8 film ispirati a una storia vera, che non immagineresti

I film campioni di incasso che hanno preso spunto da una storia vera? Molti e... insospettabili. Non solo quelli che ci aspetteremmo, come Titanic, ma anche film d'azione, diversi horror truculenti e persino il re dei film musicali moderni. Perché spesso per mettere in movimento l'immaginazione basta un articolo di giornale. Leggere per credere

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Fast & furious. Il primo film della serie Fast & Furious è del 2001: lo spunto agli sceneggiatori glielo fornì un articolo sulle corse di auto clandestine, scritto nel 1998 dal giornalista Kenneth Li Raphael e pubblicato sulla rivista americana Vibe. Il titolo? Racer X. Nell'articolo si parla di Estevez, un giovane pilota che sogna i circuiti automobilistici legali e intanto si fa le ossa (e i soldi) tra le strade di uptown Manhattan, a New York. Attento a non farsi beccare dalla polizia.

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Nightmare. Incredibile ma vero: una delle saghe horror più famose di tutti i tempi, prende spunto da una serie di articoli del Los Angeles Times, sulla morte di alcuni giovani rifugiati asiatici in seguito a degli incubi notturni. A rivelarlo è stato lo stesso Wes Craven, regista dei Nightmare e inventore di Freddy Krueger, in un'intervista a un sito di appassionati

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La febbre del sabato sera. Si intitolava i Riti tribali del nuovo sabato sera l'articolo pubblicato nel 1976 dal New York Magazine a firma del giornalista Nik Cohn. Era la storia di un ragazzo di Brooklyn che usa la discoteca come fuga dalla sua vita travagliata. Proprio come il Tony Manero interpretato da John Travolta, nel film che ha contribuito al boom della discomusic in tutto il mondo.
Peccato che 20 anni dopo il film, l'autore dell'articolo abbia rivelato che in realtà era pura invenzione: l'eroe della sua storia non esisteva. O meglio: è diventato reale solo dopo l'uscita del film quando tante ragazze e ragazzi in tutto il mondo, sono stati contagiati dalla febbre di Tony Manero.

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Lo squalo. Il film di Steven Spielberg (nella foto tra le fauci del protagonista) del 1975 è tratto dall'omonimo romanzo di Peter Benchley. Ma la storia in realtà ha molti punti di contatto con una vicenda realmente accaduta nel 1916 in New Jersey, dove uno squalo uccise diverse persone nelle acque di Beach Haven e alla foce del Matawan Creek, per poi fuggire in mare aperto. La storia è nota come Jersey Shore Shark attack.
Guarda anche: il dietro le quinte del film "Lo Squalo".

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Die Hard. Nel 1997, la rivista americana Wired pubblicò un articolo dal titolo Addio alle armi, nel quale il giornalista John Carlin spiegava come nel post Guerra Fredda, il vero pericolo per la sicurezza nazionale proveniva da terroristi informatici. Tanto bastò ai produttori di Die Hard per disegnare l'identikit di un gruppo di criminali che conducono una serie di attacchi cyber-informatici al governo. Ma non avevano fatto i conti con John McClane/Bruce Willis (questo però nell'articolo non era previsto).

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Il silenzio degli innocenti e Psycho. Cos'hanno in comune i due thriller? Facile: entrambi sono stati ispirati alle gesta del serial killer Eddie Gein, arrestato nel 1950, dopo che la polizia trovò in casa sua una serie di cadaveri di persone che egli aveva rapito e ucciso, indugiando in rituali macabri e raccapriccianti. Alla sua storia si ispirò anche un altro horror famoso: Non aprite quella porta.

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La tempesta perfetta. Ha tutta l'aria della trasposizione cinematografica di un romanzo di avventura, in stile il Vecchio e il mare di Hemingway. Invece il film con George Clooney, Mark Wahlberg e Diane Lane si basa in realtà su The Storm, un reportage di Sebastian Junger pubblicato nel 1994 dal magazine Outside, che tre anni dopo è diventato un libro intitolato La tempesta perfetta: la vera storia di un uomo contro il mare.

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Quel pomeriggio di un giorno da cani. È un film del 1975 con Al Pacino che racconta la storia di una rapina in una banca di New York e dei due rapinatori che per ore avevano tenuto in ostaggio dipendenti e clienti della banca dopo che la polizia aveva circondato l'edificio. Il film è tratto da una storia vera, raccontata in un articolo di P. F. Kluge e Thomas Moore uscito sulla rivista Life nel 1972.

Fast & furious. Il primo film della serie Fast & Furious è del 2001: lo spunto agli sceneggiatori glielo fornì un articolo sulle corse di auto clandestine, scritto nel 1998 dal giornalista Kenneth Li Raphael e pubblicato sulla rivista americana Vibe. Il titolo? Racer X. Nell'articolo si parla di Estevez, un giovane pilota che sogna i circuiti automobilistici legali e intanto si fa le ossa (e i soldi) tra le strade di uptown Manhattan, a New York. Attento a non farsi beccare dalla polizia.