press Photo Multimedia Contest un concorso a sé pensato per premiare l’eccellenza mondiale nel campo del giornalismo visuale: corti, documentari, infografiche, prodotti interattivi per internet e tablet. 
Tra le storie premiate il dramma siriano, la vita delle spose bambine, le scorribande segrete degli orsi e gli allenamenti dei ciclisti paralimpici.

Le immagini premiate nelle ultime edizioni del World Press Photo

Ogni giorno migliaia di migranti si dirigono verso Johannesburg in cerca di una vita migliore. Per varcare il confine con il Sudafrica, molti di loro hanno rischiato la vita. Il documentario, vincitore della categoria Online Short, racconta le storie nascoste e spesso sconosciute di queste persone, che affrontano ogni giorno discriminazioni e battaglie, senza perdere la fiducia nel futuro. Il titolo “Into the Shadows” si riferisce alle ombre che questi dolorosi racconti gettano – si legge nel video – su tutta l’Africa.

Photography, direction and camera: Pep Bonet, Noor Images
Producer, script and interviews: Line Hadsbjerg, Remarkable World
Sound designer, music and multimedia editor: José Bautista, KanseiSounds


Qui sotto il trailer del corto (vedi anche qui)



La ricerca dell’identità di genere è un viaggio che inizia già in tenera età e che non per tutti è privo di ostacoli. Il video girato negli Stati Uniti racconta la storia di Amber, una 12enne americana che ama la moda, i bei vestiti ed Hello Kitty anche se fino a due anni fa si chiamava Aaron ed era fin dalla nascita, un maschio. Il percorso difficile di questi ragazzi tra cliniche per transgender e ricerca di supporto psicologico è anche quello delle loro famiglie. Il filmato, originariamente pubblicato sul Los Angeles Times, si è classificato al secondo posto nella sezione Online Short.

Il video si può vedere online sul sito del Los Angeles Times

Photography, video and production: Arkasha Stevenson
Executive Producer: Marc Martin

Un membro dell’Esercito Libero Siriano (Free Syrian Army, FSA), la principale forza armata dei ribelli, guida un fotoreporter alla scoperta di Al Arkub, un quartiere di Aleppo distrutto dai bombardamenti e ora utilizzato come avamposto dai ribelli. Quindi si prosegue per Bustan Al-Bacha, non lontano dall’area ancora controllata dalle forze governative. Il video pubblicato originariamente su Le Monde è terzo classificato nella categoria “Online Short”.

Images: Jérôme Sessini, Magnum Photos for Le Monde
Editorial Director: Clément Saccomani, Magnum Photos
Producers: Antonin Sabot and Marie Sumalla, Le Monde
Photo Director: Nicolas Jimenez, Le Monde

Qui sotto il video premiato


Quando si è sposata aveva solo 11 anni, ma fortunatamente per Destaye, una sposa bambina etiope, il marito le ha consentito di continuare gli studi. Tuttavia da quando è madre la ragazza, oggi 15enne, è stata costretta a rinunciare all’istruzione per occuparsi a tempo pieno del marito 27enne e del figlio di 6 mesi. Destaye avrebbe voluto diventare medico, ma è stata scelta dal partner proprio per la sua giovane età. Questo video, primo classificato nella categoria “Online Feature”, racconta la sua storia.

UNFPA and VII Photo Agency in association with Union HZ
Executive Producer, photographer and additional videographer: Stephanie Sinclair
Director and cinematographer: Jessica Dimmock
Production supervisor: Alina Grosman
Production assistant: Tesfaye Almnew
Translator: Simengnish Yekoye

Qui sotto il video premiato

Edward Shut ha trascorso 111 a Malibu ma non per motivi di vacanza. L'uomo ha compiuto un percorso di disintossicazione per combattere la sua dipendenza dai farmaci prescritti da medici. Il video, pubblicato in origine sul Los Angeles Times ha vinto il secondo posto nella categoria "Online Features"

Photography, video and production: Liz O. Baylen
Executive Producer: Mary Vignoles

Il video si può vedere online sul sito del Los Angeles Times o qui sotto

Alle Paralimpiadi 2012 hanno portato a casa 6 medaglie d'oro, 4 d'argento e 5 di bronzo nelle competizioni di ciclismo su pista. Grazie ai premi vinti, le vite dei 7 atleti della squadra olimpica cinese sono molto migliorate. Seguiamoli nella loro faticosa preparazione a partire da tre mesi dai giochi di Londra.

Director, photographer and video editor: Yang Enze, Southern Metropolis Daily; Producer: Tan Weishan; Text: Yang Enze and Lin Yang; Visual designer: Guan Jian; Sound effects and music: Chi Shuai; Voiceover: Lin Wei; Executive Producer: Liang Yin; General producer: Wang Jingchun; Producer: Huang Changkai and Zhuang Shenzhi

Qui sotto il video (in caso non si veda clicca qui).

Per 5 anni, Alma ha commesso omicidi, aggressioni e violenze in una delle più violenti gang di Città del Guatemala. Per questi crimini la giovane ha scontato anche diversi anni di carcere, in una realtà - quella guatemalteca - caratterizzata da una media di 18 omicidi al giorno, da un'estrema povertà e da problemi di alcolismo che tolgono ogni speranza alla gioventù del paese. Quando Alma ha deciso di abbandonare la gang, ha firmato la sua condanna a morte. Ma la ragazza è sopravvissuta agli spari e anche se non potrà più camminare, sta cercando di ricostruire la propria vita.
Vincitore della sezione "Interactive Documentary".

Directors: Miquel Dewever-Plana and Isabelle Fougère; Producers: Alexandre Brachet and Margaux Missika; Photography and camera: Miquel Dewever-Plana; Text and interview: Isabelle Fougère; Drawings: Hugues Micol; Art Direction: Sébastien Brothier; Music: Greg Corsaro; Editing: Lydia Decobert; Animation: Jérôme Gonçalvès; Technical director: Maxime Quintard; Flash developer: David Desprès

Questa storia è narrata da una protagonista molto particolare: una femmina di orso grizzly i cui movimenti sono tracciati, grazie a un collare, da quando l'esemplare aveva tre anni. Il video mostra preziose e inedite immagini della vita selvaggia nelle montagne Rocciose catturate, grazie alle telecamere disseminate nei boschi, negli ultimi 10 anni. Secondo posto nella categoria dedicata ai documentari.
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La leonessa mangia la telecamera: il video

National Film Board of Canada; Direction: Jeremy Mendes and Leanne Allison; Screenwriting: JB MacKinnon; Production: Loc Dao, Dana Dansereau, Rob McLaughlin, Bonnie Thompson and David Christensen; Installation co-creation: Lance Weiler
Web design and development: Jam3

Negli anni '90, lo storico della fotografia Rich Remsberg ha trovato un carico di foto a colori in una serie di scatoloni destinati alla spazzatura. Non un carico qualunque: le immagini catturavano la realtà americana a colori del 1938, anno che siamo abituati a rivivere in qualche vecchia foto in bianco e nero.
Appassionatosi alla storia Remsberg ha proseguito le ricerche scoprendo che le foto appartenevano a una più ampia collezione di 14 mila scatti realizzati dal fotografo Charles W. Cushman, che documentano 3 decadi a colori (incluso uno scatto eccezionale del Golden Gate Bridge appena dipinto).
Terzo classificato nella categoria "Interactive Documentary".

Credits:
Producer and reporter: Claire O'Neill, NPR
Designer and developer: Wesley Lindamood

Menzione onorevole nella categoria dedicata ai documentari interattivi per questo progetto dal titolo UnknownSpring che documenta il tentativo della città giapponese di Yuriage, distrutta dalle acque dello tsunami dell'11 marzo 2011, di ritornare alla vita di tutti i giorni. Il lavoro comprende mappe, audio, video, foto e interviste dei suoi abitanti.

Credits:
Director and photographer: Jake Price
Art director and programmer: Visakh Menon

Ogni giorno migliaia di migranti si dirigono verso Johannesburg in cerca di una vita migliore. Per varcare il confine con il Sudafrica, molti di loro hanno rischiato la vita. Il documentario, vincitore della categoria Online Short, racconta le storie nascoste e spesso sconosciute di queste persone, che affrontano ogni giorno discriminazioni e battaglie, senza perdere la fiducia nel futuro. Il titolo “Into the Shadows” si riferisce alle ombre che questi dolorosi racconti gettano – si legge nel video – su tutta l’Africa.

Photography, direction and camera: Pep Bonet, Noor Images
Producer, script and interviews: Line Hadsbjerg, Remarkable World
Sound designer, music and multimedia editor: José Bautista, KanseiSounds


Qui sotto il trailer del corto (vedi anche qui)