Le vite segrete dei grandi scrittori

Grandissimi scrittori, poeti venerati, giallisti leggendari: le vite di alcuni di loro celano lati poco noti (e talvolta poco nobili) che a scuola non vi hanno mai insegnato. Ecco i piccoli segreti dei grandi scrittori.

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Franza Kafka (1883–1924). All'autore de La metamorfosi piaceva il nudismo, sebbene non lo praticasse sempre. Passava le sue vacanze in un albergo naturista, La fontana della giovinezza, ma era un po' restio a spogliarsi, tanto da meritarsi l’appellativo di “uomo con il costume da bagno”.

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Agatha Christie (1890-1976). I suoi libri hanno venduto milioni di copie, ma non li ha scritti (materialmente) lei. Soffriva infatti di disgrafia, un disturbo dell’apprendimento che rendeva la sua calligrafia illeggibile e che la costringeva a dettare i suoi romanzi.
Ebbe anche due mariti, che la tradivano senza ritegno.

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Oscar Wilde (1854-1900). Dandy come nessuno prima di lui, l’autore de Il ritratto di Dorian Gray manifestò la sua “diversità” già da bambino, quando amava vestirsi da donna. Al college non praticò i tipici sport maschili, ma abbellì la sua stanza con piume di pavone, porcellane blu e mazzi di gigli.

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George Byron (1788-1824). È stato il più grande libertino degli inizi dell’Ottocento. Gli si attribuisce un numero enorme di amanti: ben 250, solo in un anno, quando risiedeva a Venezia. Per ricordare le sue "conquiste" conservava alcuni peli del pube di ognuna in una busta con il nome della proprietaria.
Lord Byron amava anche gli animali. Nelle feste a casa sua giravano abitualmente cavalli, oche, cinque pavoni, due faraone, un pappagallo, un falco, un procione, una gru egizia, una volpe, un’aquila e un corvo.

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Alberto Moravia (1907-1990). Si racconta che lo scrittore de Gli indifferenti, durante il soggiorno a Capri, andasse in giro con un gufo sulla spalla. La moglie Elsa Morante, in questa foto qui con lui, invece portava a passeggio il suo gatto siamese al guinzaglio. Moravia visse con la Morante per un lungo periodo a Capri, dove scrisse il romanzo Agostino. I due rimasero sposati dal 1941 al 1962.

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Elsa Morante (1912-1985). Si racconta che la scrittrice e poetessa romana a un certo punto della sua vita si fosse innamorata perdutamente del regista Luchino Visconti. Quando la Morante andò a Venezia per incontrarlo, Visconti non fu molto felice di vederla e cercò di non incontrarla. A quel punto, in piazza San Marco, la scrittrice gli mostrò le sue parti intime urlando, attirando l’attenzione di turisti (e del regista).

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James Joyce (1882-1941). Aveva una vera passione per i sederi femminili. Ma non solo, amava essere frustato, picchiato e sottomesso. Lo testimoniano alcune lettere alla amata Nora Barnacle, una prosperosa governante con cui fuggì dalla sua famiglia benestante, e che divenne la sua compagna per tutta la vita.
L’autore dell’Ulisse aveva anche una paura tremenda dei tuoni per colpa della sua tata, cattolica devotissima, che gli aveva inculcato l'idea che i tuoni fossero l'espressione dell'ira di Dio. Quando sentiva un tuono, da piccolo era obbligato a farsi il segno della croce e a dire una preghiera; da adulto tremava ancora.

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Jack London (1876-1916). Figlio illegittimo, l'autore di Zanna Bianca aveva un patrigno alcolizzato che da bambino lo mandava al pub a comprare la birra con un secchio. Così il piccolo Jack iniziò a bere a 5 anni. E non smise più. A 14 tracannava fino al punto di svenire e da adulto si scolava almeno un litro di whisky al giorno, tra risse e incidenti: perse gli incisivi in una zuffa.
Era noto per il suo profondo razzismo, soprattutto nei confronti degli asiatici.

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Lev Tolstoj (1828-1910). Da bambino e adolescente era uno studente svogliato. Da giovane adulto passava il suo tempo tra donne, gioco, alcol e duelli. La prima notte di nozze costrinse la moglie a leggere i suoi diari in cui erano descritte tutte le sue avventure erotiche. La poveretta ne rimase disgustata. Tutto questo avvenne prima della conversione di Tolstoj, che da quel momento rinunciò ad alcol, fumo, sesso e si nutrì solo di minestrone, zuppa d’avena e pane.

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Alessandro Manzoni (1785-1873). L’autore de I promessi sposi era balbuziente e pertanto aveva una tremenda paura di parlare in pubblico. Inoltre soffriva di agorafobia ed era terrorizzato dall’idea di camminare per strada da solo. Come se non bastasse, era anche ossessionato dal cinguettio degli uccelli.

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Edgar Allan Poe (1809-1849). Aveva paura del buio e imparò la matematica calcolando l'età dei defunti dalle lapidi dei cimiteri. Tutta colpa dei professori della sua scuola elementare che, oltre a portare gli alunni al camposanto, all'inizio di ogni anno scolastico gli davano una piccola pala che doveva servire per scavare la fossa ai compagni che sarebbero morti prima della fine della scuola.
Da adulto, quando era senza soldi, si arrangiava con qualche imbroglio. Come giornalista, talvolta, si inventava falsi articoli.

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J. R. R. Tolkien (1892-1973). L'autore del Signore degli anelli era prima di tutto uno studioso di lingue: tra antiche e moderne ne conosceva 12 e ne inventò 14. Professore a Oxford, era pubblicamente conosciuto nella cittadina universitaria come un pessimo guidatore, che andava contromano, tanto che la moglie si rifiutò di viaggiare con lui anche in città. Certo, la signora Tolkien non era una donna paziente. Il marito russava molto forte e lei riuscì a convincerlo a dormire in bagno, nella vasca.

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William Shakespeare (1564-1616). Il drammaturgo inglese era "ossessionato" dal denaro: praticava alti interessi agli amici a cui prestava soldi, imbrogliava il fisco ed era molto pignolo nelle richieste economiche per il suo lavoro. Inoltre era un marito infedele: tantissime sono state le sue storie extraconiugali con un numero cospicuo di figli illegittimi

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Pier Paolo Pasolini (1922-1975). Lo scrittore e regista bolognese era un appassionato di calcio, sport che ha sempre praticato a livello amatoriale. Si racconta che, durante le riprese di un film, organizzò una sfida calcistica tra la sua troupe e quella di Bernardo Bertolucci. Il regista di Novecento, però, ingaggiò due giocatori del Parma e vinse la partita senza problemi. Pare che Pasolini non la prese bene. Pare.

Franza Kafka (1883–1924). All'autore de La metamorfosi piaceva il nudismo, sebbene non lo praticasse sempre. Passava le sue vacanze in un albergo naturista, La fontana della giovinezza, ma era un po' restio a spogliarsi, tanto da meritarsi l’appellativo di “uomo con il costume da bagno”.