Da cosa dipende l’acustica perfetta dei teatri antichi?

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Il teatro greco di Siracusa - Foto: © Roger Wood/CORBIS |

Il segreto dell’acustica dei teatri romani e greci (come il teatro di Siracusa o quello di Epidauro, in Grecia, risalente al IV secolo a. C.) è riconducibile alla conformazione a semicerchio, che contribuisce a “trattenere” i suoni. Molta importanza hanno anche le gradinate e la loro pendenza: le strutture di pietra opportunamente inclinate agiscono infatti da filtri acustici. Due ricercatori del Georgia Institute di Atlanta (Usa) hanno notato che i gradini in pietra “tagliano” le frequenze basse che disturberebbero l’ascolto (brusio degli spettatori, rumori ambientali...) e preservano invece i suoni più acuti come le voci degli attori o la musica degli strumenti.
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In alto è meglio
Un diverso studio, condotto all’Università di Sheffield (Uk), ha messo invece in evidenza che l’acustica è tanto migliore quanto più il palcoscenico è elevato, i sedili ripidi e il materiale con cui è costruito il teatro solido e compatto. Con questi accorgimenti, il suono viene riflesso più volte tra palcoscenico e gradinate, creando una sorta di riverbero che amplificava le voci degli attori come se si trovassero in un teatro al chiuso. Risultato: a Epidauro, le voci sono perfettamente udibili a 60 metri di distanza.
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26 agosto 2013