Per chi suona l'iCampanella: le tecnologie della scuola digitale

Computer, internet e software, da soli, non fanno la scuola più moderna e non sono la soluzione a fenomeni dilaganti come l'abbandono scolastico, che vede l'Italia al quarto posto in Europa. Sono però strumenti che né la scuola né gli educatori possono ignorare, perché appartengono all'esperienza della "generazione digitale" e perché possono aiutare a risolvere piccole difficoltà in classe: nell'inchiesta Ribaltiamo la scuola, su Focus 240 in edicola dal 21 settembre, e in queste pagine mettiamo in relazione nuove tecnologie e vecchi problemi.

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Protagonista indiscusso della rivoluzione tecnologia che sta attraversando la scuola, il computer purtroppo non è ancora alla portata di tutti, soprattuto nei paesi più poveri.
E così negli ultimi anni sono nate diverse ONG con l'obiettivo di favorire l'alfabetizzazione informatica nei paesi in via di sviluppo,
Una delle più attive è OLPC - One Laptop per Child -  nata nel 2006 su inziativa di Nicholas Negroponte. Insieme ad alcune colossi dell'informatica e del web OLPC ha realizzato OX 1 (in verde nella foto), un notebook a basso costo e a basso consumo energetico ideale per permettere l'accesso alle risorse della rete anche ai bambini che abitano nelle zone più isolate del pianeta.
Dal 2007 a oggi OLPC ha distribuito  quasi 2 milioni di computer a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, tutti equipaggiati con sistemi operativi e software opensource.

La scuola nel mondo: come si studia negli altri paesi?

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Manine curiose si allungano su Surface, il computer multitouch già entrato in molte scuole degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Germania.
Si tratta di un grande dispositivo senza tastiera che può essere impiegato come lavagna interattiva da utilizzare con le dita per fruire di contenuti di ogni tipo, in un'esperienza d'uso simile a quella dei tablet.
Abbecedari parlanti, matematica multimediale, animazioni supersofisticate per studiare storia e geografia.... bello vero? Peccato che al momento l'offerta di software da utilizzare come strumento didattico su dispositivi di questo tipo sia ancora molto limitata. E l'offerta di prodotti in lingua italiana è praticamente nulla.

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Nella nuova scuola gessetti e cancellini sono ormai prossimi alla pensione: verranno sostituiti da mouse o, più semplicemente, da gestures, i movimenti delle mani attraverso le quali controllare le lavagne intelligenti o LIM (lavagne interattive multimediali.
Dal punto di vista tecnologico non sono altro che normali PC collegati a uno schermo o a un sistema di proiezione, equipaggiati con speciali software didattici.
Secondo numerosi studi, condotti soprattutto in Inghilterra dove questo dispositivo è entrato nelle scuole già da qualche anno, il principale vantaggio della LIM è nella visualizzazione: questa lavagna permette infatti all'insegnante e agli allievi di focalizzare l'attenzione sugli elementi più importanti della lezione. Non solo: la LIM parla la stessa lingua dei ragazzi. E' tecnologica, veloce, connessa e può essere integrata con tablet o altri dispositivi nelle mani degli allievi, per esempio per scaricare la lezione appena presentata dall'insegnante, riducendo all'osso la necessità di prendere appunti.

Studia chimica con la la tavola periodica multimediale di Focus.it

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L'anno scolastico 2012-13, in Italia, si è aperto all'insegna del tablet, che nel giro di qualche anno potrebbe sostituire i libri di testo con nuovi stumenti di studio multimediali, ma anche il registro dei professori, la pagella, il diario e ogni altro possibile pezzo di carta. A sostenerlo, lo scorso 12 settembre, in occasione del discorso di presentazione della nuova stagione di studi, il Ministro Francesco Profumo, che ha posto l'accento sulla necessità di dotare ogni classe italiana di almeno un PC e ogni insegnante di un tablet.
Eppure alcuni stati ci stanno ripensando: la Corea del Sud, il paese con la più alta penetrazione al mondo di ebook, ha deciso di rallentare la digitalizzazione della scuola intrapresa in maniera massiccia già da un paio d'anni. I motivi? Oltre ad azioni di lobbying da parte delle case editrici più tradizionali, in questo periodo sembrano aumentati a dismisura i casi di bambini e ragazzi con problemi alla vista legati all'utilizzo prolungato degli schermi, ma anche con disturbi del comportamento legati alla dipendenza da Internet.

Nella foto: due ottantenni di Bangkok a lezione di iPad, presso una scuola di tecnologia dedicata alla terza età.



Thai couple Orasri (L), 80, and her husband, Dereck Wangwiwatana, 84, participate in a basic learning course for the iPad at the Old People Playing Young (OPPY) IT school in Bangkok March 29, 2012. The IT school for senior citizens, which aims to help them keep up with technology, celebrated its 12th anniversary on March 26. REUTERS/Chaiwat Subprasom (THAILAND - Tags: ANNIVERSARY EDUCATION SOCIETY SCIENCE TECHNOLOGY

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Bastano una webcam, un account su Youtube e un po' di creatività per trasformare delle noiose lezioni di algebra, chimica, fisica e scienze in appassionanti video visti ogni giorno da migliaia di persone. E' ciò che ha fatto Salman Khan (nella foto), giovane agente finanziario di New Orleans con il pallino della matematica, che dal 2006 pubblica sul web dei video didattici prodotti in maniera del tutto artigianale per spiegare alla cuginetta come risolvere sistemi ed equazioni.
Sarà merito della voce rassicurante di Khan o del suo metodo didattico informale, ma nel giro di qualche mese le sue lezioni sono entrate nella top ten dei video più visti. Al punto da spingere il ragazzo ad abbandonare il lavoro in banca per fondare la Khan Academy la prima scuola globale di materie scientifiche che ha ormai al suo attivo oltre 3.300 video didattici tradotti in tutte le lingue, tra cui l'italiano.
A far concorrenza alla Khan Academy c'è Minute Physic, un canale di Youtube dove trovare brevi ma interessanti, e comprensibilissime, lezioni di fisica.
E se amate la stastistica non perdetevi i video di Hans Rosling, che spiega la crescita della popolazione mondiale con le scatole dell' Ikea

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Si chiama EDI Touch, ed è il primo tablet al mondo progettato specificatamente per aiutare i bambini affetti da dislessia, un disturbo dell'apprendimento che colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione scolastica. Chi ne soffre ha grandi difficoltà a leggere velocemente e correttamente a voce alta.
EDI Touch è un progetto tutto italiano, ideato e realizzato da Marco Iannone, informatico e papà di un bambino dislessico.
Basato su sistema operativo Android, questo tablet, attualmente in fase di beta test, è equipaggiato con software specifici sviluppati in collaborazione con psicologi e logopedisiti per aiutare i bambini dislessici nel loro percorso scolastico.

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Ma la scuola tecnologica ha anche un lato oscuro, e i primi a farne le spese sono gli studenti di Vitoria da Conquista, una cittadina del Brasile dove l'amministrazione comunale ha dichiarato una guerra senza quartiere alla piaga dell'abbandono scolastico.
Gli alunni degli istituti superiori della cittadina sono infatti stati obbligati a indossare un'uniforme scolastica dotata di GPS e un trasmettitore telefonico. Il sistema invia automaticamente un SMS ai genitori ogni volta che il ragazzo entra ed esce dal complesso scolastico e ogni volta che arriva a lezione con oltre 20 minuti di ritardo.
E in molte scuole italiane gli studenti sono ormai da qualche anno dotati di badge elettronico da "strisciare" all'entrata e all'uscita da scuola e che in caso di inopportune bigiate manda un SMS a mamma e papà.

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Cadaveri in decomposizione, droga, armi: ci sono scuole dove si studia anche così. Per esempio alla facolta di Scienze Applicate della Bournermouth University, in Gran Bretagna, dove si formano i futuri esperti in indagini scientifiche.
Qui gli studenti hanno a disposizione un vero e proprio set formato da due camere da letto, un soggiorno, una cucina e due bagni dove vengono ricostruiti con un livello di dettaglio a volte raccapricciante i crimini più efferati. In questi spazi, tra finte vittime e prove nascoste, gli studenti si esercitano dal vivo nella raccolta e nell'analisi delle prove.

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Assolutamente da provare per chi è alle prese con lezioni di scienze, chimica o biologia è ImageVis3D, un'applicazione realizzata dall'Università dello Utah, che mostra immagini tridimensionali di numerose parti del corpo umano, di molecole varie e di pezzi meccanici.
Il database si arricchisce periodicamente di nuovi dati e nuovi oggetti che possono essere manipolati con il mouse sullo schermo di un PC o direttamente con le dita dallo smartphone e dal tablet.
E se volete vedere come è fatto un corpo umano da dentro fare un giro su Zygotebody.com, un progetto opensource dove trovare modelli 3D completi e dettagliati del corpo umano.

L'incredibile museo di quadri 3D

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Nella nuova scuola scuola i pomeriggi passati a fare le ricerche in biblioteca saranno solo un racconto di genitori e zii: la Rete mette infatti a disposizione enciclopedie e risorse in grado di soddisfare anche i prof più esigenti e gli alunni più curiosi.
E non c'è solo Wikipedia:  se cercate informazioni sulle scienze della Terra un'ottima fonte è The Encyclopedia of Earth, sviluppata dalla Boston University, mentre per la biologia non potete non dare un'occhiata a Bioedonline, del Baylor College of Medicine.
Ancora in fase di realizzazione è invece l'Italianissima Biblioteca digitale della Scienza e della Tecnlogia, la prima biblioteca digitale scientifica del nostro paese. Promossa dal CNR e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha l'obiettivo di colmare il gap tecnologico che ci separa dagli altri paesi e sarà presto a disposizione dei cittadini.

Protagonista indiscusso della rivoluzione tecnologia che sta attraversando la scuola, il computer purtroppo non è ancora alla portata di tutti, soprattuto nei paesi più poveri.
E così negli ultimi anni sono nate diverse ONG con l'obiettivo di favorire l'alfabetizzazione informatica nei paesi in via di sviluppo,
Una delle più attive è OLPC - One Laptop per Child -  nata nel 2006 su inziativa di Nicholas Negroponte. Insieme ad alcune colossi dell'informatica e del web OLPC ha realizzato OX 1 (in verde nella foto), un notebook a basso costo e a basso consumo energetico ideale per permettere l'accesso alle risorse della rete anche ai bambini che abitano nelle zone più isolate del pianeta.
Dal 2007 a oggi OLPC ha distribuito  quasi 2 milioni di computer a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, tutti equipaggiati con sistemi operativi e software opensource.

La scuola nel mondo: come si studia negli altri paesi?