Mission impossible per bambini

Perché i bambini cercano di fare come impossibili, come entrare nelle macchinine? Probabilmente perché le interconnessioni tra alcune zone del cervello non sono ancora stabili, spiega una nuova...

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Mission impossible per bambini
Perché i bambini cercano di fare come impossibili, come entrare nelle macchinine? Probabilmente perché le interconnessioni tra alcune zone del cervello non sono ancora stabili, spiega una nuova ricerca.
Perché non entra? Un'immagine tratta dai video dell'esperimento: un bimbo cerca di entrare in una macchina.
Perché non entra? Un'immagine tratta dai video dell'esperimento: un bimbo cerca di entrare in una macchina.

Chi non ha mai riso di fronte a un bambino che si ostina a fare cose impossibili, come cercare di indossare le scarpe di una bambola, sedersi alla guida delle macchinine o cercare di entrare nella casetta della Barbie. Lo stesso hanno fatto tre ricercatori statunitensi osservando i loro figli di circa due anni. E hanno deciso di studiare questo strano comportamento così diffuso tra i bambini, filmando un gruppo di bimbi tra i 18 e i 30 mesi. Prima li hanno fatti giocare con uno svivolo da camera , sedere su una poltroncina e scorrazzare per una stanza su una macchina a pedali. Poi li hanno portati a fare una passeggiata e riportati nella stanza dove hanno ritrovato gli stessi giocattoli in versione mini: una macchinina, una sedia per bambole e un microscivolo.

PICCOLI ERRORI
I filmati degli esperimenti svolti alle università della Virginia, dell'Illinois e Northwestern.

Macchinina 1

Macchinina 2

Sedia

Cortocircuito logico. 25 bambini su 54 hanno cercato di giocarci comunque, commettendo quello che viene definito un "errore di scala". E divertito i ricercatori.
Lo studio sembra confermare la teoria che esisterebbero due aree del cervello deputate a organizzare l'informazione visuale. La prima è incaricata di riconoscere gli oggetti (questa è una macchina); l'altra decide come utilizzare l'informazione (ci posso salire). L'errore di scala dei bambini sarebbe dunque dovuto al fatto che le relazioni tra queste due zone non sono ancora perfettamente stabilite.
Quando infatti l'azione incomincia, i bambini utilizzano le informazioni sulla scala degli oggetti per aggiustare i movimenti: quando decidono di salire su una macchinina, ignorano che è troppo piccola, ma riescono comunque a coordinare i movimenti per aprire le porticine e cercano di infilare i piedi in un buco troppo piccolo.
Lo studio potrà aiutare a comprendere meglio i meccanismi delle dissociazioni percezione-azione nei bambini e negli adulti con danni neuronali. In particolare sembra suggerire una certa immaturità nella corteccia prefrontale.

(Notizia aggiornata al 17 maggio 2004)

14 Maggio 2004

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