A Trento il primo hackathon del calcio italiano

Pronti a rivoluzionare il calcio italiano? Se siete maghi del software, campioni di big data e sviluppatori coi tacchetti ai piedi, c’è un appuntamento a Trento il 14 e 15 ottobre 2017: il primo hackathon del calcio italiano, una maratona di programmazione organizzata dalla Figc, dall’Università e dalla Provincia Autonoma di Trento.

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C'è tempo fino al 1 ottobre per iscriversi al primo hackathon del calcio italiano, che si svolgerà a Trento il 14 e 15 ottobre.|Shutterstock

Da "palla lunga e pedalare" all'analisi dei big data, attraverso l'intelligenza artificiale: è quanto ha deciso di fare la FIGC, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, insieme all'Università di Trento, organizzando la prima hackathon italiana sul calcio.

 

Per chi non sapesse cos'è un hackatlon, facciamo una piccola parentesi: si tratta di una una gara tra esperti di informatica  che si svolge per uno o più giorni su un particolare aspetto. Potremmo definirla una maratona di esperti informatici o addirittura maratona di cervelli. Obiettivo della gara è infatti produrre progetti digitali (software, app, siti web etc) sul tema dell'hackathon.

 

L'idea della prima hackathon italiana sul calcio viene da lontano e da oltreoceano. Da una decina di anni, infatti, un altro sport, il football americano, sta vivendo una rivoluzione: gli allenatori possono contare su una mole impressionante di dati (possesso di palla, efficacia dei passaggi, numero di metri percorsi da ogni giocatore, numero di placcaggi in determinate condizioni…). Un vero sistema di big data, analizzato da algoritmi di intelligenza artificiale.

 

Anche il calcio oggi può contare su questi dati. Ma come sfruttarlo? Per la prima volta in Italia, l’università di Trento prova a creare un sistema analogo per rivoluzionare il calcio.

 

«L’invito a partecipare è rivolto a sviluppatori di software (ovviamente), ma anche a grafici, economisti, manager e creativi: a chiunque, insomma, interessino tecnologia e mondo del pallone» spiega Francesco Anesi, ricercatore all'Eurac di Bolzano e coordinatore del progetto. «Il contenuto della sfida sarà rivelato soltanto all’avvio dell’hackathon, come avviene sempre in questo modello di competizione: le sole indicazioni comunicate dall’organizzazione riguardano la presenza di due differenti sfide. La prima di tipo più manageriale, sulla gestione degli oltre 1.300.000 tesserati Figc».

 

La seconda, più “tecnocalcistica”, nasce per avvicinare il mondo dei big data al calcio giocato, anche alla luce dell’avvento del Var (Video assistant referee).

 

Il premio per i vincitori è di 5.000 € in contanti e 25.000 € in servizi (mentoring, incubatori per startup…) oltre all’avvio della collaborazione con la Federazione per sviluppare un’app.

 

Le iscrizioni si chiudono il 1 ottobre. Tutte le info su www.hackathon-figc.unitn.it/it/.

27 Settembre 2017 | Carlo Dagradi

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