Perché si dà il "La" e non, per esempio, il "Do"?

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Il La di diapason è un’onda sonora con una frequenza prestabilita che si ottiene facendo vibrare un’apposita forcella di metallo - Foto: © Olix Wirtinger/Corbis |

Le spiegazioni sono varie. Il La era una nota base nel sistema modale, in uso in Europa sin dai tempi dell’Antica Grecia e rimasto in vigore fino all’adozione dell’attuale sistema tonale. Nei Paesi tedeschi, anglosassoni e slavi, in cui le note sono indicate con le lettere, l’enumerazione parte dal La, indicato con la A. Inoltre il La di diapason, che corrisponde al La della terza ottava del pianoforte, ha un’altezza riproducibile da tutti gli strumenti e voci umane.
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Intervalli sonori
Nel sistema modale, le note delle diverse scale erano poste a intervalli variabili, mentre oggi sono poste a intervalli “temperati”, cioè equidistanti, in tutte le tonalità. Nella musica classica moderna “sopravvivono” solo due modi: il maggiore, che ha come riferimento principale la scala naturale di Do, e il minore che ha come riferimento proprio la scala naturale di La.
(Sgrunf, ronf, crock, etcì, slurp, burp, prott: tutti i suoni del nostro corpo)

Si dice così
L’espressione “dare il La” deriva dall’usanza di intonare gli strumenti di un insieme ARTIle usando questa nota. Dopo, si può cominciare l’esecuzione: la frase ha assunto così il significato metaforico di “dare il via”. Dal punto di vista scientifico, il La di diapason è un’onda sonora con una frequenza prestabilita, che si ottiene facendo vibrare un’apposita forcella di metallo.

Da dove vengono i nomi delle note musicali? Come viene riprodotto il disco di vinile? Questo e altro tra le domande e risposte sulla musica

 

19 marzo 2012