Illusioni 3D sulla sabbia

Realizzare un disegno tridimensionale in poco tempo, prima che le onde se lo portino via: è la sfida - superata - raccolta da un gruppo di artisti che opera sulle spiagge della Nuova Zelanda. Le foto dei loro effimeri, ingannevoli ed ecologici capolavori.
Da non perdere: i frattali nella neve di Simon Beck e i cerchi delle fate sulle sabbie della Namibia

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Se pensate che le sculture di sabbia siano prerogativa dei bambini è tempo di cambiare idea. Quelle che in queste settimane appaiono - e con la stessa velocità, scompaiono - su alcune spiagge della Nuova Zelanda sono il risultato di una complessa sinergia tra tre artisti adulti e capaci, che sulla sabbia disegnano illusioni tridimensionali, simili a quelle che i madonnari tracciano con i gessetti sull'asfalto.

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L'artista neozelandese Jamie Harkins e i suoi colleghi David Rendu e Constanza Nightingale - questi ultimi rispettivamente da Francia e Cile - trasformano le spiagge di Mount Maunganu (Nuova Zelanda) in tele su larga scala su cui realizzare disegni ironici e divertenti che diano l'inganno della profondità, come queste scale che sembrano portare a un "tunnel" sottomarino.
Le loro creazioni sono visibili sulla pagina Facebook 3DSD, 3D Sand Drawing.

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Per dare il senso della tridimensionalità il gruppo ricorre alla tecnica dell'anamorfosi: le immagini bidimensionali che questi artisti disegnano sono fortemente distorte, in modo che da lontano, da uno specifico punto di osservazione, sembrino acquisire anche la terza dimensione, e il senso della profondità.

Una visita al museo dei quadri 3D

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Prima di affrontare la sabbia, il gruppo si ritrova per raccogliere le idee e tracciare un bozzetto del disegno. Quindi Harkins si posiziona in lontananza, per dirigere i lavori e osservare l'effetto finale dal punto di vista dell'osservatore. L'illusione prende vita - infatti - solo allontanandosi dal capolavoro.

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«Abbiamo visto altri artisti realizzare lavori sulla sabbia, ma si tratta sempre di opere piatte, pattern bidimensionali e geometrici» ha dichiarato Harkins in un'intervista al New Zealand Herald «così abbiamo deciso di passare al 3D».

Guarda anche i cerchi nella neve di Simon Beck

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Alcune di queste opere sono molto semplici, e sfruttano con efficacia tutte le possibilità offerte dall'illusione 3D...

Il moonwalk del funambolo (vai al video)

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Altre, più complesse, richiedono un attento lavoro sulla sabbia, scolpita e raschiata con rastrelli e bastoni. Uno solo di questi capolavori può richiedere decine di ore di lavoro, per poi essere spazzato via da un'onda più alta delle altre (è successo diverse volte).

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Per ammirare uno dei capolavori su sabbia, come queste scale "impossibili", occorre trovarsi al posto giusto al momento giusto. E in molti accorrono sulle spiagge neozelandesi dove gli artisti hanno annunciato la loro presenza.

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«In un certo senso mi piace il fatto che l'opera scompaia alla fine della giornata. La rende in qualche modo effimera, non permanente» dice Harkins. Un altro pregio, non trascurabile delle sue opere è che si tratta di un tipo di arte assolutamente ecologica, praticamente a costo zero, e che non ha impatti dannosi sull'ambiente.

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Per evitare di lavorare proprio a vuoto, comunque, gli artisti controllano scrupolosamente l'andamento delle maree, e scelgono aree che rimarranno probabilmente intaccate dalle onde fino a sera.

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In questa foto, sulla sinistra, una specie di cunetta (non si sa se naturale o appositamente studiata) per riparare l'opera dalle onde. A volte, causa maltempo o - peggio - per il passaggio di una grossa nave, tutti gli sforzi di pianificazione vanno in fumo, e il disegno viene spazzato via dall'acqua. A quel punto, ha confessato Harkins in un'intervista, non resta che imprecare.

Se pensate che le sculture di sabbia siano prerogativa dei bambini è tempo di cambiare idea. Quelle che in queste settimane appaiono - e con la stessa velocità, scompaiono - su alcune spiagge della Nuova Zelanda sono il risultato di una complessa sinergia tra tre artisti adulti e capaci, che sulla sabbia disegnano illusioni tridimensionali, simili a quelle che i madonnari tracciano con i gessetti sull'asfalto.