Giorgio Morandi, un pittore fuori dagli schemi

La storia di Giorgio Morandi, l’artista solitario delle nature morte.

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Giorgio Morandi, Natura morta, 1955

Il pittore e incisore italiano Giorgio Morandi è sicuramente uno dei più noti e originali protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.

 

Figura solitaria, Morandi è un caso veramente straordinario di pittore isolato, al di fuori dei movimenti, con scarsissimi contatti con altri pittori e maestri del tempo.

 

È anche un caso straordinario di un artista che ha praticamente dipinto quasi esclusivamente gli stessi soggetti: bottiglie, vasi, caffettiere, fiori, ciotole e paesaggi dipinti per la stragrande maggioranza nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita.

 

Eppure, nonostante questi aspetti - che potrebbero sembrare dei limiti - Giorgio Morandi è diventato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e oggi le sue opera vendute a oltre un milione di euro.

 

 

La vita. Morandi che era nato a Bologna il 20 luglio 1890 non si è praticamente mai spostato da Bologna o da Grizzana, una cittadina sull'Appennino dove passava le sue estati e che dal 1985 si chiama Grizzana Morandi in suo onore.

 

La sua formazione è semplice: primo di cinque figli, dimostra fin da bambino una precoce predisposizione per l’arte, di cui sono testimonianza alcuni piccoli dipinti; dal 1907 al 1913 studia all'Accademia di Bologna.

 

Giorgio Morandi a sinistra in una delle rare foto (scattata dal fotografo dell'agenzia Magnum Herbert List nel 1953), a destra in un altrettanto raro autoritratto del 1924 quando l'artista aveva 34 anni.

 

Le sue opere giovanili partono dalle riproduzioni di opere di Cézanne e proseguono al contatto con i futuristi e l'adesione alla corrente della Metafisica.

 

Tra i dipinti più interessanti di questo periodo spiccano la Natura morta metafisica (1918) e la Natura morta con Palla (1918).

 

Giorgio Morandi, Natura morta con palla, 1918.

Poi, a partire dal 1920, la sua opera si concentra su pochissimi, modesti soggetti. Sono soprattutto le bottiglie e i paesaggi di Grizzana che vengono continuamente rielaborati e approfonditi.

 

Il suo carattere schivo e riservato non aiutano a metterlo in mostra. A partire dagli anni Trenta si concentra sulle nature morte, dove applica una ricerca formale metodica e rigorosa. Le sue opere diventano così una sintesi tra il realismo di Chardin e le semplificazioni formali di Cézanne.

 

Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso, Morandi non cerca temi nuovi. La sua pittura è una meditazione paziente, profonda, intellettuale degli oggetti. Morandi di fatto ne approfondisce il ritmo, i contorni, i riflessi.

 

Morandi sembra attirato dall'atmosfera di meditazione e di silenziosa contamplazione. Il rigore formale che guida la sua produzione artistica infonde, anche agli oggetti più semplici e banali, una solennità pacata e austera.

 

Natura morta cubista (1914) di Giorgio Morandi.
Natura morta cubista (1914)

 

Dal 1930 al 1956 insegna all'Accademia delle Belle Arti di Bologna dove muore il 18 giugno 1964.

20 Luglio 2015

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