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I modi più strani e coraggiosi di andare a scuola

Guadano fiumi, marciano instancabili, sfidano altezza e vertigini: le fatiche quotidiane degli studenti più o meno fortunati del mondo per raggiungere le loro classi.

Per molti studenti il tragitto casa scuola è coperto da una breve corsa in auto o in bicicletta. Altri, prima di arrivare in classe devono affrontare imprese degne di un piccolo maratoneta: guadare fiumi, saltare su camion in corsa, camminare in equilibrio su sentieri pericolanti, attraversare zone di guerra e di confine. Proprio i percorsi lunghi e insidiosi sono uno dei principali ostacoli che impediscono a 50 milioni di ragazzi nel mondo di godere del diritto allo studio. Ecco alcuni dei viaggi più difficili e intrepidi che si affrontano per arrivare a scuola.

Nella foto, studenti attraversano un ponte collassato per alluvione vicino al villaggio indonesiano di Sanghiang Tanjung. La strada alternativa richiederebbe 30 minuti di marcia in più.

Alla fine del trimestre, 80 studenti del villaggio cinese di Pili, nella regione autonoma di Xinjiang Uighur, devono affrontare un viaggio di 200 km tra burroni e fiumi ghiacciati, per tornare a casa. Impiegano circa 2 giorni.

Questi studenti di Jammu, nel Kashmir indiano, a scuola ci sono arrivati. Ma prima di sedersi e aprire la cartella, hanno dovuto salvare i banchi da un'alluvione.

La ressa mattutina per salire su un autobus pubblico di Nuova Delhi, India.

Il viaggio di questa bambina verso la sua scuola, in Myanmar, è a dorso di toro.

Per i ragazzi che abitano a pochi km da Fukushima, in Giappone, passare accanto a un contatore Geiger (che misura il livello di radiazioni ionizzanti) è un fatto piuttosto normale. Questa foto è stata scattata nel 2012, a un anno dal terremoto e dallo tsunami che colpirono la regione e l'impianto. Il contatore segnava, a 21 km dalla centrale, un livello di radiazioni pari a 0.12 microsievert all'ora (con una panoramica dentale se ne ricevono circa 5).

Le cuffie protettive indossate da alcuni studenti di Tokyo nella marcia verso scuola, a due mesi dal terremoto del 2011.

Una bambina palestinese passa davanti a un blocco israeliano nella via di ritorno verso casa, nel campo di Shuafat, dentro Gerusalemme. La foto è del 2010.

Basterebbe un ponte per non costringere gli studenti di 46 famiglie del villaggio indonesiano di Nagari Koto Nan Tigo, nella zona occidentale di Sumatra, a guadare due volte al giorno un fiume, solo per raggiungere la scuola.

Chi può, tiene addosso la camicia. Scarpe e pantaloni si portano a mano o si infilano dopo la traversata, quando si è più asciutti.

Un uomo haitiano aiuta i suoi figli a scavalcare il cancello che divide Haiti dalla Repubblica Domenicana a Dajabon, per accompagnarli a scuola.

Gharbia, nord est del Cairo (Egitto): dopo le lezioni, si cerca un passaggio dove si può.

La custodia di un violino in testa e un ponte pericolante alle spalle: la marcia quotidiana verso la scuola, e poi verso casa, di alcuni studenti himalayani.

Per recarsi a scuola, studenti e studentesse del villaggio filippino di Kawag, vicino a Manila, devono attraversare la scogliera rocciosa di una spiaggia. Con tanto di bagno mattutino incluso (e obbligato).

Queste studentesse dello Sri Lanka, per andare a scuola attraversano la sommità delle mura portoghesi seicentesche del Forte Galle. Nonostante qualche interruzione di percorso.

Siamo di nuovo nel Kashmir, a Srinagar: questi studenti stanno attraversando quel che resta di un ponte pericolante e rudimentale, costruito su un ruscello.

Su questo carretto trainato da un cavallo, a Nuova Delhi, ci sono più di 35 bambini.

Gli stivali di gomma sono d'obbligo per farsi largo - con un "ponte" improvvisato - all'interno di questa scuola a nord di Manila, nelle Filippine. In un'area soggetta a frequenti allagamenti, molte scuole sono costruite sui siti di vecchi garage, e sono prive di canali di scolo per l'acqua.

Nella città indiana occidentale di Ahmedabad, i ragazzi hanno imparato ad andare a scuola con, e nonostante, i monsoni.

Uno studente inglese scavalca, in divisa, un albero rovesciato dal vento a Islington, a nord di Londra.

Quando i ponti si rompono, l'unica alternativa per guadare un fiume è - spesso - una zattera di bambù. Siamo in Indonesia e questo è il fiume Ciherang, solcato da coraggiose studentesse.

Una foto d'archivio italiana del 1959: un gruppo di bambini con grembiuli e cartelle attraversa il fiume Panaro a Guiglia, vicino a Modena, per recarsi a scuola. Sono gli abitanti di due frazioni, Barletta e Castellino, che per andare a scuola devono attraversare il Panaro scorrendo lungo una corda d'acciaio tesa sul fiume.

Per molti studenti il tragitto casa scuola è coperto da una breve corsa in auto o in bicicletta. Altri, prima di arrivare in classe devono affrontare imprese degne di un piccolo maratoneta: guadare fiumi, saltare su camion in corsa, camminare in equilibrio su sentieri pericolanti, attraversare zone di guerra e di confine. Proprio i percorsi lunghi e insidiosi sono uno dei principali ostacoli che impediscono a 50 milioni di ragazzi nel mondo di godere del diritto allo studio. Ecco alcuni dei viaggi più difficili e intrepidi che si affrontano per arrivare a scuola.

Nella foto, studenti attraversano un ponte collassato per alluvione vicino al villaggio indonesiano di Sanghiang Tanjung. La strada alternativa richiederebbe 30 minuti di marcia in più.