Per chi suona la campanella

A poche ore dallo squillo della prima campanella dell'anno Focus.it vi propone una "gita fotografica" nelle scuole dei diversi paesi del mondo, tra guerrieri masai che insegnano come sopravviere nella savana e tecnologie da film di fantascienza.

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C'è poco da fare: la scuola sarà bella ma a volte è un po' noiosa. E anche questa bambina di Anayama, un villaggio della Costa d'Avorio, sembra non vedere l'ora che la lezione di matematica finisca.

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Un gruppo di bambine iraniane vestite con abiti tradizionali in una scuola di Teheran, in Iran.
L'Iran è uno di paesi mediorientali con il tasso di alfabetizzazione più elevato e la maggioranza degli studenti universitari, circa il 60% è composto da donne.
Ma per le studentesse di Teheran la vita accademica è tutt'altro che facile: uomini e donne siedono in aula in file separate e le biblioteche, le mense e tutti gli altri spazi comuni sono progettati per ridurre al minimo i contatti tra i sessi.

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Una studentessa completa il suo esame in una scuola coranica di Dubai, negli Emrati Arabi Uniti.
L'antica tradizione di decorarsi mani, caviglie e altre parti del corpo con l'hennè, tipica di questo paese,  è stata recentemente messa sotto accusa da uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Al Ain, che hanno rilevato una stretta correlazione tra l'impiego di questa tintura e lo sviluppo di pericolose forme di leucemia mieloide acuta.

Ti senti pronto per affrontare il nuovo anno scolastico? Mettiti alla prova con il nostro test.

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Bambini orfani a causa dell'AIDS seguono le lezioni nelle aule di un centro di accoglienza in Kenya

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Un gruppo di giovani studenti kenyoti si raccoglie attorno al proprio insegnante, un moran, un guerriero Masai che insegnerà loro tutti i segreti della savana e le tecniche per sopravvivere in un ambiente inospitale e pericoloso.
E da qualche anno i Masai mettono le proprie competenze a disposizione anche dei manager delle aziende occidentali in particolari corsi di crisis management e problem solving.
Dalle tecniche di difesa dagli animali feroci all'allevamento delle capre, dalla caccia alla cura delle ferite con le erbe medicinali, il programma di questi master è decisamente fuori dal comune. Ma, a detta di chi vi ha partecipato, molto efficace.

Non sopporti i compiti? La scienza spiega perchè.

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In una scuola elementare di Canberra, in Australia, i bambini imparano fin da piccoli ad utilizzare le nuove tecnologie.
L'iniziativa è parte del progetto "Intelligent Nation", un ambizioso piano di sviluppo finalizzato alla crescita tecnologica del paese.

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I nomi degli animali della savana in inglese, kiswahili e dialetto locale sul quaderno di uno studente delle elementari in una scuola del Kenya.
Il Kiswahili, o swahili, è una lingua bantù parlata da oltre 90 milioni di persone tra Kenya, Tanzania e Uganda.
Una delle particolarità dello swahili è che le ventiquattro ore del giorno hanno una numerazione differente rispetto a quella utilizzata nel resto del mondo.
Dato che la zona di origine di questa lingua è praticamente sull'equatore, gli orari di alba e tramonto non cambiano mai nel corso dell'anno e cadono rispettivamente alle 6 del mattino e alle 18. Lo swahili conta le ore della giornata a partire dall'alba e dal tramonto: le 7 del mattino sono indicate dall'espressione saa moja asubuhi, letteralmente l'una del mattino. Allo stesso modo le sette di sera sono saa moja usiku, cioè l'una della notte.

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Che studino o meno, gli alunni della scuola di Patacancha, in Perù, possono guardare tutti dall'alto in basso: la scuola del loro villaggio, situato a più di 4.000 metri di altezza,  è probabilmente una delle più alte al mondo.
Abitato da circa 250 famiglie, questo villaggio è stato quasi comletamente isolato fino a non molti anni fa: la corrente elettrica, il telefono e le strade sono infatti arrivate solo da una quindicina di anni.

Vieni a scoprire la scuola più macabra del mondo...

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Non solo matematica e scrittura: nelle scuole dell'Etiopia il programma prevede anche lezioni di igiene personale e di nutrizione.
E a giudicare dagli sguardi attenti dei bambini ritratti in questa foto, devono essere anche molto interessanti,
In questa zona dell'Africa infatti, la scarsità di acqua e le ridotte conoscenze in materia igienico-sanitaria danno vita a un cocktail micidiale, responsabile della morte di migliaia di persone ogni anno.

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Una scuola elementare di Soweto, il sobborgo di Johannesburg (Sud Africa) che è stato prima la massima espressione dell'apartheid e in seguito, la culla del movimento culturale che a metà degli anni '90 ne ha decretato la fine.
Ma nonostante la fine del regime di segregazione razziale, la scuola sudafricana versa in condizioni drammatiche. La maggior parte degli istituti pubblici è frequentata da studenti appartenenti alla maggioranza nera di famiglie povere: spaccio, violenza e criminalità sono all'ordine del giorno e rendono di fatto impossibile portare avanti qualsiasi programma di studi.
Il Sud Africa, gigante economico della regione, sta correndo il rischio di essere il solo paese dell’Africa meridionale a mancare l’Obiettivo di sviluppo del millennio che prevede di migliorare l’accesso all’educazione primaria entro il 2015

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Bambini cinesi in una scuola elementare di Beijing fanno conoscenza con catene montuose, mari e fiumi su un grande mappamondo installato nel cortile del loro istituto.
In Cina gli studenti delle scuole elementari e medie sono circa 200 milioni, quasi 4 volte l'intera popolazione italiana.

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Fada (Chad). Niente costosi quaderni di carta ma lavagne e gessetti per gli alunni di questa scuola elementare.
Nel Chad l'accesso all'istruzione è molto difficile e oneroso. Se nei campi profughi gestiti dalle organizzazioni umanitarie le scuole sono affidate a personale preparato e qualificato, nei villaggi spesso sono del tutto inesistenti.
Nel migliore dei casi i genitori dei bambini si auto tassano per pagare qualcuno che sappia leggere e scrivere e che sappia come insegnarlo ai bambini.
Lo "stipendio" di uno di questi maestri non raggiunge i 20 euro al mese.
Secodo le stime delle Nazioni Unite nel Chad e in numerosi altri paesi dell'Africa centrale il tasso di alfabetizzazione informatica non raggiunge il 35%, contro il 97% dell'Italia e degli altri paesi industrializzati.

C'è poco da fare: la scuola sarà bella ma a volte è un po' noiosa. E anche questa bambina di Anayama, un villaggio della Costa d'Avorio, sembra non vedere l'ora che la lezione di matematica finisca.