9 parole d'uso comune che dobbiamo a 9 scrittori

Da Nerd a Freelance, da Repubblica della banane a Meme, fino a Serendipità: ecco chi le ha inventate e perché.

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Freelance. Chi svolge la libera professione è spesso etichettato così. La parola fu introdotta da Sir Walter Scott in Ivanhoe, che, tra le altre cose, è spesso considerato il primo romanzo storico in senso moderno. I liberi professionisti di Scott erano mercenari che assicuravano la loro lealtà (e le braccia) dietro pagamento di un compenso.

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Nerd. Theodor Seuss Geisel, meglio conosciuto come Dr. Seuss, autore della fiaba del Grinch, è spesso accreditato come lo scrittore che ha inventato la parola nerd, usata la prima volta in suo libro del 1950. A un giornalista che lo intervistò a riguardo, Geisel confessò: “Forse, viene da 'Nerdfogel,' che significa sono sicuro di sapere tutto”. A darle il senso attuale, fu un anno più tardi, l'8 ottobre 1951, un articolo del Newsweek sul gergo degli adolescenti di Detroit.

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Serendipità. Secondo il dizionario Treccani è “la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, specialmente in campo scientifico, mentre si sta cercando altro”. Viene dall’inglese serendipity e la sua introduzione si deve allo scrittore e politico Horace Walpole, che la usò per la prima volta nel 1754 come allusione a Serendip, un vecchio nome dello Sri Lanka. Walpole in seguito spiegò che aveva preso l'idea dal titolo di una fiaba, I tre principi di Serendip, che narrava proprio di tre principi e delle loro scoperte incidentali.

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Meme. “Si può dire - scrive l’Accademia della Crusca - che un meme è un elemento culturale o di informazione che, per qualche sua caratteristica, diviene chiaramente riconoscibile e riproducibile, e si diffonde in maniera velocissima, potremmo dire virale”. Il biologo evoluzionista Richard Dawkins è stato primo a usare il termine meme nel suo libro del 1976 Il gene egoista: un libro innovativo e uno dei primi bestseller di divulgazione scientifica la cui tesi era che i geni perseguono l'immortalità e forme di vita, come gli esseri umani, sono solo i mezzi che vengono utilizzati per raggiungere tale obiettivo. I memi (idee, pettegolezzi, scherzi e così via) sono per la cultura ciò che i geni sono per la vita. Scrive Dawkins: “Il nuovo brodo è quello della cultura umana. Ora dobbiamo dare un nome al nuovo replicatore, un nome che dia l'idea di un'unità di trasmissione culturale o un'unità di imitazione...".

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Fattoide. Oggi va di moda parlare di fake news, ma fino a poco tempo fa per descrivere una notizia completamente priva di fondamento, diffusa dai mezzi di informazione, si usava il termine fattoide. Usato per la prima volta nel libro Marilyn: A Biography del 2 volte Premio Pulitzer Norman Mailer, il fattoide è un "fatto che non esiste prima di apparire in una rivista o un giornale”.

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Cyberspazio. Termine entrato di prepotenza nel nostro linguaggio agli albori di internet (ormai 25 anni fa), è un parto dello scrittore William Gibson, che parlò di cyberspazio prima in un racconto breve del 1982, poi nel suo romanzo di fantascienza Neuromancer (Neuromante, nell'edizione italiana) (1984), che lo rese popolare. Il cyberspazio per Gibson è uUna rappresentazione grafica di dati ricavati dai banchi di ogni computer del sistema umano. Impensabile complessità”.

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Repubblica delle banane. C’è stato un tempo in cui i paesi sudamericani erano politicamente instabili e i tentativi di democrazia naufragavano spesso in colpi di stato e rovesciamenti improvvisi. Lo scrittore e umorista inglese O Henry (pseudonimo di William Sydney Porter) identificò questo stile politico con l’espressione Repubblica delle banane, in un racconto contenuto nella raccolta Cabbages and kings del 1904.

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Yahoo. Se il nome Google ha a che fare con la matematica (viene da googol, il numero intero esprimibile con 1 seguito da cento zeri), la genesi di Yahoo è decisamente letteraria: il libro I viaggi di Gulliver di Johnathan Swift, che chiama così alcune creature selvagge incontrate da Gulliver in una della sue avventure. Ma è stato solo uno spunto: i fondatori di Yahoo, hanno scelto questo nome come acronimo di Yet Another Hierarchically Organized Oracle (ancora un altro oracolo, organizzato gerarchicamente).

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Scudetto. Il triangolino tricolore che, dal 1925, viene applicato sulle maglie della squadra che vince il Campionato italiano di calcio, fu "inventato" da Gabriele d'Annunzio. Il simbolo, infatti, si ispira allo "scudetto" che il Vate aveva voluto applicare alla divisa indossata dagli italiani in una partita di calcio organizzata durante l'occupazione di Fiume (Per saperne di più)
L'immagine è tratta dal libro "Sportivamente D'Annunzio. Il vate tra sport, giornalismo e letteratura" di Giammarco Menga (ed. Croce Libreria).
Leggi tutte le parole inventate da Gabriele d'Annunzio

Freelance. Chi svolge la libera professione è spesso etichettato così. La parola fu introdotta da Sir Walter Scott in Ivanhoe, che, tra le altre cose, è spesso considerato il primo romanzo storico in senso moderno. I liberi professionisti di Scott erano mercenari che assicuravano la loro lealtà (e le braccia) dietro pagamento di un compenso.