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San Valentino: perché l'amore è come una droga?

A San Valentino siamo più romantici? Eppure l'amore, come tutte le emozioni e i sentimenti che proviamo, scatena modificazioni fisiologiche e biochimiche nel nostro organismo. E andiamo un po' fuori di testa.

Per San Valentino tanti cuori e romanticherie? Eppure, la scienza ci dice che l'amore è come una droga. Soprattutto quando ci innamoriamo, siamo una fabbrica di ormoni e neurotrasmettitori - dopamina, noradrenalina, serotonina, ecc. - che agiscono come droghe naturali. Sono quelle che possono farci sentire in paradiso oppure, come ci hanno raccontato i poeti, farci soffrire le pene dell'inferno. 

il cervello che brilla. D'altra parte, che qualunque emozione o sentimento umano sia legato a modificazioni fisiologiche e biochimiche del nostro organismo, si sa. Alla passione degli innamorati corrisponde infatti una precisa attività di alcune aree del cervello, verificabile attraverso tecniche di visualizzazione cerebrale come la Pet (Positronemission tomography) o la Risonanza magnetica funzionale, durante le quali i ricercatori sondano il cervello dei soggetti mentre guardano foto dell'amato o dell'amata.

Tra i tanti studi, uno dei più famosi è quello di Helen Fisher e del suo team della Stony Brook University di NewYork. Esaminando il cervello di 37 innamorati, Fisher ha riscontrato che si verificava un'ondata di attività in una minuscola zona alla base del cervello, detta area tegmentale ventrale: qui alcune cellule sono specializzate nella produzione di dopamina, uno stimolante naturale. La studiosa ha spiegato che si tratta proprio della stessa zona che si "accende" quando l'assunzione di cocaina provoca euforia.

non essere geloso. Gelosia e Un altro studio importante è quello di Stephanie Ortigue della Syracuse University (Usa), con il quale sono state individuate le 12 aree del cervello che lavorano insieme per rilasciare altre sostanze chimiche tipiche dell'amore, tra le quali l'ossitocina (il cosiddetto ormone dell'amore che approfondisce i sentimenti di attaccamento e di gelosia), e la vasopressina (collegata alla fiducia, all'empatia e alla monogamia sessuale).

Un altro filone di studi, che ha confermato e approfondito quanto si è visto nelle immagini cerebrali, è quello svolto sull'analisi biochimica del sangue. Tra i primi a dimostrare, in questo modo, che l'innamoramento è quasi una "forma di transitoria follia" è stata Donatella Marazziti, neuropsichiatra dell'Università di Pisa. In un famoso studio, la ricercatrice ha riscontrato che nei soggetti innamorati vi era una riduzione della serotonina, uno dei principali messaggeri chimici del cervello, che normalmente è associato al buon umore: strano quindi vederne livelli così bassi, considerando l'entusiasmo che caratterizza gli innamorati.

fuori di testa. Senonché la riduzione di questo neurotrasmettitore è simile a quella già rilevata in tanti pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo, ed ecco allora spiegato il collegamento: il pensiero ossessivo focalizzato sul partner che sembra la caratteristica più specifica dell'innamoramento giustifica i bassi livelli di serotonina. «Quando siamo innamorati siamo su di giri e spesso euforici, oppure alterniamo momenti di gioia ad altri di sconforto se il partner ci tiene sulla corda», spiega Marazziti. «Il pensiero è costantemente rivolto all'altro, che trasfiguriamo come l'essere più straordinario che esista sulla Terra e spesso perdiamo interesse nelle attività quotidiane che ci sembrano inutili e banali».

In un altra ricerca più recente, pubblicato sulla rivista americana CNS spectrums, il gruppo di Pisa guidato da Marazziti ha poi aggiunto un altro tassello alla complicata trasformazione biologica del corpo degli innamorati, confermando concentrazioni più alte di un altro neurotrasmettitore, la dopamina, associato alla gioia, all'aumento di energia e al desiderio. 

cuore matto. Nell'innamoramento c'è anche una stretta correlazione tra ciò che avviene a livello neuronale e il cuore. Per esempio, nel corso delle sue fasi iniziali, il forte coinvolgimento emotivo fa scattare nel sistema nervoso centrale un segnale di allerta che attiva le ghiandole surrenali e innesca il rilascio di sostanze chiamate catecolamine (come adrenalina, noradrenalina e cortisolo): un'incontrollabile tempesta ormonale che aumenta la pressione cardiaca anche di 10 battiti al minuto. Ed ecco perché sudorazione, palpitazioni, bocca secca e vampate di calore possono essere il modo con cui il corpo ci segnala che ci stiamo innamorando.

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14 febbraio 2021 Fabrizia Sacchetti
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