Arte contemporanea (e sotterranea) nella mètro di Napoli

Cosa ci fanno quattro 500 di cartapesta in una fermata della metropolitana? E i versi di Dante scritti con i neon?  È Stazioni dell'Arte, un progetto di riqualificazione urbana della Metropolitana di Napoli che dimostra come l'arte possa stare nei luoghi più impensati.
Guarda anche: c'è un maiale in metropolitana.

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Lo scorso novembre il Daily Telegraph ha premiato la stazione Toledo della metropolitana di Napoli come la più bella d'Europa: è il coronamento di un progetto lanciato nel 2001 da Metronapoli SpA con l'obiettivo di riqualificare i vecchi mezzanini, renderli più attraenti e offrire a tutti i cittadini, partenopei e turisti, la possibilità di un incontro insolito con l'arte contemporanea.
L'amministrazione comunale ha coinvolto negli anni 90 tra artisti e architetti di fama internazionale e autori locali che hanno prodotto oltre 180 opere, oggi protagoniste di uno dei musei decentrati più grandi al  mondo.

Nella foto: la stazione Toledo, sulla linea 1, progettata da designer spagnolo Óscar Tusquets Blanca.

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Ferrovia Centrale per la Città di Napoli è uno dei due grandi mosaici di William Kentridge esposti nella stazione di Toledo.
Realizzato dal mosaicista Costantino Aureliano Buccolieri, presenta tutte le figure della tradizione partenopea,

Animali in metropolitana: le illustrazioni di Paul Middlewick

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Il secondo dei due mosaici di Toledo: Bonifica dei quartieri bassi di Napoli in relazione alla ferrovia metropolitana.

Le metropolitane più belle del mondo

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Il Crater de Luz, il cratere della luce, la grande bocca ovoidale illuminata da migliaia di led che domina il piano delle banchine della fermata Toledo.

Quando l'architettura diventa arte

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Alcune frasi tratte dal Convivio di Dante Alighieri scritte con tubi al neon nell'atrio della fermata Dante, progettata dall'architetto Gae Aulenti.

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La spirale al neon di Mario Merz nella stazione Vanvitelli, progettata da Michele Capobianco.

Murales: una tela a cielo aperto

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Un grande mosaico in pietre e pasta di vetro sulla banchina della stazione Vanvitelli, opera di Isabella Ducrot.

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Le 500 in cartapesta e vetroresina protagoniste di A subway è chiù sicura, l'installazione di Perino&Vele per la stazione Salvator Rosa.

Gli edifici che fanno le boccacce

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Le grandi fotografie in bianco e nero di Mimmo Iodice lungo i corridoi della fermata Museo, nei pressi del Museo Archeologico.

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Un ritratto di Dante Alighieri lungo la scalinata di accesso alla fermata Università della Metropolitana di Napoli, un progetto degli architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini,

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Conversational profile, i due grandi pilastri cilindrici a forma di volto umano che rappresentano il dialogo e la comunicazione.
Siamo nel mezzanino della fermata Università.

La street art vista dai lettori di Focus.it

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Synapsi è a grande scultura d'acciaio che rappresenta l'intelligenza umana e il reticolo neurale del cervello.

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Pannelli di cristallo serigrafati in rosa e azzurro, con simboli che richiamano il mondo della scienza, della matematica, della chimica nell'atrio della Fermata Università.

Si può fotografare la matematica? Sì, guarda qui.

Lo scorso novembre il Daily Telegraph ha premiato la stazione Toledo della metropolitana di Napoli come la più bella d'Europa: è il coronamento di un progetto lanciato nel 2001 da Metronapoli SpA con l'obiettivo di riqualificare i vecchi mezzanini, renderli più attraenti e offrire a tutti i cittadini, partenopei e turisti, la possibilità di un incontro insolito con l'arte contemporanea.
L'amministrazione comunale ha coinvolto negli anni 90 tra artisti e architetti di fama internazionale e autori locali che hanno prodotto oltre 180 opere, oggi protagoniste di uno dei musei decentrati più grandi al  mondo.

Nella foto: la stazione Toledo, sulla linea 1, progettata da designer spagnolo Óscar Tusquets Blanca.