Comportamento

Tempo con i figli, la quantità conta poco

Uno studio americano che ha misurato le ore passate dalle madri con i figli smentisce il luogo comune che la presenza costante della mamma sia necessaria al loro "successo".

Passiamo abbastanza tempo con i figli? È uno dei dilemmi su cui di solito i genitori moderni si arrovellano, in particolare le madri che lavorano. L’idea dominante è che uno sviluppo sano e felice dei bambini dipenda fortemente dal tempo che la famiglia investe su di loro, e che la madre, in particolare, sia insostituibile.

Un nuovo studio sembra "alleggerire" i sensi di colpa di quelle che pensano di non essere all'altezza delle aspettative: la quantità di tempo speso in famiglia ha poca o nessuna influenza sugli esiti per la vita futura che di solito stanno più a cuore a mamme e papà, il benessere emotivo dei figli, il loro comportamento, il rendimento scolastico e i risultati accademici.

Quantità o qualità. Si discute da anni se quel che conta sia la “quantità” o la “qualità” del tempo trascorso con i figli, e per quanto ciascun genitore abbia la sua personale teoria, l’argomento è oggetto di studio dibattuto anche da parte di psicologi e sociologi. Per dirimere l’annosa questione, tre studiose di sociologia hanno utilizzato non dati indiretti, come hanno fatto altre ricerche, per esempio le ore di lavoro della madre, o le ore in cui i figli erano affidati a persone diverse dai genitori, ma hanno cercato di misurare il legame specifico tra il tempo trascorso a casa e la vita futura dei figli.

Orologio alla mano. Lo studio pubblicato sul Journal of marriage and family è una novità da questo punto di vista perché è una delle poche analisi protratta nel tempo e svolta su un gran numero di famiglie. Per la precisione, i ricercatori hanno preso in considerazione i dati ricavati da uno studio che va avanti dal 1968 negli Stati Uniti, in cui le famiglie partecipanti tengono diari e rispondono a questionari, due giorni a settimana, sui comportamenti e le attività dei bambini.

Sono state prese in considerazione oltre 3500 famiglie che nel 1997 avevano almeno un figlio da 3 a 11 anni o un adolescente tra gli 11 e i 14, ripetendo poi le stesse osservazione a cinque anni di distanza, nel 2002. I ricercatori hanno analizzato il tempo passato dalla madre con i figli, diversificando tra quello in cui la mamma era semplicemente in casa, ma occupata nelle sue attività, e il tempo in cui faceva qualcosa di specifico con i bambini.

Sorprese. Il principale risultato, inaspettato anche per i ricercatori, è stato che la mera quantità di tempo passata con i figli non ha praticamente nessuna relazione sul loro “successo” futuro: su una ventina di indicatori considerati, dai voti a scuola al benessere emotivo, praticamente non ce n’è uno che sia in relazione diretta con il tempo investito dalla madre. Questo vale soprattutto per i bambini più piccoli, dai tre agli undici anni. In un caso il tempo passato con i figli sembra addirittura “dannoso” per loro, vale a dire quando la madre sia particolarmente stressata, dorma poco o sia ansiosa.

Le cose cambiano leggermente per gli adolescenti: in quel caso, il maggiore tempo passato con loro dalla madre sembra legato a minori comportamenti “indesiderati”, e le ore spese con entrambi i genitori sembrerebbero rendere meno probabile l’abuso di alcol, droghe o altri comportamenti devianti, ed essere legate a migliori risultati scolastici.

Tempo e denaro. A contare di più sarebbe invece lo stato socio-economico della famiglia e in particolare della madre: donne più istruite hanno figli con voti migliori in lettura e matematica, e il reddito della famiglia è associato al rendimento scolastico in matematica. Mamme più intelligenti hanno figli più intelligenti? Potrebbe essere, ma è anche probabile che le mamme con redditi più alti possano permettersi “il meglio” per i figli. E l’effetto - ancora una volta - è risultato indipendente dalla misura del tempo passato con loro.

In Italia. La ricerca riflette ovviamente la situazione americana. Il contesto, però, non sembra molto diverso da noi: costrette tra lavoro e famiglia, le donne con figli spesso devono fare i conti con i sensi di colpa per non stare abbastanza in famiglia, oppure fare i salti mortali per incastrare impegni lavorativi, cura della casa e della famiglia. Secondo dati ISTAT, in Italia le donne si dedicano in media 2 ore e mezza più degli uomini alla cura della casa e dei figli, e il 43 per cento delle lavoratrici dichiara di avere problemi a conciliare casa e lavoro. Un terzo delle persone occupate con figli è insoddisfatto del tempo dedicato alla famiglia, uomini e donne in percentuale simile.

Domanda senza risposta. Se a contare, come molte altre ricerche hanno mostrato, è la "qualità" del tempo, cioè i minuti e le ore passate a fare insieme delle cose che in molti altri studi hanno dimostrato di avere un effetto altamente positivo, per esempio leggere, oppure consumare insieme i pasti, parlare, discutere, c'è un “minimo” per questo tempo? Questo neppure il nuovo studio lo dice.

13 aprile 2015 Chiara Palmerini
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