Quando i bambini imparano "non è giusto!"

A otto anni tutti i bambini hanno già sviluppato il senso di ciò che è "equo". Ma secondo uno studio che ha coinvolto 800 bambini in sette paesi,  ci sono anche notevoli differenze a seconda delle società in cui sono cresciuti.

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|Colin Anderson/Corbis

“Non è giusto!” è una protesta che risuona spessissimo nelle liti tra compagni di gioco. E come i ricercatori ben sanno, il concetto di “equità”, inteso come onesta ripartizione delle risorse, ha una sua tipica evoluzione.

 

A tre anni di solito un bambino è quasi completamente egoista (e quelli con fratelli lo sono più dei figli unici), e rifiuta di dar via una caramella anche se non fa alcuna differenza per lui. A otto anni compie spesso una scelta ugualitaria, decidendo per esempio di dividere in parti uguali un premio piuttosto che tenerlo tutto per sé.

 

Ma questa evoluzione è uguale ovunque, o è influenzata da fattori culturali? Per scoprirlo, un gruppo di ricercatori ha realizzato un esperimento che ha coinvolto bambini in sette paesi: Stati Uniti, Canada, Messico, Perù, India, Senegal e Uganda.

 

La macchina delle caramelle. Più di 800 coppie di bambini tra i 4 e 15 anni sono stati posti di fronte a un distributore di dolciumi così concepito: uno dei due, il decisore, aveva in mano una leva verde e una rossa, e doveva decidere quale spingere per accettare o rifiutare un’offerta di pepite di cioccolato poste su un piatto, a diverse condizioni. Qualche volta le offerte erano eque, e davano a ciascuno dei due bambini lo stesso numero di dolci; altre volte inique: a uno ne toccavano quattro e all’altro solo uno.

Se il decisore accettava l’offerta, spingeva la leva verde e le caramelle andavano a finire in una ciotola da cui ciascuno dei due poteva prendere le proprie; se la rifiutava, finivano in un contenitore inaccessibile a entrambi.

 

Uguali e diversi. I bambini di tutti i paesi, a età variabili, hanno respinto le offerte ingiuste più di quelle eque, a dimostrazione, come era già emerso anche in altre ricerche, che l’avversione verso l’iniquità è una componente chiave del senso di giustizia che si sviluppa a partire dall’infanzia.

 

Questo studio ha però aggiunto alcuni dettagli, studiando società diverse da quelle occidentali industrializzate. Negli Stati Uniti e Canada, per esempio, già verso i 4-6 anni i bambini hanno iniziato a rifiutare offerte che davano un vantaggio al compagno, mentre in Messico solo verso i 10.

 

La nuova ricerca, pubblicata su Nature, ha messo in luce anche un altro risvolto inedito: i bambini di tre dei Paesi - Stati Uniti, Canada e Uganda - hanno anche rifiutato le offerte in cui erano loro stessi a ricevere più caramelle del compagno. A compiere il gesto altruista sono stati solo i bambini più grandi, e solo quelli di questi tre paesi, a dimostrazione che nella costruzione di questo senso di giustizia sono all’opera anche forti componenti culturali.

 

Che cosa significa? Le interpretazioni dell'esperimento sono aperte: queste società danno maggiore importanza a quello che gli altri pensano di noi? E dunque i bambini che rifiutano un vantaggio per se stessi vogliono apparire come buoni compagni? Questo è ancora tutto da capire.

24 Novembre 2015 | Chiara Palmerini