Psicologia

Perché il confronto politico è stressante?

Parlare di politica con chi la pensa diversamente genera ansia e la spiacevole sensazione di essere sotto minaccia. Secondo gli studiosi di psicologia politica però c'è una ragione. Anzi, due.

Discutere di politica con chi ha un'idea diversa sta diventando più difficile che mai: ansia, sensazioni di minaccia e arroccamento nelle proprie posizioni sono solo alcuni degli stati d'animo più frequenti tra gli interlocutori. Perché accade?

Secondo gli studiosi di psicologia politica c'è una spiegazione, anzi due: la prima è che le questioni polarizzanti generano emozioni ansiogene. La seconda è che mettere al centro della discussione le proprie convinzioni e la propria visione del mondo porta a radicalizzare il confronto, facendolo slittare da un piano politico a uno morale (che sottintende la premessa "io sono meglio di te").

politica ansia
Secondo gli studiosi di psicologia politica discutere di questioni polarizzanti crea ansia e stress. E induce gli interlocutori a radicalizzare le proprie posizioni, arroccandosi. © Shutterstock

Da che parte stai? Gli studiosi di psicologia politica definiscono polarizzanti e divisivi quegli argomenti in cui non c’è un consenso condiviso. Tutti, ad esempio, si trovano d’accordo sul fatto che la sicurezza alimentare sia importante. Su temi "caldi" come l'aborto o la pena di morte invece è difficile trovare una posizione comune, ed è in questi casi che la situazione si complica.

Precedenti studi sperimentali hanno rilevato che quando si discute di quei temi si fa più fatica a confrontarsi. La minaccia spesso agisce a livello inconscio: gli interlocutori, in molti casi, non sono consapevoli di attivare circuiti ansiogeni. Nel corso di uno degli studi, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti a un test di discutere di un argomento popolare (sicurezza alimentare), di un argomento impopolare (disoccupazione) e di uno polarizzante (ricerca sulle cellule staminali).

Al termine della discussione è stata loro mostrata un'immagine inespressiva elaborata al computer: lo studio ha dimostrato che la faccia appariva tanto più minacciosa quanto più si affrontava un tema polarizzante o impopolare.

Io sono meglio di te. A ostacolare il dialogo tra diversi punti di vista è anche la convinzione che la propria idea e la propria opinione politica sia moralmente superiore. Come aveva già rilevato questo ampio studio del 2005, se si entra nel campo del "giusto" e dello "sbagliato" è pressoché impossibile avere un confronto sereno e raggiungere una qualsiasi forma di compromesso.

Un punto di incontro tra opposte posizioni è infatti impossibile da raggiungere sia se ci si sente minacciati, sia se si pensa di essere moralmente migliori degli interlocutori.

Il risultato è quello di giungere a interrompere amicizie o rinunciare a confrontarsi pur di evitare i conflitti. Senza considerare che essere in disaccordo su un singolo problema non significa non avere nulla in comune, e nemmeno che la nobile arte della dialettica, nata secoli fa, sia destinata a finire nel dimenticatoio.

24 aprile 2018 Giuliana Rotondi
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