Il mondo (dell'arte) senza glutine

Benvenuti nel museo dove pane, pasta e cereali sono banditi. Le farine scompaiono dai capolavori di pittura, cinema e fotografia: il singolare esperimento di un grafico francese.

Di pane, farine, dolci e cereali è piena la storia dell'arte. Scene di lavoro, merende e nature morte celebrano l'alimento principe dell'essere umano e tutto ciò che ruota attorno ad esso. Con una scelta controcorrente, il blogger e grafico francese Arthur Coulet ha voluto cancellare ogni traccia di glutine da famosi capolavori figurativi. Il suo Gluten-Free Museum, un museo virtuale visitabile su Tumblr, ospita dipinti, foto e fotogrammi di film tutti rigorosamente a prova di celiaco.
Qui, il pane scomparso dal tavolo di lavoro della Lattaia di Jan Vermeer.

Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni tra i più diffusi cereali (come frumento, segale, orzo, farro, kamut) che risulta tossico per le persone affette da celiachia, una malattia autoimmune dell'intestino tenue. Si stima che i celiaci rappresentino l'1% della popolazione mondiale, ma la scelta di non includere il glutine nella propria alimentazione è molto più diffusa e spesso slegata da considerazioni di tipo medico. Le creazioni di Coulet sono state da alcuni interpretate come una "frecciatina" alla moda delle diete "gluten free" a tutti i costi.
Il covone di grano sparisce da sotto i corpi di due Contadini in siesta verosimilmente dipinti da Van Gogh.
8 cose che (forse) non sai su Van Gogh

La scelta arbitraria e apparentemente incomprensibile di privare le opere del loro rapporto con farine e cereali (e di un'ampia fetta del lavoro agricolo) sarebbe comparabile, in base a questa interpretazione, con la scelta di alcuni di rimuovere arbitrariamente il glutine dal proprio menù. Secondo questa chiave di lettura l'opera del blogger sarebbe una parodia di alcune ossessioni alimentari moderne, che non trova pari nella storia dipinta nei più famosi e apprezzati quadri.
Il forcone sparisce dalle mani dei protagonisti di American Gothic di Grant Wood.

In realtà Coulet, che ha 26 anni e insegna come modificare le foto, ha definito questa forma d'arte "uno scherzo", un semplice esercizio di sottrazione slegato da serie questioni alimentari. Nel gergo artistico, il suo esercizio è definito détournement (deviazione, distrazione): mentre si cita un classico, si effettua una variazione che comporta uno scarto netto di senso, o un mescolamento di piani culturali.
La Colazione sull'erba (Le déjeuner sur l'herbe) di Édouard Manet privata di alcuni dei suoi ingredienti principali.

A volte il pane è davvero essenziale: difficile immaginare che scompaia persino dalla Cena in Emmaus di Caravaggio.

Niente spighe per l'Estate di Giuseppe Arcimboldo.

Senza glutine, anche le delizie zuccherine di ispirazione Pop dell'artista statunitense Wayne Thiebaud scompaiono dal piatto.

Le spigolatrici di Jean-François Millet rimaste senza lavoro.

Un museo che si rispetti ha anche una sezione archeologica. Ma i cereali sono spariti anche dalle pitture della tomba di Sennedjem, nella Valle dei Re. 10 invenzioni che dobbiamo agli Antichi Egizi

La Mietitura di Pieter Bruegel il Vecchio prima e dopo il trattamento "detox".

Una natura morta di Paul Cézanne... ancora più "morta".

Anna Ancher e i suoi Mietitori con e senza glutine.

Senza pane anche le pregevoli nature morte del pittore francese Jean Siméon Chardin perdono forza espressiva.

Le Petit Parisien, un bambino che corre con la baguette sotto braccio: è il protagonista di uno scatto del fotografo francese Willy Ronis che, nel Gluten-Free Museum, occupa un posto privilegiato.

Il glutine si trova anche nella pasta. E se i celiaci possono contare su valide alternative, chi rinuncia in toto a questo primo piatto si perde un universo di romanticismo. Che ne sarebbe della cena "galeotta" di Lilli e il Vagabondo, se sparissero gli spaghetti?

Rimaniamo in tema di cartoni animati. Come farebbe il poliziotto dei Simpsons Clancy Winchester, senza ciambelle?

Dalla tv al cinema: una scena de Il Gladiatore di Ridley Scott, prima e dopo la cura.

Di pane, farine, dolci e cereali è piena la storia dell'arte. Scene di lavoro, merende e nature morte celebrano l'alimento principe dell'essere umano e tutto ciò che ruota attorno ad esso. Con una scelta controcorrente, il blogger e grafico francese Arthur Coulet ha voluto cancellare ogni traccia di glutine da famosi capolavori figurativi. Il suo Gluten-Free Museum, un museo virtuale visitabile su Tumblr, ospita dipinti, foto e fotogrammi di film tutti rigorosamente a prova di celiaco.
Qui, il pane scomparso dal tavolo di lavoro della Lattaia di Jan Vermeer.