L'invasione degli ultra-ballerini

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Che cosa accadrebbe se i ballerini invadessero ogni angolo della metropoli? Il fotografo Usa Jordan Matter ha fatto la prova a New York e Montréal: usare gli spazi della città per attività quotidiane, come bere il caffè, fare la spesa o prendere la metropolitana, in modo a dir poco insolito e fantasioso. Lo scopo? "Divertire, stupire, ispirare".
 
Michelle Fleet sembra fluttuare a due metri dal suolo, leggera come il pensiero: in realtà è stata fotografata all'apice di un salto. Come gli altri ballerini, non ha usato trampolini né cavi sospesi, ma solo la forza delle sue gambe e molto allenamento. Columbus Circle fa da sfondo ai suoi pensieri: questa raccolta è un po' un tributo alla città natale del fotografo, originario di New York.

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Jeffrey Smith vuole prendere... al volo la metropolitana a Times Square. Il tempismo è una qualità essenziale, per il fotografo, e non solo per fotografare salti e piroette: per cogliere l'attimo bisogna essere precisi. Come nel caso di questo insetto impollinatore o di questo sorprendente incindente motociclistico del 1955.

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Scrivere il menu su una lavagna del Joe Coffè di New York? Soltanto Kile Hotchkiss può farlo in questo modo, senza rete di sicurezza! Il concetto che Matter vuole far passare è la profonda commistione tra bellezza e forza, che non è solo un esercizio da svolgere sul palcoscenico: è uno stile di vita.

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Si sa che alle donne piace far compere, ma a Madison Avenue Arianna Bickle sembra particolarmente euforica. Secondo alcune ricerche, il nostro modo di fare shopping dice molto sulla nostra personalità: tu di che shopping sei?

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Ogni studente sotto esami sa quanto sia facile addormentarsi sul banco della biblioteca, con la testa mollemente abbandonata sul libro. Anche Michelle Fleet si rilassa... a modo suo, nella biblioteca pubblica di New York. Che libro stia leggendo, non ci è dato saperlo, ma molti insonni pagherebbero il tomo a peso d'oro.

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In ufficio ti aspetta troppo lavoro per sederti con calma alla tavola calda? No problem: per per Sarah Bumgarner un panino al... volo è un'occasione per sgranchirsi le gambe al Chelsea Market di New York. Ma il salto è un'arte antica: ecco come se la giocavano nell'antica grecia.

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All’ingresso del metrò a Montréal (Canada), Alyssa Desamais legge un libro in una posa plastica. È particolarmente scioccante vedere gente che balla per le vie di grandi città, dove la gente tende a “comportarsi bene” e a non farsi notare con atti che potrebbero metterla in ridicolo. Uno degli obbiettivi di Matter era quello di stimolare questa riflessione.

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Ci sono molti modi per attraversare la strada. Sulla 42nd, a New York, Minsung Kim ha scelto il suo. E se si usano le mani per camminare, si possono usare i piedi per fare altre cose.

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I nostri amici a 4 zampe vanno portati fuori 3 volte al giorno: uno spasso per Gelan Lambert, che sembra quasi sul punto di scavalcare i confini della realtà per entrare nel murales. Matter ha voluto che i ballerini partecipassero alla costruzione della “storia” proponendo i loro passi migliori e lasciandosi ispirare dall'ambiente e dalle sue possibilità.

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Anne Laure fa l'autostop sulle strade di Montreal. Per fortuna non si trova in Nigeria, dove il pollice all'insù equivale al nostro dito medio alzato: nonostante lo stacco di gamba forse susciterebbe reazioni ostili da parte degli automobilisti. Ecco un "gestibolario" utile per non commettere errori grossolani.

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Stazione di Grand Central, NY: Francisco Graciano sembra quasi un cartone animato, tanto la sorpresa è stampata sul suo volto e nel suo salto. Una curiosità: i ballerini hanno collaborato con Matter per l'entusiasmo e per il prestigio, ma non sono stati pagati per le foto!

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È l'ora di punta e sul tram non sai dove sederti? Pensa laterale! È quello che ha fatto Jeffrey Smith optando per una soluzione sospesa a metà tra passeggero e pipistrello. Cerchi altri spunti per allenarti al pensiero alternativo?

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Sullo sfondo di una delle vie principali di NY i passanti si fermano ad ammirare il volo di Annmaria Mazzini, la ragazza in rosso: la gravità non sembra un problema per lei, che pare pesare quanto una goccia di pioggia. In un'intervista, Jordan Matter ha dichiarato che in queste foto il “pubblico” svolge un ruolo fondamentale: non soltanto stimola nel ballerino l'attitudine all'esibizione, ma con le sue reazioni ed emozioni è parte integrante della performance. Non per niente la raccolta si intitola “Ballerini tra noi”.

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Adrienne Hayes è una fra i tanti turisti e cittadini che si godono il Fort Tyron Park di New York. La differenza? La sua disinvoltura fa dubitare se sia lei ad essere al contrario, o il mondo. Fare del corpo umano un'opera d'arte è sempre più frequente: sculture viventi che, al contrario del David di Michelangelo, con la propria performance creano un evento unico, rivisitabile solo attraverso foto e filmati.

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Appesa a testa in giù, Kristina Hanna consulta una mappa di New York, apparentemente comodissima e concentrata sulla sua prossima destinazione. Il corpo come opera d'arte, sì, ma non solo da vivo: il corpo umano è oggetto d'arte anche dopo la morte, quando non esprime più la bellezza e l'equilibrio come in questa foto, ma può essere portatore di altri messaggi.

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Mentre la sera scorre tranquilla al Lincoln Center, la sagoma di Dorothy O'Shea si staglia perfetta contro le luci della fontana. Il fascino delle ombre accompagna il genere umano fin dalla sua comparsa: dalle leggende tribali raccontate alla luce dei falò, che esaltano i chiaroscuri e creano lunghe ombre suggestive, alle ombre cinesi, che ingannano persino gli imperatori.

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Se per Jake Szczypek può anche essere comodo leggere il giornale il quella posizione, non si può certo dire che renda la vita facile al povero lustrascarpe che cerca di lavorare: uno degli ultimi rimasti a New York, dove, come anche in Europa, questo mestiere va rapidamente scomparendo (come stupirsi, con clienti così?). Guarda le foto dei lettori sui mestieri in estinzione e la raccolta delle professioni più strane e disgustose!

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É quello che sembra pensare Robert, mentre guarda terrorizzato la mano armata di Annmaria: cosa può aver fatto per scatenare una tale reazione? Ma probabilmente verrà perdonato: una ricerca Usa suggerisce che il perdono sia un tratto tipico del genere femminile.

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...e anche le posizioni per adorarLo! Liz Beres nella cattedrale di St Patrick raggiunge il massimo della concentrazione conciliando la preghiera con l'esercizio del corpo: è un concetto comune a molti filoni religiosi, soprattutto orientali. La spiritualità umana prende forma in una miriade di rituali: c'è chi prega nuotando, chi ricopre d'oro gigantesche pietre e chi più ne ha più ne metta.

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...ma di sicuro è una buona pubblicità per il proprietario di questo locale, uno dei più famosi di NY dove si possono mangiare panini giganteschi standosene comodamente sdraiati sul bancone. Almeno se siete ballerini professionisti durante un servizio fotografico.

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Minsung Kim sceglie una seduta alternativa per godersi una pausa rigenerante. L'impressione di staticità nasconde però un grande impegno e chissà quanti scatti di prova! Guardate le "prove di scena".

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Qualche volta una particolare location attira l'attenzione di Matter; non sempre, però, sono posti in cui è concesso fare foto! È il caso di questo scatto, ambientato nell'Apple Store di New York, dove il fotografo sapeva di “avere più o meno 45 secondi” prima di essere placcato dalla sicurezza. Poco male, comunque: difficilmente una ballerina, anche esperta come Tenealle Farragher, può mantenere una spaccata del genere per un tempo prolungato; e pochi secondi sono ugualmente sufficienti per catturare l'immagine.
Matter ha dichiarato che presto aggiungerà nuove foto alla serie, lungi dall'essere conclusa: seguila su jordanmatter.com.

Che cosa accadrebbe se i ballerini invadessero ogni angolo della metropoli? Il fotografo Usa Jordan Matter ha fatto la prova a New York e Montréal: usare gli spazi della città per attività quotidiane, come bere il caffè, fare la spesa o prendere la metropolitana, in modo a dir poco insolito e fantasioso. Lo scopo? "Divertire, stupire, ispirare".
 
Michelle Fleet sembra fluttuare a due metri dal suolo, leggera come il pensiero: in realtà è stata fotografata all'apice di un salto. Come gli altri ballerini, non ha usato trampolini né cavi sospesi, ma solo la forza delle sue gambe e molto allenamento. Columbus Circle fa da sfondo ai suoi pensieri: questa raccolta è un po' un tributo alla città natale del fotografo, originario di New York.