L'anatomia dei giocattoli nelle sculture di Jason Freeny

Barbie, Super Mario, Hello Kitty e Topolino così come li vedrebbe un chirurgo: venite a scoprire il vero volto (o meglio, i veri organi) dei giocattoli nelle opere di Jason Freeny, l'artista newyorkese che ricostruisce l'anatomia interna dei beniamini dei bambini. Da non perdere: come sarebbe Barbie se avesse misure "normali" - Sotto i ferri da sempre: storia della chirurgia

L'idea di mostrare gli organi e lo scheletro dei giocattoli più diffusi è nata nel 2007, quando Jason, all'epoca designer in una startup tecnologica, ha dovuto disegnare (in digitale) un animale fatto di palloncini, del quale, un po' per gioco, ha illustrato anche le ossa.

«Subito sono rimasto affascinato dal grottesco sistema scheletrico che la sua forma esterna mi suggeriva» racconta Freeny, che illustra il processo creativo delle sue opere sulla sua pagina Facebook.

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L'abbiamo vista vestita in molti modi (e anche un po' ingrassata, fino ad assumere le normali misure di una teenager americana). Ma mai prima d'ora ne avevamo osservato gli organi interni: Barbie è uno dei tanti soggetti "sviscerati" e scientificamente ricostruiti da Jason Freeny, artista newyorkese che riproduce l'anatomia interna dei giocattoli più popolari.

Una carriera come designer di giochi alle spalle, Freeny si dedica ora esclusivamente alla scultura di personaggi dei cartoni animati o dei videogiochi, e alla loro fotografia: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le "radiografie" (si fa per dire) di Super Mario, Topolino, Hello Kitty e altri "eroi" dell'infanzia piacciono molto ai bambini. E i lavori di Freeny sono continuamente richiesti.

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Quando la sua startup è stata costretta a chiudere, Freeny ha deciso di lanciarsi a tempo pieno nella scultura e nella realizzazione tridimensionale della sua idea. Prima di iniziare un'opera, l'artista compra un esemplare di buona qualità del gioco che si prepara a sezionare: «Se si parte da un brutto gioco, anche la scultura della sua anatomia risulterà orrenda».

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A questo punto il giocattolo viene per metà sezionato: la metà aperta è svuotata e riempita di argilla o con una schiuma espandibile. Freeny si concentra quindi su una caratteristica anatomica alla volta, partendo solitamente dalla cassa toracica e dedicandosi minuziosamente ai particolari.

Freeny ha 40 minuti di tempo per realizzare ogni particolare prima che l'argilla inizi a solidificarsi rendendo il lavoro più difficile. Ogni organo, una volta ultimato, viene lasciato riposare fino al giorno successivo, fino a quando tutte le parti sono finite (un processo che richiede dalle 4 alle 6 settimane).

Lavorando contemporaneamente a più progetti, in un mese Freeny completa 4 o 5 sculture, che dipinge a mano o con vernici spray fino a raggiungere un colore che possa apparire verosimile per ogni organo interno.

Per realizzare dettagli anatomici accurati, Freeny fa riferimento a testi di anatomia, che adatta al personaggio seguendo il buon senso. Ma poiché lavora con personaggi di fantasia, non è sempre facile indovinarne l'anatomia interna: «Topolino, per esempio, è un topo, ma cammina in modo eretto, come una persona» precisa Freeny. «Il suo corpo finisce quindi per essere una versione particolare dello scheletro umano, distorto per adattarsi alle fattezze del personaggio. È un gioco di equilibri».

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Nonostante i timori iniziali dei genitori più apprensivi, i bambini non sono intimoriti dai personaggi di Freeny. Anzi, ne restano affascinati. «Il timore degli organi interni è qualcosa che si apprende dalla società, non è innato». Ma insegnare l'anatomia ai bambini non è la prima intenzione dell'artista, che preferisce esplorare l'aspetto grottesco dell'anatomia interna dei giocattoli.

Qui, la singolare anatomia di un "mostro": Sulley, di Monsters & Co.

Persino i creatori di molti dei personaggi "dissezionati" hanno contattato Freeny per esprimere apprezzamento sul suo lavoro (due di essi, però, hanno rivendicato la proprietà intellettuale dei giochi).

Quella di Freeny è una sfida, "un'indagine forense al contrario" come egli stesso l'ha definita, in cui è la forma esterna a determinare l'aspetto dello scheletro e non viceversa.

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Il prossimo obiettivo di Freeny? Scolpire l'anatomia di un personaggio a dimensioni naturali: prima però, occorre trovare uno sponsor che possa finanziare l'acquisto del gigantesco giocattolo (oltretutto, da tagliare).

Nella foto: un alieno di Toy Story.

L'idea di mostrare gli organi e lo scheletro dei giocattoli più diffusi è nata nel 2007, quando Jason, all'epoca designer in una startup tecnologica, ha dovuto disegnare (in digitale) un animale fatto di palloncini, del quale, un po' per gioco, ha illustrato anche le ossa.

«Subito sono rimasto affascinato dal grottesco sistema scheletrico che la sua forma esterna mi suggeriva» racconta Freeny, che illustra il processo creativo delle sue opere sulla sua pagina Facebook.

Qui, le sembianze interne di tre omini della Lego.

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