Tutti pazzi... per le scarpe

Perché le scarpe affascinano in modo diverso maschi e femmine? Per le donne sono l'oggetto del desiderio e irresistibili armi di seduzione. Gli uomini provano un interesse fortemente erotico. Da dove deriva il binomio tra sessualità e scarpe?

2005428111814_5200542811124_52005428111117_52005428111029_5200542811937_5200542811844_5200542811757_5200542811615_520054281155_5200542811420_520054281139_5200542811039_52005428105946_52005428103935_5Approfondimenti
2005428111814_5

In questa fotogallery scoprirete perché e come i piedi (e le scarpe) mandino messaggi inequivocabili. Secondo il sessuologo Emmanuele A. Jannini, in un'epoca in cui maschi e femmine rubano gli uni dall'armadio delle altre, "la scarpa è rimasta l'ultimo avamposto della femminilità".
Per gli amanti della tecnologia, c'è da dire che scienziati e ingegneri si stanno sbizzarrendo a creare scarpe che sono veri e propri computer. Leggere per credere.

200542811124_5

Scarpe, sandali e stivali. Tutti con un comune denominatore: i piedi che vi sono ospitati. "Le nostre estremità", come ci spiega Emmanuele A. Jannini, "sono il tipico ornamento sessuale, un aspetto del corpo determinante per la scelta del partner. Ci rivelano infatti l'età biologica della persona, e non c'è trucco o intervento estetico che regga". Se possiamo ritoccare il viso invecchiato o rialzare un seno minacciato dalla forza di gravità, non possiamo ingannare il partner sulla nostra età se gli mostriamo i piedi. La bellezza è associata alla giovinezza e alla salute, così un piede giovane e minuto ci indica il partner fecondo e appetibile. Se dai piedi capiamo molto della persona… sapreste dire a chi appartengono quelli della foto?Alla regina Elisabetta II in visita a una moschea.

2005428111117_5

Nonostante le scarpe più desiderate siano quelle con tacchi che sfidano la gravità (come vi spiegheremo più avanti), originariamente i nostri antenati pensarono solo a proteggere il piede dalle asperità del terreno, avvolgendolo in foglie intrecciate o pelli di animali, come queste ancora in uso tra gli aborigeni australiani.
Così le prime scarpe della storia di cui abbiamo notizia risalgono a 9 mila anni, mentre quelle col tacco sono comparse molto più tardi, attorno al 1600.
In una grotta del Missouri è stato rinvenuto un "modello" in fibra vegetale usato 8000 anni fa (vedi la foto). Anche gli egizi usavano sandali intrecciati attorno al 3000 a.C.

2005428111029_5

Inizialmente uomini e donne usavano le stesse calzature e il comune denominatore era la comodità e l'utilità. Fu alla fine del Quattrocento che cominciarono a imporsi modelli femminili e maschili di diversa foggia.
La caratteristica tipica della calzatura da donna è il tacco, la cui invenzione è però da attribuirsi a un uomo: pare infatti che, alla fine del Seicento, Luigi XIV, Re Sole, per ovviare a una statura che non gli permetteva di dominare la sua corte "dall'alto", avesse introdotto le scarpe col rialzo.
Ora le donne non ci rinunciano facilmente per eventi mondani o particolarmente sentiti… come un podio. La sciatrice austriaca Michaela Dorfmeister si è presentata così a ritirare la sua medaglia conquistata in Coppa del Mondo 2002.

200542811937_5

Perché la donna si issa con stoica sopportazione su tacchi di 9 centimetri (ma anche 12 per le sfilate di moda)? La scarpa alta rende il piede piccolo ed esalta così una caratteristica tipicamente femminile. Inoltre, come ci spiega Jannelli, determina una postura che mette in evidenza il sedere attirando gli sguardi maschili.
Nella cultura cinese questo vezzo (piede piccolo, donna bella) diventò una vera e propria tortura. La tradizione di fasciare i piedi femminili per non farli crescere troppo e farli entrare nelle tipiche "scarpe di loto" causava gravi problemi ossei, oltre che un impedimento alla mobilità (e alla libertà) della donna. In voga per oltre un millennio, l'usanza è stata abolita nel 1911, anche se è tramontata solo con la rivoluzione maoista degli anni '60.

200542811844_5

E per sfoggiare piedi degni di Cenerentola le donne sono anche disposte a ricorrere al bisturi. Un fenomeno, questo, che si è diffuso particolarmente negli Stati Uniti dove, oltre agli interventi all'alluce valgo (deformazione all'osso dell'alluce), spopolano anche smussamenti della pianta, per renderla più stretta, o delle dita, per renderle più corte. Ci si può sottoporre anche a iniezioni di collagene ogni 4-6 mesi (costo negli Stati Uniti, 500 dollari a seduta) che creano un cuscinetto sotto la pianta del piede, per resistere meglio a lunghe cavalcate sui tacchi.
Ma i medici avvertono: la scarpa col tacco costringe la colonna vertebrale a una postura innaturale che può portare problemi a breve e lungo termine.

200542811757_5

Oggi lo stilista di scarpe più famoso è Manolo Blahnik, originario delle Canarie. Il designer crea scarpe da collezione che non costano meno di 400 dollari al paio, dal tacco solitamente vertiginoso ma comodissimo, a detta di chi vi è salito.
A ruba tra le dive di Hollywood, sono state celebrate dalle protagoniste della serie culto "Sex and the City", dove la protagonista Carrie (Sarah Jessica Parker, nella foto) è disposta a tutto pur di accaparrarsene l'ultimo modello. Seguita a ruota dalle sue tre splendide amiche: Charlotte, in una puntata, sopporta le morbose attenzioni per i suoi piedi di un commesso feticista, pur di portarsi a casa un paio di scarpe glamour ma costosissime…
Per calcolare il tacco giusto per te, clicca qui.

200542811615_5

Il mito feticista del piede come oggetto del desiderio ha origini antiche. "Adoro i piedi femminili, peccato che ci siano attaccate le donne", questo il motto del maniaco dei piedi. Lo psicanalista Sigmund Freud aveva riconosciuto come il piede, zona erogena per eccellenza a causa delle numerose terminazioni nervose, potesse diventare, con la scarpa a cui è avvolto e decorato, oggetto di morbosa attenzione. Inoltre, "non dimentichiamo che i tacchi a spillo", precisa Jannelli, "sono piccole e affilate armi che richiamano l'equivalenza, spesso sottointesa nel sesso, tra piacere e dolore".
Nella foto, un ristorante sadomaso, il cui nome "La Nouvelle Justine" è ispirato al titolo di un romanzo del Marchese de Sade.

20054281155_5

Se il linguaggio non verbale è altamente significativo, specie quando si tratta di rapporti con l'altro sesso e di seduzione (come vi abbiamo mostrato in "Il corteggiamento, una questione di fisico"), non è da sottovalutare l'importanza del linguaggio dei piedi… e delle scarpe. Il togliersi le scarpe è considerato da noi gesto scortese o irriguardoso, proprio perché legato alla nostra sfera più intima e privata, mentre è un gesto naturale, che indica rilassamento o rispetto, nelle culture scandinave e in quelle orientali: sarebbe impensabile non entrare scalzi in una moschea. Nella foto, un curioso segnale per avvertire i fedeli (o meglio i turisti occidentali) di non usare le scarpe all'interno di una moschea della Malesia.

200542811420_5

La scarpa è al centro di molti detti popolari e credenze dal fondamento discutibile. Secondo le nostre nonne, per esempio, per sapere se ci si sposa entro l'anno basta buttare una scarpa fuori dalla finestra: se cade con la punta verso la casa, la risposta è no; se cade verso l'esterno allora il sogno si coronerà.
Per far durare "per tutta la vita" il matrimonio, poi, vietato buttare le scarpe usate il giorno del sì...
Se siete single e cercate l'uomo della vostra vita, invece, basta una piccola accortezza: dormire con le scarpe… sotto il cuscino.
Nella foto, donne afgane "spettegolano" davanti a un pittoresco negozio di calzature.

20054281139_5

Se Imelda Marcos le collezionava per puro e semplice piacere edonistico (fino ad accumularne, 3000 paia o forse più), il Museo della calzatura di Manila - da lei stessa inaugurato anche con modelli appartenuti a lei - è il paradiso delle donne, che spesso hanno la mania dell'accumulo di scarpe.
Anche a Firenze nel 1995 è stato inaugurato un Museo della calzatura intitolato a Salvatore Ferravamo Ferragamo, che raccoglie una selezione rappresentativa delle 10.000 calzature che compongono la collezione dello stilista. Tra queste, un paio della mitica Marilyn Monroe.
A Vigevano (Pavia), il Museo della calzatura espone 300 paia di scarpe con cui ripercorre la storia di questi veri e propri gioielli di lusso.

200542811039_5

Oggi il mercato della calzatura in Italia è in crisi per lo strapotere dell'industria cinese che esporta grandi quantitativi di scarpe di scarsa qualità e di basso prezzo.
Negli ultimi 10 anni le importazioni dalla Cina sono cresciute del 250 per cento e le scarpe che arrivano in Italia sono passate da 29 milioni di paia a 102. I commercianti, preoccupati dall'assedio dei produttori con gli occhi a mandorla, chiedono contromisure specie ora che (dal 1° gennaio 2005) sono state smantellate le quote che prima regolamentavano le importazioni in Europa.
Anche nel resto del mondo si risente dello strapotere dell'industria calzaturiera cinese: a Manila (Filippine) lo si combatte così, con una pubblicità accattivante...

2005428105946_5

I primi a denunciare lo sfruttamento da parte dei grandi marchi di manodopera a basso prezzo furono i movimenti no-global. I primi a salire sul banco degli imputati sono state multinazionali come la Nike. Che recentemente ha pubblicato un mea culpa nella forma del "Rapporto della responsabilità sociale dell'azienda". In questo documento la Nike ammette violazioni dei diritti dei lavoratori nelle fabbriche "satellite". Sì perché se i dipendenti in senso stretto dell'azienda, famosa per le sue scarpe da jogging e l'abbigliamento sportivo, sono "solo" 24.000, le persone impiegate in aziende fornitrici sono almeno 650.000. Ed è lì - in queste aziende sparse in tutto il mondo, ma specialmente in Asia - che si verificano i casi di sfruttamento del lavoro minorile, maltrattamenti o sotto-retribuzione.

2005428103935_5

Chiudiamo questa carrellata di scarpe, con foto più toccanti, dove la scarpa o meglio una montagna di scarpe, è la testimonianza drammatica di una tragedia. In questa foto vediamo i cumuli di scarpe delle vittime dello tsunami in Indonesia del 2004. Molto simile ai cumuli di scarpe delle vittime ebree dei lager nazisti conservati ad Auschwitz (clicca qui per l'ingrandimento).

In questa fotogallery scoprirete perché e come i piedi (e le scarpe) mandino messaggi inequivocabili. Secondo il sessuologo Emmanuele A. Jannini, in un'epoca in cui maschi e femmine rubano gli uni dall'armadio delle altre, "la scarpa è rimasta l'ultimo avamposto della femminilità".
Per gli amanti della tecnologia, c'è da dire che scienziati e ingegneri si stanno sbizzarrendo a creare scarpe che sono veri e propri computer. Leggere per credere.
Più letti di Comportamento
Perché stiamo insieme?
Più CONDIVISI di Comportamento
Perché stiamo insieme?