Psicologia

Perché i rischi altrui ci fanno sudare le mani?

I video di imprese pericolose stimolano questa risposta immediata, anche se sappiamo che finiranno bene e siamo seduti "al sicuro" sul divano. Le ragioni sono antiche...

L'immagine di uno stuntman in cima a un grattacielo, o di un trapezista senza cavo di sicurezza, è sufficiente a farvi sudare freddo sul palmo delle mani? È normale, si tratta di una reazione fisiologica comune a molti e dovuta all'empatia: se siete tra quelli che si contorcono quando il protagonista di un film sta per fare una figuraccia, o si accartocciano quando riceve un pugno, saprete bene di che cosa si tratta.

Reazione simile. Diversi studi di imaging cerebrale hanno dimostrato attivazioni simili quando viviamo un certo tipo di dolore fisico, e quando vediamo lo stesso stimolo somministrato ad altri. Parte della risposta che abbiamo vedendo qualcun altro a rischio "caduta", quindi, è dovuta al fatto che ci immaginiamo esposti a quella stessa situazione.

Vero o finto? Intanto, scappa! Per di più il nostro sistema nervoso simpatico, una parte del sistema nervoso autonomo che coordina la risposta di attacco o fuga, fatica a distinguere le situazioni reali da quelle immaginate o viste.

Può essere sufficiente l'immagine del rischio per attivare quelle sensazioni di ansia e urgenza che a loro volta scatenano contrazioni muscolari e aumento del battito cardiaco. Una cosa sono le nostre convinzioni (sappiamo che i fantasmi non esistono, e non passeranno per la porta di casa); altro discorso vale per le associazioni, non sempre consce, tra pericoli e risposta ad essi.

Una presa migliore. Infine, se la sudorazione di mani e piedi si scatena soprattutto davanti a sfide che riguardano le altezze, potrebbe esserci anche una ragione evolutiva. Secondo alcune teorie le ghiandole eccrine, distribuite in grandi quantità proprio su mani e piedi - sui palmi se ne trovano 370 per cm quadrato - possono in parte facilitare la reazione di fuga nei mammiferi. Curiosamente, è stato ipotizzato che aumentino la presa sul terreno nelle situazioni in cui si deve correre o scalare in condizioni stressanti e di urgenza. Si sarebbero evolute contestualmente al bipedismo e alla riduzione di peli sulla pelle.

Ecco dunque ricostruito il processo: l'empatia ci fa mettere nei panni degli altri, nonostante sappiamo che non sta toccando a noi. Il sistema nervoso simpatico scatena la reazione di attacco o fuga; i muscoli si contraggono, le palpitazioni salgono; le mani e i piedi sudano, casomai dovessimo cadere.

11 maggio 2017 Elisabetta Intini
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