Il primogenito è il "cocco" di mamma?

Uno studio rivela che, nonostante per la madre nessun figlio sia preferito rispetto agli altri, il modo con cui si relaziona a ciascuno di loro è diverso e cambia nel tempo. Lasciando nei figli conseguenze durevoli.

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Nei panni dell'altro: con un fratello è più facile calarcisi, a prescindere dall'età.|Shutterstock

I genitori dicono sempre di amare tutti i figli allo stesso modo. Ma la domanda cruciale è: li allevano allo stesso modo? La questione non è nuova e una pubblicazione di scienze sociali recentemente l'ha riproposta. Dando anche una risposta: no, le madri non si comportano allo stesso modo con tutti i figli. Almeno secondo gli autori di questo nuovo studio pubblicato sulla rivista Social Development

figli, fratelli
Il primogenito secondo lo studio appena pubblicato godrebbe di più attenzioni da parte della madre, soprattutto i primi anni di vita. Questo lo renderebbe meno socievole dei fratelli che invece sarebbero più propensi ad aprirsi agli altri.

Tutto nuovo! Una cosa è certa. L'ansia, soprattutto delle mamme, con il primo figlio è maggiore. Inesperienza e paura spesso fanno sì che il bambino o la bambina vengano pesati in continuazione, alimentati con mille premure e ricoperti di accessori di ultima generazione: passeggini super accessoriati, giocattoli nuovi di zecca e vestiti per ogni occasione.

 

Il secondo figlio, suo malgrado, viaggia invece su passeggini usati e si diverte con trenini e bambolotti di seconda mano, spesso con qualche pezzo mancante. Al netto di questo, a incidere sul suo sviluppo sarebbero però soprattutto le attenzioni della madre. La ricerca ha dimostrato infatti che con il primogenito le mamme tendono a giocare di più che con il secondo.

 

Cocchi di mamma? Il che non è privo di conseguenze. Lo studio rivela che i secondogeniti sono più socievoli dei primogeniti e molto più aperti all'interazione con gli estranei. Di riflesso i primi nati sono spesso più carenti nelle interazioni con gli altri bambini, ma in compenso abbondano di attenzioni parentali.

 

Per giungere a queste conclusioni i ricercatori dell'Istituto nazionale per la salute e lo sviluppo del bambino (NICHD) hanno analizzato il comportamento 55 madri, valutando con filmati e con un test come interagivano con il loro primo figlio all'età di 20 mesi. Poi hanno fatto lo stesso con il loro secondo figlio alla medesima età. 

I ricercatori hanno specificato che non è questione di "favoritismi". Semplicemente cambiano le modalità di approccio, oltre al tempo che i genitori hanno a disposizione. Le conseguenze però sul lungo termine sono visibili: se è vero che i secondogeniti tendono ad essere più socievoli, i primogeniti crescendo si rivelano però emotivamente più disponibili verso le madri rispetto ai fratelli minori.

 

17 Agosto 2018 | Giuliana Rotondi