Arte

Quando Eve Arnold puntò il suo obiettivo sulle modelle di Harlem

A causa della segregazione razziale, nella New York degli anni '50, si svolgevano sfilate di moda nel silenzio dei media. Eve Arnold fu la prima a fotografarle.

Eve Arnold (1912-2012) è stata la prima donna a entrare nella leggendaria Agenzia Magnum nel 1957, e il suo debutto nel reportage fotografico avvenne ad Harlem, in pieno periodo di segregazione razziale. All'inizio degli anni Cinquanta, la Arnold aveva infatti scoperto che nel quartiere newyorkese, allora un ghetto nero, si svolgevano ogni anno più di 300 sfilate di moda senza che nessuno ne parlasse sui giornali più diffusi. Riuscì così a contattare un agente di modelle black, che la invitò ad alcuni show e le aprì molte porte.

Foto di una modella nera di Eve Arnold
Harlem, New York, 1950. Una modella con un abito realizzato da lei stessa si prepara per tornare a casa dopo la sfilata di moda. Per saperne di più sulle grandi fotografe della storia, vedi Con gli occhi delle donne, Focus Storia 182 (dicembre 2021). © Eve Arnold/ Magnum Photos

Le sfilate si svolgevano in chiese sconsacrate, bar, ristoranti, teatri e night club. Tutti gli abiti erano di stilisti afroamericani e quindi i defilés di Harlem non erano solo una fiera manifestazione della propria cultura locale, ma anche una forma di protesta contro l'industria della moda, da cui i neri erano completamente esclusi.

la Rolleicord da 40 dollari. La Arnold frequentò questo mondo per più di un anno, e ne ritrasse i momenti più spontanei del backstage: il controllo del trucco, il passaggio dalla parrucchiera, il lavoro delle sarte, l'attesa del pubblico, le rapide vestizioni. Il tutto con una macchina fotografica Rolleicord da 40 dollari, versione "economica" della costosa Rolleiflex.

Due giovani modelle nere ad  Harlem, New York, 1950.
Harlem, New York, 1950. Due giovani modelle nere controllano il loro trucco dietro le quinte dell’Abyssinian Church. © Eve Arnold /Magnum Photos

A lavoro finito, il suo reportage venne giudicato troppo scandaloso dai giornali americani: fu pubblicato solo dal Picture Post di Londra, nel 1951. E pensare che ancora oggi, la serie rimane una potente documentazione di una vivace cultura "clandestina", realizzata in un'epoca di segregazione in cui le rappresentazioni positive delle comunità nere erano rare.

(Si ringrazia la mostra Essere umane. Le grandi fotografe raccontano il mondo, Musei di San Domenico, a Forlì, visitabile fino al 30 gennaio 2022).

23 novembre 2021 Irene Merli
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