Psicologia

Yanny o Laurel? L'illusione che fa impazzire il web

La scienza dietro all'audio di quattro secondi che sembra pronunciare parole diverse in base a chi lo ascolta. Siete già entrati nel loop?

In principio era il vestito (oro o blu), oggi è un nome di donna. Yanny o Laurel - riuscite a stabilirlo? L'illusione sonora, comparsa inizialmente su Reddit, ha nelle ultime ore ridotto la produttività degli uffici di mezzo mondo, con gli impiegati organizzati su tre fazioni: quelli che percepiscono, senza ombra di dubbio, Yanny, quelli sicuri al 100% su Laurel e chi oscilla tra le due versioni, cambiando partito da una volta all'altra.

Non sei tu, è fatto apposta... Secondo David Alais, professore di Psicologia dell'Università di Sydney interpellato dal Guardian, la breve clip audio è un esempio di ambiguità percettiva come quella suscitata dal Vaso di Rubin (questo) o dal Cubo di Necker: si tratta di stimoli che possono essere percepiti in due modi, tra cui il cervello non sa decidere in modo definitivo. Il risultato è che si barcamena tra le due interpretazioni. Chi invece è sicuro di udirne una soltanto è forse influenzato da altri fattori.

Alti e bassi. Uno di questi è la frequenza del suono: l'informazione sonora che ci fa percepire "Yanny" è su una frequenza più alta di quella che ci fa udire "Laurel". Parte della variazione potrebbe provenire dal sistema audio con il quale state ascoltando - da computer o da cellulare? In cuffia, o senza? Il resto dipende dal vostro udito: invecchiando, si inizia a perdere sensibilità alle frequenze più alte, il che potrebbe spiegare perché chi è più anziano tende a sentire "Laurel", mentre i bambini sono più convinti su "Yanny".

Potete riprodurre l'effetto al pc, come ha già fatto qualche utente su Twitter: se togliete tutte le frequenze alte sentirete "Laurel", rimuovendo quelle basse, "Yanny".

Ritmica uguale. Secondo Alais - che comunque percepisce Yanny al 100%, come chi scrive (e al contrario di chi sta editando il testo in redazione, che sente senza alcun dubbio Laurel!, ndr) - l'ambiguità deriva dal fatto che le due parole hanno un ritmo, e un'enfasi nella pronuncia, molto simili. Inoltre, sia la L, sia la R sono il risultato di più frequenze sonore sovrapposte, che in questo caso, potrebbero essere state volutamente alterate per risultare confondibili.

A completare l'effetto c'è quello che il vostro cervello si aspetta di udire: la storia personale, la pronuncia (per gli inglesi madrelingua), e i nomi che appaiono nel file audio potrebbero influenzare il risultato finale.

L'originale. Ok, ma che cosa si voleva dire nella registrazione iniziale, affidata a una voce elettronica? Come ha spiegato al National Geographic Brad Story, esperto di acustica e fisiologia del linguaggio dell'Università dell'Arizona, la registrazione originale diceva probabilmente "Laurel" (per una questione di frequenze sonore); tuttavia, quando ha provato a pronunciare entrambe le parole per ricostruirne le frequenze, lo scienziato si è accorto di molte sovrapposizioni, che possono alimentare l'illusione.

16 maggio 2018 Elisabetta Intini
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