Comportamento

Un vaccino digitale contro le fake news

L'università di Cambridge ha realizzato un videogioco che insegna a riconoscere ed evitare le notizie false. E... no, non è una fake news.

Avete mai pensato di diventare di diventare veri esperti di fake news e di costruirvi un impero mediatico diffondendo menzogne e falsità create ad arte per fini politici, economici o entrambi?

L’opportunità per diventare campioni di disinformazione arriva dall'Università di Cambridge che non è impazzita, offrendo corsi per diventare "untori" dell'informazione, ma che qualche giorno fa ha pubblicato il videogames Bad News.

Si tratta di un gioco online - il primo del suo genere - il cui obiettivo è quello di ottenere il maggior seguito possibile creando e condividendo sui social notizie tarocche, ma credibili, a sfondo politico, economico o di costume.

Se le conosci le eviti. Secondo Sander Van der Linden, direttore del Social Decision Making Lab dell’ateneo, il gioco permetterà agli utenti della rete di conoscere i meccanismi di costruzione e diffusione virale di una fake news e darà loro gli strumenti necessari per riconoscerle ed evitarle.

Il gioco è insomma una specie di vaccino digitale che dovrebbe immunizzare le persone dai pericolosi effetti delle notizie false.

Diventa Campione di tarocchi. Il funzionamento di Bad News è relativamente semplice: lo scopo del gioco quello di collezionare il maggior numero possibile di follower condividendo falsità e sviando l’attenzione quando il rischio di essere scoperti diventa troppo alto. Il tutto senza perdere credibilità con il proprio pubblico.

Per diventare supercampioni di Bad News bisogna rispondere a una serie di domande (in inglese) e superare con successo sei diversi livelli: per esempio si potrà decidere di utilizzare un falso account Twitter di Donald Trump e inviare una dichiarazione di guerra alla Corea del Nord.

Alla fine di ogni prova, il gioco chiede agli utenti come si sentono, se sono soddisfatti di ciò che hanno fatto o se ne provano vergogna.

Rischio calcolato. Il gioco rimarrà online per i prossimi sei mesi: in questo periodo di tempo i ricercatori analizzeranno il comportamento dei giocatori e somministreranno loro dei questionari per valutare la capacità di riconoscere le notizie false.

Ma non c’è possibilità che il gioco spinga gli utenti verso il lato oscuro della disinformazione? «È un rischio che vale la pena correre», spiega Van der Linden, «visto l’alto numero di persone che permetterà di salvare».

21 febbraio 2018 Rebecca Mantovani
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