Come vediamo le notizie

Spesso quello che vediamo e ascoltiamo in televisione non corrisponde a quello che pensa il nostro cervello.

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Come vediamo le notizie
Spesso quello che vediamo e ascoltiamo in televisione non corrisponde a quello che pensa il nostro cervello.
Una famiglia davanti al televisore; le condizioni di visioni influenzano la nostra percezione.
Una famiglia davanti al televisore; le condizioni di visioni influenzano la nostra percezione.
Spesso i nostri occhi vedono le notizie, ma il nostro cervello le interpreta in maniera diversa. È quello che afferma Tom Grimes, ricercatore di una scuola di giornalismo dell'università del Kansas. Secondo lui, la gente tende a usare stereotipi per giudicare le notizie che vede, e spesso capita che le capisca esattamente al contrario.
Per fare un esempio, se vede un poliziotto nero arrestare un criminale bianco (la ricerca è stata ovviamente condotta negli Stati Uniti) nel ricordo può darsi che sia un poliziotto bianco ad arrestare il criminale nero.
La scoperta risale a qualche anno fa, ma Grimes, insieme a Jeff Gibbons e Rod Vogl, laureati in psicologia, ha approfondito il fenomeno, e ha scoperto che si potrebbe anche contrastare utilizzando quello che gli psicologi chiamano “elaborazione semantica”, cioè indurre gli spettatori a pensare a quello che vedono e ascoltano, in modo che ricordino meglio quello che la televisione trasmette. È inoltre più difficile per gli spettatori fraintendere la notizia, se prima del filmato di quanto è accaduto si mostra loro la faccia del criminale coinvolto.

(Notizia aggiornata al 24 aprile 2003)

22 Aprile 2003

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