6 trucchi per ingannare la mente e vincere il dolore (e risolvere anche altri problemi)

Secondo alcuni studi è possibile, con i giusti stratagemmi, vincere paure, fobie e sensazioni fastidiose. Non solo: ci sono trucchi anche per esaltare memoria e creatività.

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Avete paura prima di una iniezione? Quando l’ago sta per entrare, fate un colpo di tosse; il segreto per sentire meno dolore dal dentista? Prima di salire sulla poltrona, ascoltate la vostra msucia preferita. Questi trucchi (e gli altri che leggerete di seguito) sfruttano i bug della nostra mente che, proprio come un computer o un dispositivo elettronico, ha pure lei i suoi  "errori di progettazione o di programmazione" (questa la definizione di bug che dà la Treccani). In questo caso gli errori di programmazione sono quelle piccole lacune che, inevitabilmente, fanno parte del complesso rapporto tra il corpo e il cervello. Errori che, secondo alcune ricerche scientifiche, al momento opportuno possiamo anche sfruttare a nostro vantaggio...

 

1. Ago non ti temo. La paura dell’ago, si diceva. Si chiama belenofobia, tanto bambini quanto gli adulti, indifferentemente: l'idea di un corpo estraneo che attraversa la pelle è disturbante un po' per tutti. Fortunatamente, c'è un modo rapido ed efficace per ridurre il fastidio: tossire. Lo dicono diversi studi: un colpo di tosse infatti aumenterebbe la pressione sanguigna; questo, a sua volta, aiuterebbe a ridurre la percezione del dolore al momento in cui l’ago che attraversa. Secondo i ricercatori. la tosse funziona ancora meglio, se distogliamo lo sguardo dall'iniezione.

 

2. Il riflesso del vomito. A parte poche rare eccezioni, tutti nasciamo con il riflesso del vomito: è il modo in cui il corpo si protegge dal rischio di soffocamento da cibo. Sebbene la sua intensità possa variare da persona a persona, è sempre fastidioso. Per fortuna, la scienza ha trovato un modo per "spegnerlo" o per lo meno per renderlo meno intenso: in uno studio pubblicato sul Journal of the American Dental Association, i ricercatori hanno sperimentato che, esercitando una pressione sul palmo della mano,  l'intensità di questo riflesso di riduce di molto, se non del tutto. Strano ma vero, dunque, al prossimo attacco di nausea tutto quello che dobbiamo fare è mettere il pollice nel pugno e premere forte.

3. Creatività e sopracciglia. Il motivo per cui abbiamo le sopracciglia - a parte il valore estetico - non è stato completamente compreso dagli scienziati evoluzionisti. Se alcuni ne riconoscono l’utilità sociale - le sopracciglia ci fornirebbero un insieme più ampio di espressioni con le quali trasmettere le nostre emozioni - altri ritengono che servano principalmente a proteggere gli occhi. Ma c’è anche chi sostiene che la loro presenza abbia ragioni ben più profonde: in uno studio condotto presso l'Università del Maryland, i ricercatori hanno scoperto che alzare le sopracciglia in realtà favorirebbe la creatività, aumentando la percezione visiva e aiutando a pensare a più soluzioni di un determinato problema. Abbassarle, invece, avrebbe l'effetto opposto. Provare per credere.

 

4. Un utile dolore. A parte una manciata di persone, tra cui i masochisti!, a nessuno piace il dolore: è il modo in cui il nostro corpo ci dice che qualcosa sta andando storto e che, se non provvediamo all’istante, potrebbe andare anche peggio. Ci sono però altri momenti in cui un dolore moderato potrebbe rivelarsi utile. Per esempio aiutandoci a rinforzare la memoria: in uno studio condotto da ricercatori del Centro medico universitario di Amburgo-Eppendorf, è stato dimostrato che soggetti sottoposti a dolore moderato, memorizzavano più efficacemente una serie immagini che venivano mostrate loro. Non solo: il beneficio è anche di lunga durata, visto che ricordavano le immagini anche a distanza di un anno.

 

 
A proposito degli effetti della musica sul cervello...: che effetto fa la musica quando ci alleniamo? Concentra o distrae? Perché ci dà la carica? Uno studio sulle onde cerebrali rivela perché quando facciamo sport, in palestra o all'aperto, è così difficile rinunciare alle cuffie nelle orecchie. | Shutterstock

5. Musica, maestro! Questo forse lo sospettavate già: indossare un paio di auricolari e ascoltare la musica preferita può avere effetti terapeutici.

 

La musica è infatti tra le poche forme d'arte universalmente apprezzate e ha spesso dimostrato di avere benefici fisici tangibili sul corpo. Secondo uno studio del 2015, realizzato su 7.000 volontari e pubblicato da The Lancet, ascoltare la musica che ci piace può alleviare il dolore prima, durante e dopo un intervento chirurgico.

 

E non stiamo parlando soltanto di effetti in termini di benessere psicologico: gli scienziati hanno infatti scoperto che ascoltare musica gradita, fa in modo che il cervello rilasci sostanze chimiche e ormoni che rinforzano il sistema immunitario, al punto da ridurre il bisogno di antidolorifici. Attenzione, però: secondo i ricercatori è fondamentale che la musica sia scelta dal paziente! L’esperimento ha dimostrato che non funzionava altrettanto bene quando a sceglierla era un chirurgo…

 

6. Immagini rinforzanti. Il nostro sistema immunitario è qualcosa di molto complesso. Ed è anche l'arma grazie alla quale, nel corso della storia, siamo stati in grado di sopravvivere alle peggiori malattie. Ma la cosa forse più strabiliante è che non c’è bisogno di subire un’infezione per attivarlo: il nostro sistema immunitario si attiverebbe, infatti, al solo osservare l'immagine di una particolare malattia. Lo dimostra uno studio su 28 volontari condotto da Mark Schaller presso la University of British Columbia.

 

I ricercatori hanno scoperto, per esempio, osserva foto di persone che starnutiscono, fa sì (in chi guarda) che i globuli bianchi secernino l'interleuchina-6, una proteina che di solito viene liberata in risposta alle infezioni. Per Schaller, questa e altre reazioni fanno tutte parte del cosiddetto "sistema immunitario comportamentale”, il mezzo che usa la nostra mente per prevenire le infezioni cambiando il nostro comportamento.

 

Da un punto di vista evolutivo mettere in allerta il nostro sistema immunitario all'apparire dei segni di infezione in qualcun altro, potrebbe ridurre le probabilità di contrarre una malattia senza dover prendere le distanze dai nostri gruppi sociali. Ma avrebbe anche un effetto collaterale: secondo Shaller, infatti, il fatto che il nostro sistema immunitario si inneschi davanti a una minaccia inesistente potrebbe finire per "disperdere" l'efficacia di questa arma.

 

 

 

 

 

17 Giugno 2019 | Eugenio Spagnuolo