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Parlez Vous English, Baby?

Uno studio recente rivela che i neonati riescono a distinguere fra due lingue diverse osservando le espressioni facciali di chi parla.

Parlez Vous English, Baby?
Uno studio recente rivela che i neonati riescono a distinguere fra due lingue diverse osservando le espressioni facciali di chi parla.

Fino ai sei-otto mesi, a un bambino basta guardarti per capire che gli stai parlando in una lingua diversa dalla solita. (Foto: © Sean Dreilinger)


I bambini di quattro mesi sono perfettamente in grado di capire se gli adulti attorno a loro parlano in una lingua piuttosto che in un'altra. Questa capacità scompare col tempo, ma finché c'è si basa sull'osservazione del volto e dei movimenti di bocca, occhi, naso e testa, piuttosto che dall'ascolto del ritmo delle parole.

La capacità di distinguere tra due lingue passa attraverso l'interpretazione della mimica facciale. (Foto: © oreses)
Parlami, ti osservo
I ricercatori dell'University of British Columbia di Vancouver (Canada) hanno tenuto sotto osservazione neonati inglesi di età compresa fra i quattro e gli otto mesi, a cui era stato mostrato un video senza audio in cui gli stessi volti, tutti femminili, leggevano un libro di favole prima in inglese e poi in francese. Lo studio, rilanciato da Science in questi giorni, ha evidenziato un considerevole aumento di attenzione da parte di tutti i bambini al momento del passaggio dalla lingua madre a quella straniera, segno che si erano accorti del cambiamento. A sei mesi l'abilità viene conservata, ma non a otto: questo perché, spiega Whitney Weikum, autore della scoperta, è come se il nostro cervello operasse nei primi mesi di vita una specie di selezione naturale, conservando la lingua che utilizza e rifiutando quella di cui non ha bisogno. Un fatto che non si verifica nei bambini bilingue, come quelli canadesi, che mantengono la capacità di riconoscere il cambio di idioma (dall'inglese al francese e viceversa) anche dopo aver superato gli otto mesi di vita perché non possono farne a meno.

Gesti a ritmo di linguaggio
I risultati sembrano convalidare le ipotesi avanzate da Laura-Ann Petitto, neuroscienziato cognitivo del Dartmouth College di Hannover, New Hampshire, da tempo impegnata nel campo della comunicazione infantile. I suoi studi sulle modalità espressive dei bambini, non solo udenti ma anche sordo-muti, hanno dimostrato che qualsiasi neonato rielabora le informazioni visuali che riceve. Bocca o mani non fa differenza: il ritmo della comunicazione non riguarda solo il linguaggio vocale, ma può essere appreso anche attraverso il linguaggio gestuale.

(Notizia aggiornata al 4 giugno 2007)

4 giugno 2007
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