I bambini ragionano ancora prima di imparare a parlare

Nei bimbi di poco più di un anno la mente consente già di fare deduzioni logiche e di capire se, in un ragionamento, c'è qualcosa che non torna.

shutterstock_244773607
Secondo alcuni ricercatori, i bambini assai piccoli sono già in grado di fare ragionamenti e deduzioni.|Shutterstock

 

La capacità di ragionare, fare deduzioni logiche, è una delle capacità “adulte” del nostro cervello, la base stessa del modo di procedere della scienza. Ma da dove deriva? È una dote innata, o si sviluppa col tempo e l’apprendimento? Secondo quanto hanno osservato in un singolare esperimento alcuni ricercatori, perfino i bambini assai piccoli, ancora prima di iniziare a parlare, sono già in grado di fare veri e propri ragionamenti e deduzioni.

 

Laboratorio per piccoli. Per scoprire come e da che età i bambini sono in grado di condurre qualche genere di ragionamento, un gruppo di ricercatori di varie istituzioni europee ha escogitato un esperimento coinvolgendo piccoli di 12 e 19 mesi di età, l’epoca in cui imparano le prime parole e frasi, ma in cui il linguaggio è lungi dall’essere sviluppato.

 

Durante un test, i bambini hanno mostrato di rendersi conto quando che c’è qualcosa che non torna.
Durante un test, i bambini hanno mostrato di rendersi conto quando che c’è "qualcosa che non torna". | Shutterstock

Nascondino. Ai bambini è stato mostrato un cartone animato molto schematico, e nello stesso tempo, con un strumento chiamato eye-tracking, venivano seguiti e misurati i movimenti del loro sguardo. L’animazione consisteva in una specie di gioco di nascondino con due diversi personaggi, per esempio un dinosauro e un fiore: i due oggetti venivano mostrati, poi scomparivano dietro una barriera, e a quel punto uno dei due veniva prelevato e portato via nascosto sotto una tazza. La barriera veniva poi abbassata, e il bambino poteva vedere quale oggetto era rimasto. A quel punto veniva scoperta anche la tazza che mostrava o, nel modo atteso, il secondo personaggio, oppure lo stesso che era anche rimasto dietro al muro. Dalle misurazioni dello sguardo, i ricercatori hanno verificato che, nel caso del risultato “illogico”, il bambino si soffermava molto di più sull’oggetto, un segnale che negli studi di questo tipo viene ritenuto una misura attendibile di curiosità e disorientamento. Insomma, i bambini si rendevano conto che c’era qualcosa che non tornava.

 

Sillogismi precoci. Pur non essendo ancora in grado di esprimersi a parole, questo significa secondo gli autori dello studio, pubblicato su Science, ricercatori che nella loro testa i bambini erano stati in grado di fare un ragionamento usando il processo di eliminazione. Un vero e proprio sillogismo disgiuntivo, come viene formalmente chiamato, ovvero un argomento del tipo “se ci sono A o B, e non è B, allora per forza deve essere A”. Ancora più interessante, secondo i ricercatori, il fatto che mentre guardavano l’animazione, dopo aver visto quale personaggio era nascosto dietro il muro, ma prima che fosse rivelato quello sotto la tazza, i bambini dilatavano le pupille, la stessa che fanno normalmente gli adulti impegnati in un compito di ragionamento logico.  

 

Logici dalla nascita. Cinquant’anni fa, lo psicologo Jean Piaget teorizzava che il pensiero logico si sviluppasse negli esseri umani solo a seguito di un lungo processo di apprendimento. Questo studio darebbe invece ragione al movimento di studi che sostiene che la “logica” faccia parte del bagaglio di strumenti cognitivi con cui un bambino nasce.

18 Marzo 2018 | Chiara Palmerini