Un robot per capo? Ecco perché potrebbe essere una buona idea

Secondo una ricerca americana le macchine riuscirebbero a gestire l’organizzazione del lavoro meglio degli esseri umani. Perché noi preferiamo ricevere ordini da un robot piuttosto che da un altro essere umano.

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Il tuo prossimo capo? Meglio se fosse un robot...|Steve Jurveston

Volete lavorare meglio e con maggior soddisfazione? Chiedete alla vostra azienda di sostituire il capo ufficio con un robot. Secondo un recente studio del MIT infatti le macchine riuscerebbero a garantire una miglior allocazione delle risorse e un’organizzazione più efficiente, riducendo così stress e frustrazioni.

Amico robot. Matthew Gombolay e i suoi colleghi del Computer Science and Artificial Intelligence Lab hanno costruito dei gruppi formati da due umani e un robot e li hanno fatti lavorare con 3 schemi organizzativi diversi: nel primo tutti i compiti erano distribuiti da un essere umano, nel secondo erano distribuiti tutti dal robot, nel terzo uno degli umani si organizzava da solo mentre l’altro riceveva le istruzioni dal robot.

Tutti i partecipanti al test si sono trovati concordi nell’affermare che il lavoro organizzato dal robot aveva reso il team più efficiente e che il robot aveva compreso le loro necessità professionali meglio del collega umano. Piuttosto inquietante...o no?

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Ricalcolo… Non la pensa così Gombolay, secondo il quale lo studio non deve comunque far ipotizzare una futura, fantascientifica (ma improbabile), supremazia delle macchine sull’uomo: si tratterebbe di sostituire la programmazione delle attività fatta manualmente dalle persone con algoritmi “scientifici” pensati da esperti e gestiti poi in maniera automatica dai computer.


I vantaggi sarebbero notevoli: il robot potrebbe per esempio riprogrammare al volo le attività in caso di guasti o interruzioni del processo, per esempio un approvvigionamento di materie prime che non arriva, proprio come fanno i  navigatori satellitari quando ricalcolano il percorso a causa di un qualsiasi imprevisto.

 

Secondo i ricercatori i campi di applicazione di questi algoritmi sarebbero i più disparati: dalla collaborazioni uomo-uomo, per esempio nella gestione delle risorse umane di un grande ospedale, alle collaborazioni uomo-macchina.

 

Psicologia del lavoro. Il risvolto psicologico della ricerca del MIT è legato al fatto che - in un certo qual modo - gli esseri umani preferirebbero ricevere ordini da un robot piuttosto che da un altro essere umano. Una tesi simile andrebbe naturalemtne confermata da studi più specifici, ma non è una dimostrazione che nel mondo del lavoro siamo troppo competitivi, frustrati e insicuri?

 

 

28 Agosto 2014 | Rebecca Mantovani