Psicologia

Sei vivo: ecco perché pensi che le cinture di sicurezza (e altre cose) non servano

Il morbillo lo abbiamo fatto "tutti" e siamo sopravvissuti, le cinture di sicurezza anni fa non c'erano e siamo ancora vivi: sono convinzioni che possono spingere a conclusioni sbagliate...

Avete sentito anche voi qualche amico dire: "Da piccolo ho avuto il morbillo e, nessuna tragedia, qualche giorno a letto e ora eccomi qua a raccontarlo..." oppure "Le cinture di sicurezza in auto? Fino agli anni Ottanta non erano obbligatorie, eppure siamo sopravvissuti!"?

Sono tutti fatti veri, che possono portare, però, a conclusioni sbagliate (in questo caso, possono determinare la convinzione che non siano poi così importanti il vaccino contro il morbillo o le cinture di sicurezza in auto). Sono cioè esempi di ragionamenti condizionati dal cosiddetto pregiudizio di sopravvivenza (survivorship bias). Di che si tratta? La storia che segue può aiutare a capirlo.

Dove rinforzare? Durante la Seconda guerra mondiale l'aviazione americana decise di analizzare i danni riportati dagli aerei che rientravano alle basi dalle missioni, per valutare se fosse necessario rinforzarli e, nel caso, in quali punti. Emerse in modo evidente che le parti più danneggiate dal fuoco nemico si concentravano sulle estemità alari, sulla parte centrale della fusoliera e sui piani di coda (cioè nelle zone segnate con i pallini rossi, nel disegno più sotto). I militari arrivarono alla conclusione che gli aerei avrebbero avuto bisogno di essere rinforzati proprio in quei punti.

Nel disegno i pallini rossi indicano le parti che risultavano danneggiate negli aerei americani che rientravano alle basi dopo le loro missioni durante la Seconda guerra mondiale.

L'illustrazione si basa su una relazione di Abraham Wald (1943), concept dell'immagine di Cameron Moll (2005, rivendicato da Mother Jones), nuova versione a cura di McGeddon basata sul disegno di un Lockheed PV-1 Ventura, file vettoriale di Martin Grandjean (2021). Licenza CC BY-SA 4.0.

© Martin Grandjean, McGeddon, Cameron Moll - CC BY-SA 4.0

La questione fu sottoposta anche allo Statistical Research Group (SRG) della Columbia University: dopo avere esaminato la distribuzione delle parti danneggiate, Abraham Wald, uno dei ricercatori, suggerì, al contrario, di rinforzare con armature e protezioni le parti che si presentavano integre o con danno minore. Perché mai?

Parlano solo i sopravvissuti. In sintesi Wald fece notare che gli aeroplani che erano stati crivellati di colpi in quei punti, erano pur sempre rientrati alla base.

E per questo riteneva che a dover essere rinforzate erano le parti che si presentavano integre in quegli aerei, ma che presumibilmente erano state colpite (con conseguenze fatali) negli aerei che erano stati abbattuti.

Fai la scelta giusta. Wald tenne conto cioè di quello che, successivamente, sarebbe stato definito il "pregiudizio di sopravvivenza": si tratta dell'errore che si commette quando, per giudicare una certa situazione, si prendono in considerazione solo i dati relativi agli elementi che sono "sopravvissuti" a un processo di selezione, trascurando (perché, ovviamente, non disponibili) i dati relativi a coloro che non lo hanno superato. Valutando in questo modo, si rischia di giungere a una conclusione, sulla situazione che si sta esaminando, non veritiera e di prendere conseguentemente decisioni inadeguate (talvolta catastrofiche!).

Gli studi di Wald costituirono le basi per la matematica applicata – che proprio in quegli anni stava muovendo i primi passi – e in particolare per quella disciplina oggi nota come teoria delle decisioni.

4 dicembre 2021 Roberto Graziosi
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