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I videogames acquistati dal MOMA

I videogames meritano un posto al museo? Molti pensano di no, eppure il Moma (il museo di arte moderna di New York) , la più celebre istituzione d’arte contemporanea, ha dedicato una nuova galleria ai videogiochi. Ne ha acquistato 14 che ora sono custoditi ed esposti come fossero un Picasso. Eccoli in questa gallery. Sono tutti "capolavori, ma quel'è il tuo preferito? Vota!

Sviluppato in soli 5 giorni è stato diffuso prima su web e poi su altre piattaforme. La grafica bidimensionale e la musica sono super curate.

Minimalista e semplice, come un'opera d'arte. Il gioco imita i vecchi giochi con grafica a 8 bit (corsi e ricorsi artistici). Scopo del gioco che dura solo 5 minuti è far vivere il protagonista alle prese con gioie e dolori del matrimonio.

Rompicapo sparatutto in cui il protagonista è una donna, Chell.

Gioca con il brodo primordiale e rilassati. È l'obiettivo di questo gioco sviluppato prima per Internet e poi per Playstation. Il gioco è molto semplice e consiste nel muovere e far fluttuare un microrganismo in una sorta di brodo primordiale, senza un vero obiettivo.

L'unico videogames freeware conservato al MOMA. Ambientato in un mondo fantastico, consiste nel gestire comunità di nani.

Sconosciuto in Europa, è un videogioco per Playstation 2 ideato dal programmatore giapponese Keita Takahashi per l’azienda di videogiochi Namco e commercializzato in Giappone, Stati Uniti e Canada nel 2004.
Il protagonista del gioco è un principe che deve rotolare una sfera, chiamata katamari, per inglobare oggetti e trasformarla in una stella. L’obiettivo è ricostruire le stelle, le costellazioni e la luna, distrutte per sbaglio da suo padre, il re di tutto il cosmo.

È un gioco di ruolo online multigiocatore ambientato nello spazio.

È la serie di videogiochi più diffusa nel mondo, con varie versioni successive alla prima sviluppata per piattaforma Microsoft.

Grafica essenziale per questo videogames giapponese. Il protagonista del gioco è Vibri, una coniglietta disegnata con una linea bianca, che il giocatore deve guidare attraverso un percorso a ostacoli. Se vengono superati 18 ostacoli di seguito Vibri è trasformata in una principessa e via via in forme superiori; al contrario si trasforma in una rana, in un verme e poi muore.

La seconda versione di SimCity ha la grafica tridimensionale e introduce nuove strutture, come scuole, carceri, biblioteche, musei, stadi, ospedali. 

Nato su Mac, si richiama a L’isola misteriosa di Jules Verne e L’invenzione di Morel dell’argentino Adolfo Bioy Casares.

Un videogames francese (il papà è Éric Chahi per la società di videogiochi Delphine Software International).
Il protagonista del gioco è lo scienziato Lester Knight Chaykin che durante un esperimento con un acceleratore di particelle provoca un’esplosione che lo trasporta in un mondo alieno. 

Inventato dal programmatore russo Aleksej Pažitnov nel giugno del 1984, è il primo software di intrattenimento esportato dall’Unione Sovietica agli Stati Uniti. Il suo nome è una combinazione tra il prefisso greco tetra (che vuol dire quattro) e il tennis, il gioco preferito di Pažitnov.

Pac-man, il videogioco più copiato della storia, sviluppato dalla giapponese Namco e diventato poi fenomeno di costume con tanto di merchandise, pupazzi e gadget. Sul gioco gira anche una leggenda metropolitana: pac-man sarebbe l’ispiratore dei rave party. Gira la voce che “Kristian Wilson, dirigente della Nintendo, avrebbe dichiarato nel 1989: «I video giochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se pac-man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva». Di fatto pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy”. In realtà si tratta di un battuta di un comico inglese, Marcus Brigstocke.

Sviluppato in soli 5 giorni è stato diffuso prima su web e poi su altre piattaforme. La grafica bidimensionale e la musica sono super curate.
21 dicembre 2012