Psicologia

Pandemia, lockdown, guerre: sui social ci indigniamo in fretta, ma in fretta torniamo indifferenti

Uno studio ha calcolato la curva della felicità globale espressa dai social dopo i primi lockdown e l'invasione dell'Ucraina: lo shock - almeno in Rete - è passato in sole due-tre settimane.

Gli ultimi tre anni sono stati un periodo interessante per chi si occupa di studi sulla felicità: difficile trovare, nella storia recente, un così fitto concentrato di shock globali, totalizzanti e inaspettati. Un gruppo di scienziati dell'Università di Johannesburg (Sudafrica) e dell'Auckland University of Technology (Nuova Zelanda) ha analizzato come due di questi terremoti planetari - i lockdown durante la pandemia di covid e l'invasione dell'Ucraina - hanno influito sull'umore globale. E soprattutto quanto tempo ha impiegato il mondo a riprendersi e tornare alla felicità pregressa. La risposta? Meno di quanto pensiate.

Social come termometro della felicità. Gli scienziati hanno analizzato un dataset di post pubblicati in tempo reale su X (ex Twitter) in 10 Paesi di entrambi gli emisferi terrestri, a partire da tre settimane prima dei due eventi (lockdown e scoppio della guerra in Ucraina) e fino a quattro settimane dopo. Quindi hanno sfruttato un sistema di IA per esaminare il linguaggio dei tweet, comprenderne "l'umore" e assegnare a ciascun tweet un "punteggio" di felicità. A quel punto è stato possibile stilare una serie storica, cioè una sequenza di osservazioni ordinate, della felicità giornaliera per ogni Paese studiato.

crisi e ripresa. Dai risultati è emerso un significativo calo della felicità in seguito a questi due shock, anche se i lockdown hanno inciso sulla felicità globale - o almeno su quella espressa dai tweet - di più rispetto all'invasione dell'Ucraina. Gli scienziati hanno anche appurato che, indipendentemente dalla magnitudine dello shock, si ritorna in fretta ai livelli di felicità pregressa. E che questo adattamento è avvenuto nell'arco di due-tre settimane (due nel caso dei lockdown, che nel limitare la libertà individuale miravano comunque alla tutela dell'integrità dell'individuo, tre nel caso della guerra, emblema della distruzione della vita umana). Mentre i livelli di felicità sono calati in modo simile nei Paesi di entrambi gli emisferi, il recupero è avvenuto un po' più rapidamente nell'emisfero meridionale (probabilmente per la minore distanza geografica dai luoghi dello shock, nel caso dell'invasione dell'Ucraina).

Essere felici conviene. Poiché il livello di felicità di un Paese ha ricadute importanti su altre variabili come la produttività (e dunque l'economia), il livello di sicurezza percepita e la fiducia nelle istituzioni, capire come i macro-shock globali come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi anni incidano sulla felicità di tutti è importante per comprendere le ricadute di questi traumi sul benessere dei cittadini.

13 febbraio 2024 Elisabetta Intini
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