Maschere "umane" nelle foto di insetti

Il fotografo francese Pascal Goet riesce a evidenziare i tratti antropomorfi nelle macro delle piccole creature, che assumono le sembianze di volti mascherati.

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Attraverso sapienti giochi di luci e ombre, il fotografo francese Pascal Goet trasforma le corazze di coleotteri e altri splendidi insetti in maschere dal sapore tribale. Nasce così la serie "Mask & Totem", un nuovo approccio alla tecnica macro, che mette a confronto i colori sgargianti degli insetti con i volti degli osservatori. Riuscite a distinguere i tratti antropomorfi in queste immagini?

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«Fotografo insetti da molto tempo, ma tre anni fa ho avuto l'idea di trovare in essi gli elementi più vicini all'umano, per sacralizzarli ed esaltarli», racconta il fotografo intervistato da Focus.it. La tecnica è quella della macrofotografia, i colori e le forme sono reali, senza alcuna alterazione. «L'autenticità è vitale, per il mio coinvolgimento in questo lavoro», afferma Goet.

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Alcuni insetti sono vivi, altri sono scelti dalle collezioni di musei. Il fotografo si concentra sulle specie che esibiscono naturali pattern che si distinguono dal contesto: «Passo molto tempo a scegliere che cosa mostrare e uso i loro colori naturali per ottenere l'effetto desiderato», spiega.

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Per esaltare i tratti antropomorfi, il fotografo fa calare la luminosità su alcune parti e mette in luce altre. Nella lettura della foto, una parte importante la fa poi il nostro cervello, che tende a vedere forme familiari, come i volti umani, anche là dove non ci sono (pareidolia).

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«La principale difficoltà è nelle dimensioni del soggetto. La macrofotografia è tecnicamente molto complessa e comporta problemi di illuminazione, profondità di campo, riflessi. Ma è un mondo peculiare in cui ho scoperto una ricchezza di forme, strutture e colori senza paragoni nel mondo animale.»

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«La fantasia della natura sembra senza confini, quasi al servizio di un'estetica divina. Per me, questo è davvero trascendente.»

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Una chiave fondamentale nel lavoro di Goet è la fruizione diretta di queste foto nel corso delle mostre in cui sono esposte. Per facilitare l'interazione con i visitatori ed esasperare l'effetto "mimetico" con maschere rituali, le foto sono tutte su fondo nero, e in grandi dimensioni. «Farle più grandi permette di instaurare un incontro reale tra noi ed essi. Lo sfondo nero è la chiave. Nulla più dell'essenziale.»

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Una mostra con le foto di Goet è attualmente in corso ad Albi, in Francia, e si concluderà il 15 di agosto. Un'altra è prevista dal 20 settembre al 15 gennaio 2017 presso il Museo di Storia Naturale di La Rochelle, sempre in Francia. Goet è rappresentato anche da alcune gallerie a Gent (in Belgio), Parigi e Montpellier (Francia).

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«La pareidolia è un dono del cervello, e ogni persona ha un apprezzamento molto personale di quello che vede nelle mie foto. Questa è una cosa che mi fa molto piacere», dice Goet. L'esperienza della fruizione di queste immagine è dunque molto soggettiva.

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Pascal Goet, che fotografa insetti da 26 anni, ricerca immagini antropomorfe anche in soggetti botanici (per esempio nelle orchidee). Potete ammirare le sue opere sul suo sito e sulla sua pagina Facebook.

Attraverso sapienti giochi di luci e ombre, il fotografo francese Pascal Goet trasforma le corazze di coleotteri e altri splendidi insetti in maschere dal sapore tribale. Nasce così la serie "Mask & Totem", un nuovo approccio alla tecnica macro, che mette a confronto i colori sgargianti degli insetti con i volti degli osservatori. Riuscite a distinguere i tratti antropomorfi in queste immagini?