Da Caravaggio a Banksy: 9 segreti dell'arte

Che c'entra il parmigiano con Dalì? È vero che i graffiti delle caverne li dipingevano le donne? Perché il cielo dell'urlo di Munch è rosso fuoco? E... chi è l'artista più pagato della storia? Piccole/grandi curiosità dal mondo dell'arte

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congo

Arte pelosa. Guardate bene il quadro in foto. Vi piace? È uno dei 400 dipinti astratti di Congo, uno scimpanzé che negli anni '50 era ospite dello zoo di Londra. A far scoprire al grande pubblico il suo talento “naturale” per la pittura fu l’antropologo Desmond Morris, in una trasmissione tv dell’epoca. E l’arte di Congo subito si guadagnò dei fan: Picasso arrivò a comprare un suo quadro e Salvador Dalì lo paragonò a Pollock. Nel '57 Congo ebbe anche una mostra all’Istituto di Arte Contemporanea. A impressionare scienziati e appassionati d’arte era soprattutto il grado di consapevolezza con cui lo scimpanzé maneggiava matita e pennello sulla tela.

dali

A proposito di Dalì… Il tempo che passa, inesorabile, è il protagonista di una delle sue opere più celebri: la persistenza della memoria (1931). Gli orologi “molli” sono ancora oggi il segno distintivo della arte surrealista del grande pittore catalano. A ispirarlo fu una forma di formaggio che si scioglieva al sole. Lo rivelò lo stesso Dalì, aprendo un bizzarro dibattito tra i critici: era Camembert o italianissimo Parmigiano, di cui era ghiotto?

urlo

Rosso vulcano. L’urlo del pittore Edvard Munch, uno dei dipinti moderni più conosciuti, è datato 1893: dieci anni dopo la terribile eruzione del vulcano Kracatoa in Indonesia, che provocò brillanti rossi tramonti in tutto il mondo per diversi mesi. Secondo alcuni studiosi fu proprio quell’evento a ispirare il pittore norvegese, per il rosso del tramonto e... non solo: «Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue - scrisse in seguito Munch - Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura». Quando il Krakatoa esplose, spinse in cielo una nube di ceneri con un'energia quattro volte superiore alla bomba atomica più potente mai sperimentata dall'uomo.

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Graffiti immobiliari. Nel 2007, una coppia di Bristol aveva difficoltà a vendere la propria casa a causa dei graffiti sulla parete esterna (nella foto). Salvo poi scoprire che il murales era stato disegnato dal celebre artista Banksy, originario di Bristol. Così hanno deciso di vendere i graffiti con la casa… in omaggio, e gli acquirenti sono accorsi subito.

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Firmato col sangue. Uno dei quadri più famosi di Caravaggio si trova a Malta, dove l’artista giunse nel 1608 in fuga da Napoli, in seguito a un’accusa di omicidio. Si intitola “Decollazione di San Giovanni Battista”: un olio su tela di grandi dimensioni (3,6 metri x 5,2 metri) ancora oggi visibile nella Concattedrale di San Giovanni a La Valletta. La curiosità è che è anche la prima opera che reca in calce la sigla di Caravaggio, che fece partire la sua firma da un rivolo di sangue del dipinto. Geniale, no?

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L’artista più pagato della storia? Forse è David Choe, il cui nome probabilmente non vi dirà nulla. Choe è l’autore del murales che si trova nella sede di Facebook, in California. Fu il vicepresidente Sean Parker a commissionarglielo nel 2005, quando Facebook era poco più di una start up, proponendogli in cambio uno stock di azioni, invece del regolare compenso. Choe, lungimirante accettò: e oggi le sue azioni, dopo la quotazione di Facebook in borsa, valgono 200 milioni di dollari. E il murales è ancora lì.

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Il contadino dentista. L’icona dell’arte americana di inizio 900 è senz’altro American Gothic di Grant Wood: una raffigurazione dell'uomo e della donna nel Midwest, secondo i ruoli tradizionali. Un agricoltore con forcone e sua… figlia. Proprio così: la coppia emblematica della vecchia America in realtà non è una coppia. E neppure il contadino in realtà è un contadino… Come modello, Wood scelse infatti il proprio dentista Byron McKeeby.

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Pollock. Il quadro “Numero 5” di Jackson Pollock nel 2006 è stato venduto per 140 milioni di dollari: una quotazione record, che la dice lunga sul grande successo del pittore americano, scomparso esattamente 50 anni fa. E dire che Pollock per dipingere usava degli smalti industriali economici (i “Duco”), mischiati a cicche di sigaretta, sabbia e frammenti di vetro. Era il suo modo di opporsi a una certa estetica borghese: «Continuo - spiegò - ad allontanarmi sempre di più dai soliti strumenti del pittore come cavalletto, tavolozza, pennelli, ecc. Preferisco bastoncini, cazzuole, coltelli e lasciar sgocciolare la pittura fluida o un impasto pesante con sabbia, vetri rotti o altri materiali estranei aggiunti».

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I primi pittori erano donne? L'archeologo Dean Snow della Pennsylvania State University ha analizzato i graffiti a mano che si trovano in otto siti rupestri tra Francia e Spagna. Confrontando le relative lunghezze delle dita delle impronte di mano lasciate sulle pareti, Snow ha stabilito che tre quarti delle impronte erano di sesso femminile. Da qui la deduzione che l’arte preistorica fosse appannaggio delle donne prima che degli uomini. Lo studio è stato pubblicato su American Antiquity nel 2013.

Arte pelosa. Guardate bene il quadro in foto. Vi piace? È uno dei 400 dipinti astratti di Congo, uno scimpanzé che negli anni '50 era ospite dello zoo di Londra. A far scoprire al grande pubblico il suo talento “naturale” per la pittura fu l’antropologo Desmond Morris, in una trasmissione tv dell’epoca. E l’arte di Congo subito si guadagnò dei fan: Picasso arrivò a comprare un suo quadro e Salvador Dalì lo paragonò a Pollock. Nel '57 Congo ebbe anche una mostra all’Istituto di Arte Contemporanea. A impressionare scienziati e appassionati d’arte era soprattutto il grado di consapevolezza con cui lo scimpanzé maneggiava matita e pennello sulla tela.