9 verità sul sesso

Non sono le uniche, ma rispondono a una serie di falsi miti.

sessofantasiecon_h_9.04398562preliminarimrsrobinsonipa_c3bx6kipa_cb80w31416941309_017venus_and_mars_national_galleryApprofondimenti
sesso

I genitali maschili si sviluppano da quelli femminili. L’identità sessuale del feto è indistinguibile fino alla settima settimana di gravidanza. In pratica, fino ad allora pene e vagina sono quasi la stessa cosa. Solo dall’ottava settimana una pioggia di ormoni maschili dà inizio alla differenziazione. Eccoli. Alla diciassettesima settimana si iniziano a distinguere i testicoli (1) e il pene (2) di un maschietto. Nelle foto (3) e (4), rispettivamente le ovaie e il clitoride di una femmina dopo 20 settimane. Senza ormoni saremmo tutti femmine.

fantasie

Le fantasie sessuali sono fondamentali. Il cervello non è soltanto la sede delle centraline che guidano, grazie a una cascata di ormoni, lo svolgimento del rapporto sessuale, ma è il fondamentale artefice delle fantasie che scatenano il desiderio. Come scrisse lo psicosessuologo neozelandese John Money, «il più potente organo sessuale sta tra le orecchie».
Ma hanno più fantasie erotiche gli uomini o le donne? Secondo varie ricerche, il 90% degli uomini e l’80% delle donne fa volare l’immaginazione. Con contenuti diversi: per gli uomini riguardano soprattutto il sesso orale, quello con una partner diversa o con due donne; le donne, invece, immaginano di fare sesso con il proprio partner ma anche con un altro uomo, rivivere un’esperienza passata, fare l’amore in modo romantico in un luogo speciale.

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Dopo il parto, la donna ha un calo di libido. Sì, ma non sempre. Nel caso avvenga, può essere dovuto a due fattori: all’aumento dell’ormone prolattina dovuto all’allattamento, che inibisce il desiderio, e a un fattore psicologico e fisico dovuto all’impegno richiesto dal bambino nel primo periodo di vita.

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I preliminari servono sempre. Sì, per il semplice fatto che la donna raggiunge il cosiddetto “plateau”, ossia il punto di eccitazione da cui può partire l’orgasmo, in un tempo molto superiore all’uomo. I preliminari non solo favoriscono l’aumento del desiderio femminile, ma soprattutto la lubrificazione, che rende più semplice la penetrazione. Senza lubrificazione non si raggiunge una adeguata stimolazione, con il risultato che il coito può essere doloroso.

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La menopausa non è la fine dell’attività sessuale. Il fatto che fertilità e sessualità siano collegate tra loro è un mito, una credenza che va sfatata. È vero anzi il contrario: molte donne, quando entrano in fase di menopausa, rispondono meglio all’eros, in quanto completamente liberate dal timore di un concepimento.

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Il sesso dopo una certa età non fa male alla salute. Anzi, è un vero e proprio toccasana. Perché oltre al piacere stimola anche diverse funzioni, tra cui quelle respiratorie e cardiocircolatorie. Non solo: nel momento dell’orgasmo si producono le endorfine, molecole del piacere che incidono molto positivamente anche a livello psichico. Solo nei casi in cui un individuo soffra o abbia sofferto di disturbi cardiovascolari è bene che sull’attività sessuale interpelli il medico. In tutti gli altri casi non vi sono controindicazioni. Anzi, il sesso è un’ottima “ginnastica aerobica” anche per chi non è più giovane e aitante.

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La donna può essere multiorgasmica, l’uomo no. Vero: nell’uomo infatti dopo un amplesso esiste il “periodo refrattario”, un lasso di tempo indispensabile perché i suoi organi genitali interni si preparino per un’altra eiaculazione. Nella donna invece questo non avviene, o è limitato a un periodo di tempo di pochi minuti.
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Esistono esercizi per aumentare il tono vaginale. Si chiamano esercizi di Kegel (non sono quelli della foto, tranquilli), dal nome del ginecologo che li mise a punto negli anni ’50. Consistono nell’esercitare i muscoli pelvici contraendoli come si fa quando è necessario trattenere l’urina. Praticati quotidianamente aumentano il tono del muscolo vaginale e quindi la “performance” di lei e il piacere di lui.

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Esistono uomini che hanno un’eiaculazione ritardata. Sì. A volte questo fenomeno viene scatenato dall’assunzione di farmaci come per esempio gli antidepressivi. Spesso però il motivo è psicologico: si tratta di individui che faticano a lasciarsi andare, ad abbandonarsi totalmente all’orgasmo. Sono uomini che stanno sulla difensiva, che nella vita hanno bisogno di tenere tutto sotto controllo e quindi non si permettono di abbandonarsi a un piacere assoluto. Non èil caso di Marte, ritratto da Botticelli insieme a Venere.

I genitali maschili si sviluppano da quelli femminili. L’identità sessuale del feto è indistinguibile fino alla settima settimana di gravidanza. In pratica, fino ad allora pene e vagina sono quasi la stessa cosa. Solo dall’ottava settimana una pioggia di ormoni maschili dà inizio alla differenziazione. Eccoli. Alla diciassettesima settimana si iniziano a distinguere i testicoli (1) e il pene (2) di un maschietto. Nelle foto (3) e (4), rispettivamente le ovaie e il clitoride di una femmina dopo 20 settimane. Senza ormoni saremmo tutti femmine.