Psicologia

Vuoi ottenere qualcosa? Tira fuori la rabbia!

La rabbia è considerata un'emozione negativa, inutile e controproducente. Ma siamo sicuri che sia sempre così? Le neuroscienze spiegano perché arrabbiarsi, a volte, ci aiuta.

"Arrabbiarsi non serve a nulla!". Capita a tutti di sentirsi dire frasi simili quando perdiamo le staffe di fronte a problemi quotidiani. Nell'immaginario comune, la rabbia è infatti considerata un'emozione negativa, inutile e controproducente. Ma siamo sicuri che sia sempre così? Non è detto: le neuroscienze spiegano che, in alcune situazioni, adirarsi può avere effetti positivi, perché ci aiuta a raggiungere bene e presto i nostri obiettivi.

Simulazioni e sondaggi. La conferma arriva da una ricerca scientifica della Texas A&M University pubblicata dalla rivista americana Journal of Personality and Social Psychology. Nel corso del loro lavoro, gli studiosi hanno portato a termine una serie di simulazioni analizzando inoltre dei sondaggi, al fine di comprendere che ruolo giocasse la rabbia nella conquista dei propri obiettivi personali. Per arrivarci, i ricercatori hanno provocato nei soggetti diverse risposte emotive, spingendoli poi a raggiungere degli scopi designati. Nel complesso, è emerso che rispetto ad altre emozioni, la collera aveva migliorato le loro capacità di ottenere risultati, soprattutto in situazioni difficili.

Arrabbiati ed efficienti. Gli esperimenti, condotti su più di 1.000 persone, sono stati differenti: in uno di questi, i partecipanti dovevano risolvere degli enigmi linguistici dopo aver osservato immagini di varia natura confezionate appositamente per suscitare emozioni opposte (negative, positive e neutre); in un altro esperimento, invece, l'obiettivo era ottenere punteggi elevati in videogiochi con diversi livelli difficoltà.

Ebbene, in tutte le simulazioni proposte, le persone "arrabbiate" hanno ottenuto punteggi più alti e avuto tempi di reazione minori. Nel dettaglio, più gli obiettivi erano impegnativi e più la rabbia aveva un effetto maggiore, mentre l'aumento delle prestazioni era meno rilevante nel caso di scopi più semplici dove i soggetti, infatti, non si lasciavano prendere dalla collera. C'è anche da dire, comunque, che i risultati positivi (seppur in misura minore) erano legati anche ad emozioni positive come divertimento o desiderio.

Propulsione emotiva. Oltre alle simulazioni, i ricercatori hanno esaminato i dati di numerosi sondaggi raccolti durante le elezioni presidenziali americane del 2016 e del 2020, coinvolgendo una platea di oltre 1400 persone. Prima di recarsi alle urne, agli intervistati era stato chiesto di dire quanto si sarebbero arrabbiati nel caso il loro candidato preferito avesse perso. Dopo le elezioni hanno inoltre riferito se e per chi avevano votato. Ebbene, coloro che si sarebbero adirati se il loro candidato non avesse vinto erano anche i più propensi a partecipare alle votazioni, anche se la rabbia non ha avuto alcun effetto sulla scelta del candidato.

È questa un'ulteriore dimostrazione, secondo gli studiosi, di come in alcune circostanze emozioni tradizionalmente considerate negative, come l'ira, la noia o persino la tristezza, possano avere un impatto positivo.

26 novembre 2023 Massimo Manzo
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