Le opere d'arte danneggiate per errore

Il ragazzo che inciampa e danneggia un famoso quadro del '600 è l'ultimo caso ma non certo il più eclatante. L'elenco delle opere d'arte rovinate più o meno irrimediabilmente per errore, sbadataggine o per un incidente è lungo e ricco di storie incredibili.

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L'ultimo visitatore maldestro Due restauratori esaminano il danno accidentalmente provocato da uno studente di 12 anni (nell'inserto) a un quadro italiano del 1660: Fiori di Paolo Porpora. Il dipinto, che appartiene a una collezione privata, era esposto presso il museo di Taipei e il ragazzino era in visita scolastica quando è inciampato e senza rendersene conto ha appoggiato la mano sulla tela per evitare di cadere. Il video dell'incidente - qui sotto - è diventato virale.

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Sfortuna miliardaria Nel 2001 il miliardario statunitense Steve Wynn, diventato ricchissimo costruendo hotel e casinò di lusso a Las Vegas, acquista un Picasso: Il sogno del 1932. Nel 2006 decide di venderlo; si fa avanti il finanziere Steven Cohen offrendo 139 milioni di dollari. Ma prima di finalizzare la vendita, per errore, Wynn urta il dipinto con un gomito e buca la tela. La trattativa salta, come è ovvio. Ma dopo aver speso 90mila dollari per il restauro, sette anni dopo, nel 2013 Wynn conclude comunque l'affare: questa volta vende il quadro - sempre allo stesso Cohen - per 155 milioni di dollari.

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Chi di Guerilla art ferisce, di Guerrilla art perisce Sei uno dei massimi esponenti della Guerrilla art? Allora i danneggiamenti delle tue opere li devi mettere in conto, non foss'altro perché dipingi in luoghi pubblici, senza chiedere il permesso e mantenendo il più assoluto anonimato. Le opere di Banksy distrutte per errore o "vandalizzate" è lungo: nel 2007 un servizio di pulizie addetto alla rimozione dei graffiti di Londra aveva cancellato l'iconica rivisitazione di Pulp Fiction e nel 2009 il comune di Londra ne aveva fatto cancellare uno dalla facciata di un edificio nel sobborgo di Hackney. Uno dei casi più curiosi è accaduto a maggio del 2012, quando un idraulico di Melbourne ha distrutto l'opera Parachuting Rat.

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Tracey Emin l'artista più sfortunata del mondo L'artista inglese Tracey Emin (nella foto in alto mentre dipinge) è abbonata agli incidenti.
Alla galleria di arte moderna di Edimburgo la sua opera Self Portrait: Bath - un neon intrecciato di filo spinato (in basso a sinistra) - ha subito danni per 2.000 dollari quando è rimasta impigliata nei vestiti di un visitatore. Un'altra opera, Feeling Pregnant III (a destra), è stata devastata da un visitatore che l'ha attraversata maldestramente. Ma non finisce qui: un'altra installazione è stata rovinata dagli addetti di un museo e nel 2004 un incendio in un magazzino ha distrutto molte delle sue opere, compresa la più famosa: Everyone I Have Ever Slept With 1963–1995.

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Stretto tra le cosce La scultura Chacán-Pi di Fernando de la Jara rappresenta un'enorme vagina, pesa 32 tonnellate e si trova all'ingresso dell'Istituto di microbiologia e virologia dell'Università di Tübingen, in Germania. Il 20 giugno 2014 uno studente statunitense in visita nella città ha pensato bene di attraversarla, rimanendo incastrato fra le grandi labbra: per liberarlo sono stati necessari 22 vigili del fuoco. Danni minimi alla scultura, imbarazzo gigantesco per il ragazzo.
Se l'argomento non ti imbarazza, guarda anche 10 "stranezze" su vagina e clitoride

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Attenti alla beghina Risalente al 1910, l'Ecce Homo di Elias Garcia Martinez, è una pittura murale del Santuario della Misericordia della città spagnola di Borja. Considerata dagli storici dell'arte un'opera di scarsa importanza, è diventata famosissima dopo il bislacco "restauro" effettuato da un'anziana parrocchiana, pittrice dilettante. Ora è considerata un'icona pop e come tale sarà esposta a Boulder, in Colorado, nell'estate del 2016.

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La maledizione dei vasi cinesi Come tutti gli appassionati di Fantozzi ben sanno, distruggere per errore un prezioso vaso della dinastia Ming è molto facile. Il "Fantozzi inglese" si chiama Nick Flynn ed esiste davvero. A gennaio del 2006, mentre visitava il Fitzwilliam Museum di Cambridge, è inciampato nelle stringhe delle sue scarpe ed è caduto rovinosamente, mandando in frantumi 3 vasi di ceramica della dinastia Qing, risalenti al XVII secolo, e procurando un danno intorno alle 500 mila sterline. Il restauro è stato assai complesso, perché i frammenti dei vasi erano circa 400.

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La maledizione di Tutankhamon - Ottobre 2014. Alcuni membri dello staff del Museo egizio del Cairo stanno ripulendo la maschera funeraria del faraone Tutankhamon, uno dei reperti più famosi dell'antico Egitto. A causa di sfortuna e goffaggine insieme, uno degli addetti stacca la parte inferiore del mento della maschera. Per rimediare in tempi rapidi, il pezzo viene incollato utilizzando una resina non adatta al restauro, rendendo visibile il danno. Forse si potrà rimediare, ipotizzano gli esperti, ma non ancora è sicuro.

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Siamo sicuri che fosse un errore? Viene da chiedersi che cosa avrebbe detto Sigmund Freud quando uno studio dipinto dal nipote Lucian (nella foto) è stato accidentalmente distrutto nel 2000. I fatti: alcuni facchini della casa d'aste londinese Sotheby trovano una custodia di cartone e - ritenendola vuota - la distruggono con il trita carte. A giochi fatti si sono accorti che conteneva uno schizzo di Freud, valore stimato circa 157.000 dollari. Ma il danno era ormai fatto.

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Attenti alle signore delle pulizie Novembre 2011. L'opera lignea Wenn's anfängt durch die Decke zu tropfen di Martin Kippenberger (1953-1997), uno dei più talentuosi artisti della sua generazione, viene prestata all'Ostwall Museum di Dortmund. Un'addetta alle pulizie scambia per sporcizia quelli che in realtà sono pezzi di gomma pensati per rappresentare gocce d'acqua: la donna, armata di straccio e olio di gomito, li rimuove uno per uno, ignara di stare rovinando un'opera quotata intorno ai 950mila euro.
L'elenco delle opere d'arte contemporanea "buttate" dalle imprese di pulizia di musei e mostre d'arte è lunghissimo. Nel febbraio 2014 è successo anche a Bari: alcune opere della rassegna di arte contemporanea "Display Mediating Landscape" sono finite al macero perché scambiate per spazzatura. Valore del danno: 15 mila euro.

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Che schifezza! Nel 2004 l'installazione Recreation of First Public Demonstration of Auto-Destructive Art (a sinistra) dell'artista tedesco Gustav Metzger (a destra) era in mostra alla Tate Britain di Londra quando un solerte dipendente del museo ha buttato via il sacco di rifiuti che si trova accanto all'opera. L'aveva scambiata per spazzatura vera. Metzger - per fortuna - l'ha sostituita con un nuovo sacchetto.
Anche Damien Hirst - nel 2001 - ha subito un trattamento simile: un mucchio di bottiglie di birra, posacenere e tazze di caffè che facevano parte di un'installazione che aveva lo scopo di rappresentare la vita di un artista) sono state scambiate per spazzatura vera e buttate via.

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Non è rotto, è arte. O il contrario? A volte non è facile cogliere la differenza tra un incidente e l'arte contemporanea. Questa è la lezione che tutti gli artisti hanno imparato quando un visitatore della Royal Academy di Londra è inciampato in una scultura di 2 metri e mezzo dell'artista costaricana Tatiana Echeverri Fernandez (nella foto), mandandola in frantumi.
In un primo momento gli altri visitatori hanno pensato che le centinaia di pezzi di ceramica finiti sul pavimento fossero parte di un'opera d'arte, e li hanno fotografati come se niente fosse.

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Il naso della Sfinge su rotto dai napoleonici Chiudiamo questa carrellata con un'opera d'arte, la Sfinge, che si dice fosse stata "sfigurata" per errore dalle truppe napoleoniche. Di certo non fu colpa loro. Il naso è stato distrutto nel XIV secolo, ovvero in epoca ottomana, ad opera dei Mamelucchi dello sceicco Saim-ed-Dahr per motivi di fanatismo islamico, come scrisse lo storico arabo El-Makrizi. Più o meno come sta facendo l'Isis in Siria ai giorni nostri. Se l'argomento ti appassiona, leggi anche tutte le bugie storiche che molti credono vere.

L'ultimo visitatore maldestro Due restauratori esaminano il danno accidentalmente provocato da uno studente di 12 anni (nell'inserto) a un quadro italiano del 1660: Fiori di Paolo Porpora. Il dipinto, che appartiene a una collezione privata, era esposto presso il museo di Taipei e il ragazzino era in visita scolastica quando è inciampato e senza rendersene conto ha appoggiato la mano sulla tela per evitare di cadere. Il video dell'incidente - qui sotto - è diventato virale.