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Body painting: il corpo come tavolozza

Qualcuno definisce il body painting "fun art", ovvero arte fatta per divertirsi. La moda di farsi dipingere il corpo spopola in eventi e sfilate di moda. Ma una volta è stata qualcosa di più...

Un corpo dipinto da cambiare, come si cambia un abito. Il body painting, ispirato alla body art esplosa negli anni '70 come ribellione e rottura degli schemi, diventa di gran moda nell'attuale società del trasformismo. Come tavolozze viventi, gambe, spalle e seni si decorano con disegni e arabeschi, ma assomigliano poco ai corpi allegramente dipinti e ostentati degli hippy.

Oggi modelli scultorei si pavoneggiano in eventi, gare e sfilate modaiole, come quello della foto che ha preso parte alla gara internazionale di Body Painting giunta alla diciottesima edizione. I sedici artisti giunti a Bruxells da tutta Europa per l'occasione avevano solo 4 ore per preparare le loro creazioni.

La pittura sulla pelle può essere visto come un modo di fare pace col corpo, bucato, tatuato e scarnificato dalle forme estreme di modificazione fisica (piercing e tattoo, in primis). Per questo speciale make up si usano prodotti naturali non permanenti e l'opera se ne va con una semplice sciacquata.
Guardando i rituali di antiche tribù africane, come i Masai, in cui i corpi si decorano con argilla, ocra gialla e carbone, scopriamo che non abbiamo inventato nulla di nuovo… Secondo gli studiosi, l'usanza di dipingersi i corpi risale infatti ad ancestrali strategie di seduzione…

La più importante manifestazione internazionale di Body painting è il World Bodypainting Festival che si tiene ogni anno a Seeboden (Austria): in programma per il prossimo 18 luglio, rappresenterà la migliore occasione per artisti provenienti da tutto il mondo di esibire i propri lavori di pittura su pelle.
L'anno scorso il tema era dedicato a saghe, miti e antiche civiltà scomparse… Per ulteriori informazioni per artisti o semplici spettatori, basta visitare il sito dedicato al festival
Nella foto, una bodypainter al lavoro nella manifestazione dello scorso anno.

Le categorie in gara durante il World Bodypainting Festival sono tre e rappresentano le tecniche più usate dai bodypainter di tutto il mondo. Le opere sono cioé diversificate in base al procedimento con cui sono realizzate: esiste la tecnica a pennello o spugna; la cosiddetta tecnica "airbrush", in cui i colori sono "sparati" tramite un'apposita pistola, e infine gli effetti speciali, in cui spesso i corpi sono distorti e i volti modificati con lattice, maschere o strutture posticce.
E questa secchiata di colore, che genere di stile sarà?

Oltre all'importanza di stile e procedimento pittorico, grande attenzione è riservata ai materiali che vengono a contatto col corpo e anche con zone delicate, come viso e inguine. Nelle manifestazioni ufficiali poi è tassativamente vietato l'uso di materiali tossici e non è permesso lavorare con colori per automobili o per la pittura di pareti. Pena la squalifica.
Per questo, anche gli animali possono diventare modelli d'eccezione (e non solo nei festival di body painting).

Inizialmente si pensava che dipingersi il volto fosse un'arma per terrorizzare il nemico. Oggi l'antropologia propende per una tesi tutt'altro che "belligerante". Secondo Geoffrey Miller, uno psicologo evolutivo dello University College di Londra, "in molte società tribali tuttora le persone cominciano a dipingersi i corpi una volta raggiunta l'adolescenza". La pratica si abbandona quando si superano i bollori dello sviluppo e l'adulto mette su famiglia. Chi è dunque il miglior seduttore? Quello che mostra i disegni più belli e non solo. L'ocra infatti è di difficile reperimento: chi la sfoggia dimostra destrezza e abilità, doti apprezzate in un potenziale compagno. Nella foto, ragazze con un trucco prematrimoniale in Costa d'Avorio.

Un'altra teoria dimostrerebbe che sono state le donne a inventare la pittura sul corpo. Sarebbe stato un metodo per il controllo delle nascite in vigore almeno 300 mila anni fa, periodo a cui risalgono le prime tracce di ocra di cui si ha testimonianza. Le donne si coloravano le gambe di rosso mimando il ciclo mestruale ed era difficile individuare quelle pronte per l'accoppiamento. Anche più tardi (100-120 mila anni fa), le donne della tribù usavano una strategia simile: dipingendosi di rosso comunicavano ai maschi la propria indisponibilità e li invitavano a occuparsi di faccende più redditizie, come la caccia o la pesca.
Nella foto, un artista filippino al lavoro su un modello durante una manifestazione a Manila.

Alcune culture si distinguono per un particolare uso della pittura sul corpo: per esempio nella tradizione di India, Marocco e Isole Fiji, sono molto diffusi i decori con l'henne, o mehndi (termine hindi per indicare la pianta le cui foglie sono essiccate, ridotte in polvere e poi trasformate in pasta). Si tratta di disegni che per il loro valore propiziatorio accompagnano i riti nuziali. Per conoscere i rituali trattamenti di bellezza a cui è sottoposta la sposa, guarda la fotogallery dedicata ai matrimoni nel mondo. La breve durata di questi disegni (circa 3 settimane) li rende una pratica scelta da chi teme di pentirsi del tatuaggio definitivo. Attenzione però alle forti reazioni allergiche che potrebbero insorgere.

Negli anni '70 gli hippies fecero dell'arte sulla pelle la bandiera del pensiero libero: a riprova basti rivedere le immagini dei grandi concerti di quegli anni, dove corpi nudi, allegramente dipinti, erano felicemente ostentati. Nella foto, un raduno hippy del 1969 in occasione del festival musicale "Isle of Wight" in Inghilterra.
In quegli anni si diffuse anche il movimento della "body art", in cui il corpo non diventa solo tela per colori. Le opere degli artisti sono vere e proprie performance, prevalentemente basate sui più estremi tentativi di modificazione estetico-funzionale del proprio corpo.

Dipingersi il corpo può essere un modo per cammuffare la propria personalità e assumerne una nuova. La psicoanalista Eugène Lemoine-Luccioni scrisse: "La pelle è deludente. Nella vita si ha solo la propria pelle e c'è un equivoco nei rapporti umani perché non si è mai quello che si ha: uno ha la pelle di coccodrillo e vorrebbe essere un cagnolino".
La stessa contraddizione si legge nell'espressione di questa ragazza che un pennello sta trasformando in rettile! Siamo alla manifestazione "Body art and Graffiti" che si tiene annualmente a Sofia (Bulgaria).

A volte l'esibizione di corpi dipinti diventa una forma di protesta o un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica su temi scottanti. Recentemente un'attivista messicana, Leonora Esquiviel, si è spogliata, dipinta il corpo come una tigre e rinchiusa dentro una gabbia. Il tutto in bella vista, nella piazza di Coyoacan, quartiere coloniale di Città del Messico, per protestare contro l'uso di animali esotici all'interno di circhi.
Nella foto, una manifestazione simile svoltasi nel 2002 di fronte alla Casa Bianca e organizzata da PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), la più importante associazione animalista americana.

Un'allegra scampagnata ha inaugurato il Body Art Bike Ride di Sidney, una corsa ciclictica sui generis in occasione della quale si è avviata una raccolta di fondi per la ricerca sul cancro. Una mise "unicolor" come quella di questi inusuali ciclisti è piuttosto veloce da realizzare: disegni molto complicato possono richiedere invece anche 13-14 ore di seduta.

Anche la competizione a cui ha partecipato questa "donna di cuori", la "Body Spectre" a Cape Town (Sud Africa), aveva un obiettivo nobile, quello di raccogliere fondi da destinare alla cura di bambini sieropositivi.

La body art rappresenta un modello comunicativo alternativo all'abbigliamento o al tatuaggio. Ne fanno gran uso anche i tifosi che negli stadi esibiscono pittoreschi dipinti che riprendono i colori della squadra del cuore. Per vedere alcuni colorati maquillage dei "malati di tifo", clicca qui. A volte però i messaggi dei corpi dipinti sono più impegnati, come le pance dipinte che hanno sfilato a Londra di fronte al Parlamento per denunciare i 529 mila casi di donne che muoiono ancora ogni anno di parto nei paesi in via di sviluppo.

Di tutt'altro tono i messaggi che si sono visti nel corso della fiera dedicata all'industria dello spettacolo a luci rosse, "Sex & Entertainment Fair". La manifestazione che si è svolta a Città del Messico nel febbraio del 2005 ha avuto più di 120.000 visitatori. La modella della foto mostra le sue grazie e ne approfitta per un esplicito invito al sesso sicuro.
Tutto sull'industria del sesso, nella fotogallery "Presi nella rete del sesso".

Cosa non si fa per accaparrarsi un premio! In Russia la compagnia telefonica EUROSET ha organizzato una campagna promozionale del tutto inusuale. Niente cartelloni pubblicitari strabilianti, però: si è organizzata una performance in un negozio del centro di Mosca in cui le persone erano invitate a spogliarsi e a improvvisarsi artisti del corpo. In palio per ognuno di questi impavidi… un telefonino gratis!

Nella lingua inglese, la vending machine non è altro che il distributore automatico delle bibite... Come lo chiamereste se invece di esserci un normale meccanismo elettronico, ci fosse una donna a passarvi la bibita selezionata? A scopo pubblicitario, la donna in questione è stata trasformata, con un disegno sul corpo dipinto ad hoc, in una bottiglietta vivente di Coca-Cola, che fa bella mostra in uno speciale distributore di bibite nel pieno centro di Seul. Impossibile non fermarsi!

Finalmente qualcosa che i calvi possono fare e i capelloni no. Quando ha iniziato a perdere i capelli Philip Levine, da Londra, non si è perso d'animo e ha pensato di sfruttare la calvizie per una divertente e innovativa forma d'arte. Con l'aiuto dell'artista inglese Kat Sinclair, specializzata in body art, ha trasformato la sua testa pelata in una tela su cui sbizzarrirsi con colori e materiali inusuali. Ad oggi il suo cranio rasato ha ospitato disegni di farfalle, puntine, aghi impiantati con la tecnica dell'agopuntura, chicchi di caffè, zuccherini colorati e persino mille cristalli Swarovski. Con un'autoironia e una creatività che sono una vera ispirazione per chi è alle prese con l'alopecia.
Una gallery dedicata alle illusioni del bodypainting (guarda)
Body art, tra passato e presente

Un corpo dipinto da cambiare, come si cambia un abito. Il body painting, ispirato alla body art esplosa negli anni '70 come ribellione e rottura degli schemi, diventa di gran moda nell'attuale società del trasformismo. Come tavolozze viventi, gambe, spalle e seni si decorano con disegni e arabeschi, ma assomigliano poco ai corpi allegramente dipinti e ostentati degli hippy.

Oggi modelli scultorei si pavoneggiano in eventi, gare e sfilate modaiole, come quello della foto che ha preso parte alla gara internazionale di Body Painting giunta alla diciottesima edizione. I sedici artisti giunti a Bruxells da tutta Europa per l'occasione avevano solo 4 ore per preparare le loro creazioni.