10 cose che (forse) non sai sul Colosseo

Perché si chiama Colosseo? Com'è cambiato nei secoli? E, soprattutto, quali misteri custodisce? 10 curiosità sul monumento più famoso d'Italia.

Lavori in corsa. Per costruirlo furono necessari poco più di 5 anni: dal 75 all'80 d.C. Rimane comunque una delle più monumentali opere dell'antica Roma: solo per la parete esterna vennero utilizzati più 100 mila metri cubi di travertino. Il risultato fu "colossale": lungo 189 metri, largo 156 e alto 48, l'anfiteatro era capace di accogliere da 50 a 70 mila spettatori su una superficie di 24.000 mq.
Arena. Gli ingressi erano 80 e l'arena dove avvenivano i combattimenti aveva una forma ellittica, con gli assi di circa 80 per 50 metri e il pavimento probabilmente di legno.
Guarda anche: Il Colosseo e Roma antica ricostruiti in 3D

Un giorno al colosseo. Una giornata all’anfiteatro aveva uno svolgimento ben preciso. La sera prima l’editor, cioè colui che organizzava i giochi, offriva ai gladiatori una cena aperta al pubblico, che così poteva vedere i propri beniamini. Il mattino seguente i combattenti inauguravano la giornata sfilando nell’anfiteatro con armi “da parata”, ricche e decorate. Poi cominciavano le lotte tra animali o tra animali e uomini.
Pranzo mortale. L’ora del pranzo era eventualmente riservata alle esecuzioni dei condannati a morte: messi al rogo, crocifissi o sottoposti alla damnatio ad bestias, cioè fatti divorare dalle belve.
Il clou dello spettacolo veniva però al pomeriggio, con i duelli tra gladiatori: i munera. Secondo un’interpretazione popolare, essi scendevano in campo sfilando davanti all’imperatore e salutandolo con il motto: “Ave caesar, morituri te salutant”. Non è così, il saluto non era una pratica abituale.

Un nome, un mistero. Al principio si chiamava Anfiteatro Flavio perché costruito da Vespasiano e Tito della dinastia Flavia. Il nome "Colosseo" è arrivato solo nel medioevo: la teoria più accreditata è che si chiami così perché fu costruito nei pressi della statua del "colosso" di Nerone che sorgeva a pochi metri dall'anfiteatro. Altri dicono che derivi dalla posizione, perché sorgerebbe su un colle dove un tempo si trovava un tempio di Iside (da cui Collis Isei).
Diabolico. Ma c'è anche una leggenda nera secondo cui anticamente era un tempio pagano, dove si adorava il demonio. E alla fine di ogni cerimonia i sacerdoti chiedevano agli adepti: Colis Eum? (Adori lui?, nel senso del demonio). Da qui il passaggio da Coliseum a Colosseo.

Era ricoperto da una grande tenda solare. Nelle giornate assolate, il Colosseo era ricoperto da un velario formato da circa 80 vele triangolari, controllate da 320 funi di sostegno. Il perché è facilmente intuibile: evitare le insolazioni agli spettatori durante gli spettacoli di mezzogiorno.
Posti riservati. Un portico proteggeva le gradinate superiori, in legno, destinate al popolino, mentre i sedili degli altri ordini di posti erano in marmo. Tutti potevano partecipare, gli spettacoli erano gratuiti: a cambiare erano i posti assegnati a ognuno. I senatori stavano nelle prime file insieme alle vestali, dietro di loro i cavalieri (gli equites), fino ad arrivare alle piccionaie riservate agli schiavi e ai non cittadini.

Il primo ascensore della storia? AL COlosseo. Uno dei primi esempi di sistemi di ascensori funzionanti era quello del Colosseo. Arena e sottosuolo erano infatti collegati da un sistema di montacarichi. Il sotterraneo era composto da corridoi alternati. In uno stavano le scenografie, che grazie a un sistema di argani erano spinte su piani inclinati fino alle botole d’uscita. In un altro le fiere.
Dal nulla. Le scenografie erano montate nell’arena in anticipo. I gladiatori e gli animali salivano invece con ascensori. Grazie a questi spazi sotterranei e agli ascensori i giochi acquisivano maggiore spettacolarità, permettendo a uomini e belve feroci di spuntare nell’arena come dal nulla.

Senza il Colosseo non esisterebbero molti edifici storici. Il marmo della facciata e di alcune parti interne del Colosseo sono stati utilizzati per la costruzione della Basilica di San Pietro e per vari edifici civili come Palazzo Barberini. Caduto in abbandono, per lungo tempo l'anfiteatro fu infatti usato come come fonte di materiali da costruzione. Così fino al 18esimo secolo, quando tornò l'amore per le antiche vestigia di Roma. Si calcola che nel corso del tempo sia rimasto solo un terzo di quella che era la costruzione originale.

Terremoti e abusivismo edilizio. Nel XIII secolo al suo interno fu persino edificato un palazzo della famiglia romana dei Frangipane e in seguito continuò a essere occupato da altre abitazioni civili.
Contribuirono alla decadenza anche alcuni terremoti. Quello dell’851 fece crollare due ordini di arcate sul lato sud e il Colosseo assunse da allora l’aspetto asimmetrico che conserva tutto'oggi.

È stato usato anche come "piscina". Al suo interno per un periodo si tennero anche le naumachie, gli spettacoli in cui i gladiatori (o i condannati) riproducevano le battaglie navali della storia romana.
Musical. Nell’80 vi si svolse anche uno spettacolo acquatico di danza femminile, come nei music-hall americani.
Secondo Martin Crapper, docente di ingegneria civile ed ambientale all'Università di Edimburgo, l'acqua scorreva attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni al di sotto delle tribune. Per riempire tutta l'arena erano necessarie circa 7 ore.

Orrido e diabolico. Al tempo dei gladiatori, il Colosseo si guadagnò una fama sinistra, fino a essere ritenuto una delle 7 porte dell'inferno (vi morirono migliaia di persone). Si dice che in loco si tenessero riti propiziatori, utilizzando lo stesso sangue dei morti nell'arena. Nel medioevo, poi, bande di briganti lo usavano per seppellire le vittime. E nel '500 fu preso di mira da maghi e stregoni che pare apprezzassero le erbe dai poteri magici che crescevano tra le sue rovine.

È un po' come la giungla. Ormai da vari decenni gli esperti di botanica studiano la flora cresciuta spontaneamente all'interno del Colosseo. Più di 350 specie diverse di piante hanno messo radici tra le rovine, alcune delle quali di origine esotica e la cui crescita sarebbe favorita dal microclima dell'anfiteatro.

Al cinema. È stato il set di numerosi film, ma la pellicola che ne ha celebrato la fama in tutto il mondo, Il Gladiatore, non è stato girato al suo interno. Una serie di intoppi hanno infatti spinto il regista Ridley Scott a girare le scene dei combattimenti nell'anfiteatro romano di El Jem, in Tunisia, e in un anfiteatro appositamente ricostruito a Malta. Per realizzarlo ci sono volute solo 19 settimane, ma la struttura era in legno e soltanto parziale: il grosso è stato ricreato al computer in post produzione.

Lavori in corsa. Per costruirlo furono necessari poco più di 5 anni: dal 75 all'80 d.C. Rimane comunque una delle più monumentali opere dell'antica Roma: solo per la parete esterna vennero utilizzati più 100 mila metri cubi di travertino. Il risultato fu "colossale": lungo 189 metri, largo 156 e alto 48, l'anfiteatro era capace di accogliere da 50 a 70 mila spettatori su una superficie di 24.000 mq.
Arena. Gli ingressi erano 80 e l'arena dove avvenivano i combattimenti aveva una forma ellittica, con gli assi di circa 80 per 50 metri e il pavimento probabilmente di legno.
Guarda anche: Il Colosseo e Roma antica ricostruiti in 3D