Perché sappiamo sempre dov'è il nostro naso?

Identificata una molecola cruciale per il funzionamento del nostro sesto senso: la propriocezione.

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Un pilota deve avere doti propriocettive molto sviluppate. | Jon Nazca/Reuters

Chiudete gli occhi e provate a toccarvi la punta del naso. Trovata? Avete appena avuto prova della propriocezione, la capacità di riconoscere e avvertire la posizione del nostro corpo nello spazio.

 

Ne facciamo esperienza continuamente: ogni volta che portiamo il cibo alla bocca mentre fissiamo la televisione - senza sbagliare mira - o che spostiamo il piede dal freno all'acceleratore, guardando la strada. Per la sua importanza, è spesso definita un "sesto senso" a tutti gli effetti. Ma a differenza degli altri cinque, è meno conosciuta: se in passato sono state individuate molecole legate al gusto, o all'olfatto, poco si conosceva sul funzionamento di questa sensibilità.

 

Interruttore nascosto. Fino a qualche tempo fa. In uno studio pubblicato su Nature, un gruppo di ricercatori dello Scripps Research Institute, della Columbia University e della San Jose State University ha descritto la scoperta di una molecola chiave per la propriocezione: la Piezo2, che si trova nelle membrane di speciali recettori nervosi presenti in tendini e muscoli, noti come propriocettori.

 

Un varco aperto. Quando muoviamo muscoli e tendini, mettiamo in tensione la membrana di queste cellule. La tensione distorce le Piezo2, provocando l'apertura di un tunnel al loro interno; attraverso questo passaggio circolano sostanze che generano un impulso elettrico che dalla terminazione nervosa, passando per il midollo spinale, arriva fino al cervello. Il tutto dura pochi millisecondi, ma è sufficiente a comunicare la posizione del nostro corpo al cervello, e il tipo di movimento che un arto sta compiendo.

 

Indispensabile. Quando i ricercatori hanno privato alcuni topi del gene che codifica per la Piezo2, gli animali hanno perso la capacità di governare il proprio corpo: si sono ritrovati a gambe all'aria, e hanno trascinato il ventre al suolo. Anche quando sono stati rimossi dai muscoli degli animali e stimolati in laboratorio, i propriocettori hanno rilasciato un impulso elettrico riconducibile all'attività della proteina. I muscoli dei topi privati del gene che codifica per la Piezo2 sono invece risultati insensibili ai pungoli e alla trazione.

 

Gioco di squadra. La stessa proteina giocherebbe anche un ruolo importante nelle cellule che captano la pressione all'interno delle cartilagini, e segnalano quando queste stanno supportando un carico eccessivo. Per gli scienziati, la Piezo2 è solo una delle sottoclassi di molecole che captano temperatura, pressione sanguigna, e altri elementi chiave per la percezione umana. Insomma, parlare di "cinque sensi" non sembra rendere più ragione della complessità del corpo umano.

 

17 dicembre 2015 | Elisabetta Intini