Dal sesso all'arte: 5 attività da sonnambuli
Quello dei sonnambuli che, durante il sonno, si limiterebbero a camminare, è solo un cliché. Durante questa "attività automatica" notturna, c'è infatti anche chi parla, fa sesso, dipinge e... uccide.
Un volto inclinato facilita le interazioni sociali
La diversa angolazione del capo fa sì che ci si concentri di più sugli occhi e rende più rassicurante il contatto visivo: uno studio utile anche per comunicare con chi soffre di autismo.
Che cosa rivelano di noi i regali di Natale
Dimmi che regalo di Natale fai e ti dirò chi sei: egocentrico, riciclatore, ritardatario... Ecco 10 profili di donatore ricostruiti da psicologi ed economisti.
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Perché i dolci piacciono così tanto?
Perché i cibi zuccherini sono percepiti come piacevoli, mentre quelli amari suscitano diffidenza?
Come guarire dal mal d'amore
Il tuo ex ti ha lasciato e ti senti uno straccio? Per superare la botta ecco tre strategie scientifiche che funzionano (nel lungo termine).
Gli occhialuti sono più intelligenti
Non è soltanto uno stereotipo: esiste un legame genetico tra performance cognitive e difetti visivi. Ma i quattrocchi sono anche più longevi e meno a rischio ipertensione.
Le parole prima di morire
Uno studio ha analizzato le ultime dichiarazioni dei condannati prima della sentenza capitale: più che rabbia o paura, nei loro discorsi prevalgono emozioni positive, dall'amore al perdono.
Mentiamo col sorriso: è scientifico
Non ci si può più fidare neanche di un sorriso: potrebbe nascondere una subdola bugia.
Dipendenza dalla tecnologia: sei cose da sapere
La tecnologia è come una droga? Porta a un maggior numero di suicidi? Il dibattito è aperto.
Fidarsi (dell'intuito) è bene. Ecco perché
L'esaltazione del pensiero analitico ha attribuito alle sensazioni "di pancia" la fama di reazioni primitive e inaffidabili: eppure sono anch'esse predizioni del cervello, spesso molto efficaci.
Perché i nomi ci rallentano il discorso
Uno studio ha misurato il tempo necessario per pronunciare verbi e sostantivi. Con i nomi impieghiamo molto di più, come se il nostro cervello dovesse fare uno sforzo maggiore.