Psicologia

Preferisco non sapere: perché spesso scegliamo l'ignoranza?

L'ignoranza intenzionale con la quale decidiamo di non conoscere le conseguenze spiacevoli delle nostre azioni, è in realtà una scusa per agire egoisticamente.

A chi non è capitato, ogni tanto, di pronunciare frasi come "preferisco non sapere" o "non mi dire nulla", per evitare di cambiare idea su alcune nostre decisioni? Questo meccanismo psicologico viene definito "ignoranza intenzionale" (willful ignorance) ed è spesso utilizzato come pretesto per compiere azioni egoiste o autoassolversi di fronte a scelte che altrimenti ci farebbero sorgere qualche scrupolo, come quando non vogliamo conoscere in che modo vengono prodotti dei beni che intendiamo acquistare, ad esempio le origini problematiche della moda fast fashion o del cibo spazzatura. Ma perché scegliamo di fare la cosiddetta "mossa dello struzzo"? 

Ignoranti per scelta. A rispondere a questa domanda è stato un articolo pubblicato sulla rivista Psychological Bulletin, che ha indagato nel dettaglio le implicazioni dell'ignoranza intenzionale e i motivi della sua diffusione. Per lo studio, un team di ricercatori di diversi atenei, tra cui la University of Amsterdam e il Max Planck Institut di Berlino, ha condotto una meta-analisi su ben 22 ricerche scientifiche correlate al tema. Gli studi esaminati hanno coinvolto oltre 6.500 persone e si sono avvalsi, tra le altre cose, di test e sondaggi effettuati anche attraverso piattaforme virtuali. L'analisi dei risultati ha svelato che, in determinate situazioni, molte persone preferiscono restare ignoranti per non conoscere le conseguenze spiacevoli delle proprie azioni quotidiane.

In uno dei casi citati dalla ricerca, ai partecipanti è stato chiesto di scegliere tra una ricompensa di 5 dollari e una di 6 dollari. I soggetti sono stati inoltre divisi in due gruppi: il primo poteva conoscere o meno le conseguenze della propria scelta, mentre al secondo venivano comunicate subito, prima di scegliere: chi optava per la ricompensa più bassa di 5 dollari, avrebbe dato la possibilità ad un'altra persona sconosciuta (o un ente di beneficienza) di ricevere un uguale ammontare di denaro. Chi invece sceglieva di prendere i 6 dollari, avrebbe donato solo 1 dollaro. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che ben il 40% delle persone preferiva non conoscere quale sarebbe stato l'esito della propria scelta pur di poter intascare la cifra maggiore. 

Altruisti o vanesi? Il fatto che la percentuale di "ignoranti intenzionali" fosse così consistente è stato dunque correlato a un loro minore altruismo. Infatti, quando i partecipanti sceglievano di non rimanere "ignoranti", sapendo quindi subito l'effetto della loro decisione, c'era il 15,6% in più di probabilità che risultassero maggiormente generosi.

Secondo gli scienziati, questa circostanza sarebbe dettata dalla volontà di conservare una buona immagine agli occhi degli altri.

In altri termini, la willful ignorance sarebbe una comoda scorciatoia per apparire "buoni" senza dover necessariamente compiere azioni che richiedono un piccolo sacrificio. Al contrario, i partecipanti che volevano avere le informazioni complete rispetto alla scelta tra 5 e 6 dollari, avevano il 7% in più di possibilità di risultare generosi, a riprova di come gli individui veramente altruisti preferiscano apprendere le conseguenze delle loro azioni.

22 novembre 2023 Massimo Manzo
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